Tag

, , ,

[10.03.2012] di Devon Douglas-Bowers

(trad. di Levred, revisione di Leslie Reggio per GilGuySparks)

Le organizzazioni non governative (ONG) sono una parte sempre più importante del panorama internazionale del 21° secolo, impegnata in una serie di attività umanitarie riguardanti, tra gli altri, i temi della povertà, dell’ambiente e delle libertà civili. Tuttavia, c’è l’altra faccia della medaglia delle ONG. Esse sono state e sono attualmente utilizzate come strumenti di politica estera, in particolare dagli Stati Uniti. Invece di usare la forza puramente militare, gli Stati Uniti sono ora passati a utilizzare le ONG come strumenti di attuazione della loro politica estera, in particolare il National Endowment for Democracy, la Freedom House, e Amnesty International.

National Endowment for Democracy

Secondo il suo sito web, il National Endowment for Democracy (NED) è “una fondazione no-profit privata, dedicata alla crescita e al rafforzamento delle istituzioni democratiche in tutto il mondo” [1] ma questa descrizione che suona così dolce, è in realtà piuttosto lontana dalla verità.
La storia del NED inizia immediatamente dopo l’amministrazione Reagan.
A causa delle massicce rivelazioni riguardanti la CIA negli anni 70, in particolare che era coinvolta in tentativi di omicidio di capi di Stato, nella destabilizzazione di governi stranieri e che spiava illegalmente cittadini statunitensi, questo appannò l’immagine della CIA e del governo degli Stati Uniti nel suo complesso.


Sebbene ci fossero molti comitati, creati durante quel periodo per indagare la CIA, la Commissione Church (guidata da Frank Church, un democratico dell’Idaho) è stata di fondamentale importanza in quanto le sue conclusioni “hanno dimostrato la necessità di una sorveglianza perpetua della comunità di intelligence e ha portato alla creazione della Comissione Ristretta permanente di Controllo sui Servizi Segreti“. [2]
La Comissione Ristretta sui fini dell’Intelligence aveva il compito di sorvegliare le attività di intelligence federali e, quando subentrarono il controllo e la stabilità, ciò sembrò sancire che ‘il partito’ della CIA dei progetti di assassinio e dei colpi di stato fosse finito. Eppure, questo era destinato a continuare, ma in un modo nuovo: in guisa di una dannosa ONG il cui scopo fosse quello di promuovere la democrazia in tutto il mondo, il National Endowment for Democracy (NED).

Il NED doveva essere uno strumento della politica estera statunitense fin dalle sue origini. Fu un’idea di Allen Weinstein, che, prima di creare l’Endowment, era professore alle Università Brown e Georgetown, aveva prestato servizio come editorialista del Washington Post, e fu redattore esecutivo del Washington Quarterly, del Centro di Studi Strategici e Internazionali di Georgetown, un think tank neoconservatore di destra che avrebbe in futuro avuto legami con strateghi imperiali come Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski. [3]
Egli dichiarò in un’intervista del 1991, che “moltissimo di ciò che facciamo oggi veniva fatto clandestinamente 25 anni fa dalla CIA“. [4]
Il primo direttore dell’Endowment, Carl Gershman, ha apertamente ammesso che la Fondazione era una copertura della CIA. Nel 1986 dichiarò:

“Non dovremmo aver bisogno di fare questo tipo di attività di nascosto. Sarebbe terribile per i gruppi democratici in tutto il mondo essere visti come sovvenzionati dalla CIA. – Lo abbiamo visto negli anni ’60 ed è per questo che fu interrotto. – Non siamo stati capaci di farlo, ed ecco perché è stato creato Endowment.” [5]

