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[27.02.2012] di Joshua Keating          (trad. di Levred per GilGuySparks)

I pubblici ministeri possono ancora tentare di incriminare il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, ai sensi della Legge 1917 sullo Spionaggio, anche se le loro tesi dipendono probabilmente da come esattamente ha ricevuto le sue informazioni. Ma, a parte WikiLeaks, l’amministrazione Obama si è sempre più servito della legge per dare un giro di vite agli informatori.

Sollecitato da una domanda alla conferenza stampa della Casa Bianca la scorsa settimana da parte di Jake Tapper di ABC, David Carr sviscera la questione sulla sua colonna del New York Times:

  “L’amministrazione Obama, che ha promesso durante la sua ascesa al potere che avrebbe migliorato le leggi sugli “informatori a tutela dei dipendenti federali,” è stata più incline di qualsiasi altra amministrazione della storia a tentatare di mettere a tacere e perseguire i dipendenti federali. [...]
    Caso dopo caso, la Legge sullo Spionaggio è stata messa in campo come una sorta di Legge sui Segreti di Stato ad hoc, non una normativa con molti estimatori in America, un luogo in cui il diritto del popolo di sapere prevale sul diritto del governo di nascondere le proprie attività.
    Nel caso più recente, John Kiriakou, ex agente della CIA che divenne membro dello staff democratico nella Commissione Esteri del Senato, è stato accusato, in base alla Legge sullo Spionaggio, di aver fatto trapelare informazioni ai giornalisti su altri agenti della CIA, alcuni dei quali erano stati coinvolti nel programma di interrogatori dell’agenzia, che includeva il waterboarding.
    Per la cronaca, nessuna delle persone che hanno esercitato o autorizzato il waterboarding di sospetti terroristi è stata perseguita, ma il signor Kiriakou è nel mirino federali, accusato di parlare con i giornalisti e le agenzie di notizie, tra cui il New York Times.

Un altro esempio è Thomas Drake, ex dipendente della NSA (National Security Agency) che è stato perseguito ai sensi della Legge sullo Spionaggio ed rischiava 35 anni di carcere per aver parlato con i giornalisti di un accordo per l’acquisto di software per il monitoraggio dei dati digitali che violavano la privacy inutilmente.
L’accusa contro di lui alla fine cadde e si dichiarò colpevole di un imputazione minore. Alcuni esempi  ulteriori qui.
Io non sono un avvocato, ma davvero mi pare che questi procedimenti si siano spinti ben oltre il campo di applicazione originale della legge, che si riferisce a persone che trasmettono informazioni ad un governo o entità straniera “con intento o consapevolezza che debbano essere utilizzate a danno degli Stati Uniti o a vantaggio di una nazione straniera“. Sembra abbastanza chiaro che né Drake, né Kiriakou abbiano agito con l’intento di nuocere agli Stati Uniti. Ed essi stavano comunicando con affermate organizzazioni dei media degli Stati Uniti, non con un governo o eserciti stranieri.
I tribunali americani hanno lasciato la porta aperta a procedimenti per spionaggio di questo tipo, ad ogni modo. Il caso più noto riguardo a questo tema è il caso dei Documenti del Pentagono del 1971 [Pentagon Papers 1971], che viene ricordato in particolare per una sentenza della Corte Suprema secondo cui il Governo non poteva impedire la pubblicazione dei documenti sulla guerra del Vietnam, fatti trapelare dall’analista Daniel Ellsberg al New York Times.

Tuttavia, la corte, in realtà, stabilì solo che l’amministrazione Nixon non aveva dimostrato una minaccia convincente alla sicurezza nazionale che giustificasse una misura preventiva prima della pubblicazione. [I tribunali americani] hanno lasciato aperta la possibilità che, se si fosse stati in grado di dimostrare una minaccia più convincente, una tale ingiunzione poteva essere giustificata. Inoltre, si è sostenuto che non occorre che i requisiti per un procedimento per spionaggio dopo la pubblicazione siano così stringenti quanto per una restrizione preventiva.

Così, la legge non definisce a sufficienza quanto debba essere pericolosa per la sicurezza nazionale una soffiata ai media per essere considerata spionaggio. Ma alla velocità con la quale procede l’amministrazione Obama – che ha già perseguito, per aver fornito informazioni secretate ai media, più funzionari governativi di tutte le amministrazioni precedenti messe assieme – alla Corte Suprema potrebbe presto presentarsi l’occasione per fare po’ di chiarezza sulla questione.

http://blog.foreignpolicy.com/posts/2012/02/27/is_the_obama_administration_abusing_the_espionage_act

Prosecutors may still attempt to indict WikiLeaks founder Julian Assange under the 1917 Espionage Act, though their case will likely depend on exactly how he received his information. But, WikiLeaks aside, the Obama administration has made increasing use of the act to clamp down on whistleblowers.

Prompted by a question at a White House press briefing last week by ABC’s Jake Tapper, David Carr explores the issue in his New York Times column:

The Obama administration, which promised during its transition to power that it would enhance “whistle-blower laws to protect federal workers,” has been more prone than any administration in history in trying to silence and prosecute federal workers. [...]

In case after case, the Espionage Act has been deployed as a kind of ad hoc Official Secrets Act, which is not a law that has ever found traction in America, a place where the people’s right to know is viewed as superseding the government’s right to hide its business.

In the most recent case, John Kiriakou, a former C.I.A. officer who became a Democratic staff member on the Senate Foreign Relations Committee, was charged under the Espionage Act with leaking information to journalists about other C.I.A. officers, some of whom were involved in the agency’s interrogation program, which included waterboarding.

For those of you keeping score, none of the individuals who engaged in or authorized the waterboarding of terror suspects have been prosecuted, but Mr. Kiriakou is in federal cross hairs, accused of talking to journalists and news organizations, including The New York Times.

Another example was Thomas Drake, a former NSA employee who was prosecuted under the espionage act and faced a possible 35 years in prison for talking to reporters about a deal to buy digital data monitoring software uneccesarily violate privacy. The case against him eventually collapsed and he pleaded guilty to a minor misdemeanor charge. Some more examples here.

I’m no attorney, but these prosecutions do seem to have diverged pretty far from the original scope of the Act, which refers to people who transmit information to a foreign government or entity “with intent or reason to believe that it is to be used to the injury of the United States or to the advantage of a foreign nation.” It seems pretty clear that neither Drake nor Kiriakou were acting with intent to harm the United States. And they were communicating with well-established U.S. media organizations, not foreign government or militaries.

U.S. courts have left the door open to espionage prosecutions of this kind, however. The best known case on this issue is the 1971 Pentagon Papers case, which is best remembered for the Supreme Court’s decision that the Government could not prevent the publication of Vietnam war documents leaked by analyst Daniel Ellsberg to the New York Times.

However, the court actually ruled only that the Nixon administration had failed to demonstrate a compelling national security threat that warranted the prior prevention of publication. They left open the possibility that if a more compelling threat could be demonstration, such an injunction could be warranted. Moreover, it was suggested that the standard for a espionage prosecution after publication might not be as high as with prior restraint.

So, the law’s not quite settled on how much of a threat to national security a media leak needs to be before it’s considered espionage. But at the rate the Obama adminsitration is going — it has already prosecuted more government officials for providing classified information to the media than every previous administration combined — the Supreme Court may soon get the chance to provide some clarity on the matter.

http://blog.foreignpolicy.com/posts/2012/02/27/is_the_obama_administration_abusing_the_espionage_act

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