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[08.03.2012] di Joseph Fitsanakis    trad. di Levred per GilGuySparks

E’ passato quasi un anno da quando l’attuale sollevazione antigovernativa è scoppiata in Siria. Ma le agenzie d’intelligence negli Stati Uniti ancora non si raccapezzano su gran parte degli aspetti del conflitto in vertiginosa ascesa.
Nel mese di febbraio, il Dipartimento di Stato americano ha chiuso la sua ambasciata nella capitale siriana Damasco e ha richiamato a Washington tutto il suo personale diplomatico, tra cui l’ambasciatore americano in Siria, Robert Ford. Da allora, la Central Intelligence Agency, che conduceva le sue operazioni in Siria in gran parte fuori dell’ambasciata degli Stati Uniti, è stata costretta a fare affidamento sui pezzi sparsi della sua rete di agenti a Damasco, nonché sul lavoro di un pugno di intelligence alleati, compresi quelli di Giordania, Turchia, Israele e Arabia Saudita.
Naturalmente, la chiusura dell’ambasciata Usa in Siria ha accresciuto il ruolo della raccolta di trasmissioni d’intelligence e della ricognizione satellitare. Ma nessuno di questi canali di recupero di informazioni d’intelligence è stato in grado di compensare la mancanza di un’adeguata raccolta di informazioni dall’interno della Siria. Di conseguenza, secondo il Washington Post, che cita “alti funzionari statunitensi“, la raccolta di informazioni d’intelligence degli Stati Uniti sulla situazione in Siria è attualmente “frammentaria [e] confusa“. In particolare, la comunità dell’intelligence statunitense continua a non aver ben chiare le intenzioni tattiche e strategiche del regime del presidente siriano Bashar al-Assad e dispone di informazioni limitate sulla composizione e la forza delle forze di opposizione nel paese. Forse ancora più rilevante, gli analisti di intelligence americani hanno poche prove su cui basare qualsiasi tipo di conclusione definitiva circa il grado di coinvolgimento dei militanti islamisti nel finanziamento e nelle operazioni dell’opposizione siriana. Il giornale cita il deputato Mike Rogers (R-Mich.), presidente della Camera della Commmisione Permanente dei Rappresentanti sul Controllo sui servizi segreti, che afferma che la raccolta di intelligence degli Stati Uniti sulla Siria è un “misto di cose contradditorie“, aggiungendo che “cambia in continuazione [.. .] e probabilmente va reputato di basso acume“.
Il giornale sostiene inoltre che il presidente americano Barack Obama ha autorizzato la pianificazione iniziale di un possibile intervento militare in Siria, ma che si è finora astenuto dal rilasciare l’approvazione presidenziale, che avrebbe permesso alla CIA di effettuare operazioni segrete sul suolo siriano.

http://intelnews.org/2012/03/08/01-943/#more-8299

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  • Analysis: US spy agencies stil in the dark about Syria

March 8, 2012 by

By JOSEPH FITSANAKIS| intelNews.org |
Regional map of SyriaIt has been almost a year since the ongoing anti-government uprising erupted in Syria. But intelligence agencies in the United States are still struggling to make sense of most aspects of the spiraling conflict. In February, the US Department of State closed down its embassy in the Syrian capital Damascus and recalled all of its diplomatic personnel, including US Ambassador to Syria, Robert Ford, to Washington. Since then, the Central Intelligence Agency, which conducted its operations in Syria largely out of the US embassy there, has been forced to rely on scattered fragments of its agent network in Damascus, as well as on the work of a handful of allied intelligence services, including those of Jordan, Turkey, Israel, and Saudi Arabia. Naturally, the closure of the US embassy in Syria has boosted the role of the signals intelligence collection and satellite reconnaissance. But, none of these intelligence collection channels have been able to compensate for the lack of adequate human intelligence collection from inside Syria. As a result, according to The Washington Post, which cites “senior US officials”, US intelligence-gathering on the situation in Syria is currently “fragmentary [and] out of focus”. Specifically, the US intelligence community remains unclear about the tactical and strategic intentions of the regime of Syrian President Bashar al-Assad, and has limited information about the makeup and strength of the opposition forces in the country. Perhaps more importantly, American intelligence analysts have little evidence on which to base any sort of firm conclusions about the extent of involvement of militant Islamists in the funding and operations of the Syrian opposition. The paper quotes Congressman Mike Rogers (R-Mich.), Chairman of the House of Representatives Permanent Select Committee on Intelligence, who says that US intelligence collection on Syria is “a mixed bag”, adding that it “comes and goes [...] and probably rates on the low-acuity side”. The newspaper also claims that US President Barack Obama has authorized initial planning for a possible military intervention in Syria, but that he has so far refrained from issuing a Presidential finding, which would permit the CIA to undertake covert operations on Syrian soil.

http://intelnews.org/2012/03/08/01-943/#more-8299

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