Si può inoltre osservare che l’Endowment è uno strumento del governo degli Stati Uniti per il fatto che, fin dalla sua fondazione nel 1983, “ha ricevuto uno stanziamento annuale approvato dal Congresso degli Stati Uniti come parte del budget dell’Information Agency degli Stati Uniti“. [6 ]
Non appena l’Endowment fu fondato, cominciò subito a finanziare gruppi che avrebbero sostenuto gli interessi degli Stati Uniti. Dal 1983 al 1984, la Fondazione è stata attiva in Francia e ha “sostenuto un’organizzazione simile ad un sindacato per docenti e studenti, per contrastare le organizzazioni di sinistra dei professori,” [7] attraverso il finanziamento di seminari, manifesti, libri e opuscoli che incoraggiavano l’opposizione al pensiero di sinistra.
Alla metà e alla fine degli anni 90, il National Endowment for Democracy (NED) ha continuato la sua lotta contro il lavoro organizzato, dando oltre 2,5 milioni di dollari all’Istituto Americano di Sviluppo del Lavoro Libero che era una copertura della CIA, usata per minare i sindacati progressisti. Più tardi, la Fondazione venne coinvolta in interferenze nelle elezioni in Venezuela e ad Haiti allo scopo di indebolire in quei luoghi i movimenti di sinistra.
Il NED è e continua ad essere una fonte di instabilità nei paesi di tutto il mondo che non si inginocchiano davanti alla potenza statunitense.
Cionostante l’Endowment finanzia un’altra pseudo ONG: Freedom House.

Freedom House

Freedom House è stata fondata nel 1941 come un’organizzazione pro-democrazia e pro-diritti umani. Anche se questo può essere stato vero in passato, al giorno d’oggi, Freedom House è decisamente impegnata a imporre nella spinta degli interessi degli Stati Uniti nella politica mondiale e i suoi leader hanno connessioni con organizzazioni piuttosto sgradevoli, come ad esempio l’attuale direttore esecutivo David Kramer che è un membreo anziano del Progetto per il Nuovo Secolo Americano, molti membri del quale sono responsabili dell’attuale impostazione bellicista degli Stati Uniti. [8]

Durante l’amministrazione Bush, il presidente usò la Freedom House per sostenere la cosiddetta Guerra al Terrorismo.
In un discorso del 29 marzo 2006, il presidente Bush affermò che Freedom House “dichiarava che l’anno 2005 è stato uno degli anni di maggior successo per la libertà, da quando, più di 30 anni fa Freedom House si è erta a tutela della libertà del mondo” e che gli Stati Uniti non dovrebbero darsi pace “fino a quando la promessa di libertà non abbia raggiunto ogni popolo e ogni nazione” perché “in questo nuovo secolo, il progresso della libertà è un elemento fondamentale della nostra strategia per proteggere il popolo americano, e per garantire la pace per le generazioni a venire“. [9]
Successivamente, è stato rivelato che Freedom House divenne sempre più favorevole alle politiche dell’amministrazione Bush per via del finanziamento che riceveva dal governo degli Stati Uniti. Secondo una sua relazione interna nel 2007, il governo statunitense forniva circa il 66% dei finanziamenti all’organizzazione. [10]
Tale finanziamento proveniva principalmente dall’Agency for International Development (USAID) statunitense, dal Dipartimento di Stato, e dal National Endowment for Democracy. Quindi, vediamo non solo il collegamento politico di Freedom House con il governo degli Stati Uniti, ma anche le principali connessioni finanziarie.
Va osservato, tuttavia, che Freedom House non fu la sola a sostenere il governo. Sotto l’amministrazione Bush, il governo americano costrinse le ONG a diventare più accondiscendenti alle sue richieste.
Nel 2003, l’amministratore di USAID, Andrew Natsios, ha dichiarato in un discorso, tenuto ad una conferenza di ONG, che in Afghanistan il rapporto tra ONG e USAID contribuise sicuramente alla sopravvivenza del regime di Karzai e che gli afgani “credono [la loro vita] stia migliorando attraverso meccanismi che non hanno nulla a che fare con il governo degli Stati Uniti e nulla a che fare con il governo centrale. Questo è un problema molto serio“. [11]
In merito alla situazione in Iraq, Natsios ha dichiarato che quando si tratta del lavoro delle ONG nel paese “[conta dimostrare risultati], ma  conta anche mostrare un collegamento tra questi risultati e la politica americana.” [12]
Stava sostanzialmente dicendo alle ONG che esse erano strumenti del governo statunitense e le stava inserendo nell’apparato imperiale.

Molto recentemente, Freedom House è stata attiva durante la Primavera Araba, dove ha aiutato nella formazione e nel finanziamento di gruppi della società civile e di singoli individui, “tra cui il Movimento Giovanile 6 Aprile in Egitto, il Centro del Bahrain per i Diritti Umani e attivisti della società civile come Entsar Qadhi, un giovane leader dello Yemen“. [13]
Sebbene Endowment e Freedom House siano utilizzate come strumenti della politica estera statunitense, questo non vuol dire che il governo americano non sia alla ricerca di nuovi strumenti, vale a dire Amnesty International.

Amnesty International

L’organizzazione per i diritti umani Amnesty International è l’ultimo acquisto nella cassetta imperiale degli attrezzi dell’Impero Americano.
Nel gennaio 2012, Suzanne Nossel è stata nominata nuovo direttore esecutivo di Amnesty International dallo stesso gruppo. Prima di giungere ad Amnesty, Nossel aveva già avuto profondi legami con il governo degli Stati Uniti, giacchè aveva “servito come Vice Assistente Segretario per le Organizzazioni Internazionali presso il Dipartimento di Stato americano“. [14]

Nossel è nota per aver coniato il termine ‘smart power’ [potere intelligente] che lei ha definito come sapere che “gli interessi americani sono favoriti dall’arruolamento di terzi per il raggiungimento degli obiettivi degli Stati Uniti, attraverso alleanze, istituzioni internazionali, attenta diplomazia e potere degli ideali.
Mentre questa definizione può sembrare innocua, ‘smart power’ sembra essere una versione potenziata del ‘soft power’ di Joseph Nye, che a sua volta è definita come “la capacità di ottenere i risultati che si cercano attraverso l’attrattività piuttosto che con il sistema della carota e del bastone, premio e coercizione.” [15]
Un possibile esempio di questo ‘smart power’ è la guerra in Libia, dove gli USA hanno usato le Nazioni Unite come un mezzo per ottenere il permesso di impegnarsi in un ‘intervento umanitario’.
Eppure anche prima che Nossel fosse nominata ad Amnesty, il gruppo stava inconsapevolmente aiutando la guerra mediatica contro la Siria. In un’intervista a Democracy Now del 1 settembre 2011, Neil Sammonds, ricercatore e uno degli autori del rapporto per Amnesty Deadly Detention: Decessi durante la detenzione tra le proteste popolari in Siria, ha parlato del modo in cui è stata fatta la ricerca per il report.
Egli ha dichiarato:
“Non sono stato in Siria. Ad Amnesty International non è stato permesso di entrare nel paese durante questi eventi, [sebbene ne avessimo fatto richiesta]. Così il lavoro di ricerca per questo report è stato fatto per lo più da Londra, ma anche attraverso un lavoro in paesi vicini e attraverso le comunicazioni con una vasta rete di contatti e parenti delle famiglie, e, sa, altre fonti.” [16]

Come si può scrivere un report di una certa autorevolezza, se le uniche fonti passano attraverso fonti di seconda mano che possono o non possono essere parziali o avere un’agenda da spingere? Come si può scrivere un report utilizzando fonti, le cui informazioni non hanno modo di essere verificate?
Ricorda la guerra mediatica contro Gheddafi, nella quale fu riferito sui media tradizionali che stava bombardando il suo stesso popolo e aveva dato Viagra ai suoi soldati in modo che potessero stuprare le donne, ma assolutamente niente di tutto questo fu verificato.

Mentre le ONG possono avere un’influenza positiva sulla società in generale, si deve essere consapevoli del loro retroterra, di chi le guida, e di chi li sta finanziando, perché la natura delle ONG sta cambiando, stanno diventando sempre più integrate nell’apparato imperiale di dominio e di sfruttamento.
Le ONG stanno rapidamente diventando le missionarie dell’impero.

http://www.foreignpolicyjournal.com/2012/03/10/ngos-missionaries-of-empire/

Note:

[1] http://www.ned.org/about

[2] http://www.senate.gov/artandhistory/history/minute/Church_Committee_Created.htm

[3] http://www.rightweb.irc-online.org/articles/display/Center_for_Strategic_and_International_Studies#P3782_823232

[4] William Blum, Rogue State: A Guide to the World’s Only Superpower, 3rd ed. (Monroe, ME: Common Courage Press, 2005) pg 239

[5] Ibid, pg 239

[6] 22 C.F.R. Part 67—Organization of the National Endowment for Democracy, Title 22: Foreign Relations, http://law.justia.com/cfr/title22/22-1.0.1.7.42.html

[7] Blum, pg 240

[8] http://web.archive.org/web/20110630143054/http://freedomhouse.org/template.cfm?page=92&staff=450

[9] President Bush Addresses Freedom House in Washington, CNN, March 29, 2006, http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/0603/29/se.01.html

[10] http://web.archive.org/web/20100331104836/http://www.freedomhouse.org/uploads/special_report/71.pdf

[11] Remarks by Andrew S. Natsios, Administrator, USAID, May 21, 2003, http://www.usaid.gov/press/speeches/2003/sp030521.html

[12] Ibid

[13] Ron Nixon, “U.S. Groups Helped Nurture Arab Uprisings,” New York Times, April 14, 2011,  http://www.nytimes.com/2011/04/15/world/15aid.html?pagewanted=all

[14] http://www.democracyarsenal.org/SmartPowerFA.pdf

[15] Joseph Nye, “Barack Obama and Soft Power,” Huffington Post, June 12, 2008, http://www.huffingtonpost.com/joseph-nye/barack-obama-and-soft-pow_b_106717.html

[16] “Amnesty International Decries Assad Regime’s ‘Brutal’ Crackdown on Syrian Protestors,” DemocracyNow.org, September 1, 2011, http://www.democracynow.org/2011/9/1/amnesty_international_decries_assad_regimes_brutal

************************************************************************

  • NGOs: Missionaries of Empire

by Devon Douglas-Bowers
March 10, 2012

Non-governmental organizations are an increasingly important part of the 21st century international landscape performing a variety of humanitarian tasks pertaining inter alia to issues of poverty, the environment and civil liberties. However, there is a dark side to NGOs. They have been and are currently being used as tools of foreign policy, specifically with the United States. Instead of using purely military force, the US has now moved to using NGOs as tools in its foreign policy implementation, specifically the National Endowment for Democracy, Freedom House, and Amnesty International.

National Endowment for Democracy

According to its website, the National Endowment for Democracy (NED) is “a private, non-profit foundation dedicated to the growth and strengthening of democratic institutions around the world,”[1] however this is sweet-sounding description is actually quite far from the truth.

The history of the NED begins immediately after the Reagan administration. Due to the massive revelations concerning the CIA in the 1970s, specifically that they were involved in attempted assassinations of heads of state, the destabilization of foreign governments, and were illegally spying on the US citizens, this tarnished the image of the CIA and of the US government as a whole. While there were many committees that were created during this time to investigate the CIA, the Church Committee (led by Frank Church, a Democrat from Idaho) was of critical importance as its findings “demonstrated the need for perpetual surveillance of the intelligence community and resulted in the creation of the permanent Select Committee on Intelligence.”[2] The Select Committee on Intelligence’s purpose was to oversee federal intelligence activities and while oversight and stability came in, it seemed to signal that the CIA’s ‘party’ of assassination plots and coups were over. Yet, this was to continue, but in a new way: under the guise of a harmful NGO whose purpose was to promote democracy around the world—the National Endowment for Democracy.

The NED was meant to be a tool of US foreign policy from its outset. It was the brainchild of Allen Weinstein who, before creating the Endowment, was a professor at Brown and Georgetown Universities, had served on the Washington Post’s editorial staff, and was the Executive Editor of The Washington Quarterly, Georgetown’s Center for Strategic and International Studies, a right-wing neoconservative think tank which would in the future have ties to imperial strategists such as Henry Kissinger and Zbigniew Brzezinski.[3] He stated in a 1991 interview that “A lot of what we do today was done covertly 25 years ago by the CIA.”[4]

The first director of the Endowment, Carl Gershman, outright admitted that the Endowment was a front for the CIA. In 1986 he stated:

We should not have to do this kind of work covertly. It would be terrible for democratic groups around the world to be seen as subsidized by the CIA. We saw that in the ‘60s, and that’s why it has been discontinued. We have not had the capability of doing this, and that’s why the endowment was created.[5] (emphasis added)

It can be further observed that the Endowment is a tool of the US government, as ever since its founding in 1983, it “has received an annual appropriation approved by the United States Congress as part of the United States Information Agency budget.”[6]

No sooner than the Endowment was founded did it begin funding groups that would support US interests. From 1983 to 1984, the Endowment was active in France and “supported a ‘trade union-like organization that for professors and students’ to counter ‘left-wing organizations of professors,’”[7] through the funding of seminars, posters, books, and pamphlets that encouraged opposition to leftist thought. In the mid and late 1990s, the NED continued its fight against organized labor by giving in excess of $2.5 million to the American Institute of Free Labor Development which was a CIA front used to undermine progressive labor unions.

Later on, the Endowment became involved in interfering with elections in Venezuela and Haiti in order to undermine leftwing movements there. The NED is and continues to be a source of instability in nations across the globe that don’t kneel before US imperial might. Yet the Endowment funds another pseudo-NGO: Freedom House.

Freedom House

Freedom House was originally founded in 1941 as a pro-democracy and pro-human rights organization. While this may have been true in the past, in the present day, Freedom House is quite involved in pushing US interests in global politics and its leaders have connections to rather unsavory organizations, such as current Executive Director David Kramer being a Senior Fellow to the Project for the New American Century, many of whose members are responsible for the current warmongering status of the US.[8]

During the Bush administration, the President used Freedom House to support the so-called War on Terror. In a March 29, 2006 speech, President Bush stated that Freedom House “declared the year 2005 was one of the most successful years for freedom since the Freedom House began measuring world freedom more than 30 years ago” and that the US should not rest “until the promise of liberty reaches every people and every nation” because “In this new century, the advance of freedom is a vital element of our strategy to protect the American people, and to secure the peace for generations to come.”[9]

Later, it was revealed that Freedom House became more and more supportive of the Bush administration’s policies because of the funding it was getting from the US government. According to its own internal report in 2007, the US government was providing some 66% of funding for the organization.[10] This funding mainly came from the US Agency for International Development (USAID), the US State Department, and the National Endowment for Democracy. Thus, we see not only the political connection of Freedom House to US government, but major financial connections as well.

It should be noted, however, that Freedom House was not alone in supporting the government. Under the Bush administration, the US government forced NGOs to become more compliant to their demands. In 2003, USAID Administrator Andrew Natsios stated in a speech given at a conference of NGOs that in Afghanistan the relationship between NGOs and USAID does affect the survival of the Karzai regime and that Afghans “believe [their life] is improving through mechanisms that have nothing to do with the U.S. government and nothing to do with the central government. That is a very serious problem.”[11] On the situation in Iraq, Natsios stated that when it comes to NGO work in the country “proving results counts, but showing a connection between those results and U.S. policy counts as well.”[12] (emphasis added) NGOs were essentially told that they were tools of the US government and were being made part of the imperial apparatus.

Most recently, Freedom House was active in the Arab Spring, where they aided in the training and financing of civil society groups and individuals “including the April 6 Youth Movement in Egypt, the Bahrain Center for Human Rights and grass-roots activists like Entsar Qadhi, a youth leader in Yemen.”[13]

While the Endowment and Freedom House are being used as tools of US foreign policy that does not mean that the US government isn’t looking for new tools, namely Amnesty International.

Amnesty International

The human rights organization Amnesty International is the newest tool in the imperial toolbox of the American Empire. In January 2012, Suzanne Nossel was appointed the new Executive Director of Amnesty International by the group itself. Before coming to Amnesty, Nossel already had deep connections to the US government as she had “served as Deputy Assistant Secretary for International Organizations at the U.S. Department of State.”[14]

Nossel is known for coining the term ‘smart power’ which she defined as knowing that “US interests are furthered by enlisting others on behalf of U.S. goals, through alliances, international institutions, careful diplomacy, and the power of ideals.” While this definition may seem harmless, ‘smart power’ seems to be an enhanced version of Joseph Nye’s ‘soft power,’ which itself is defined as “the ability to obtain the outcomes one wants through attraction rather than using the carrots and sticks of payment or coercion.”[15] A possible example of this ‘smart power’ is the war in Libya, where the US used the UN as a means to get permission to engage in ‘humanitarian intervention.’

Yet, even before Nossel was appointed to Amnesty, the group was unwittingly aiding in the media war against Syria. In a September 1, 2011 Democracy Now interview, Neil Sammonds, the researcher and one of the author’s for Amnesty’s report Deadly Detention: Deaths in Custody Amid Popular Protest in Syria, spoke about the manner in which the research was done for the report. He stated:

I’ve not been into Syria. Amnesty International has not been allowed into the country during these events, although we have requested it. So the research for this report was done mostly from London, but also from some work in neighboring countries and through communications with a large network of contacts and relatives of the families, and, you know, other sources.[16] (emphasis added)

How can one write a report with any amount of authority if their only sources are through second-hand sources that may or may not have a bias or an agenda to push? How can you write a report using sources whose information has no way of being verified? It is reminiscent of the media war against Gaddafi, where it was reported in the mainstream media that he was bombing his own people and had given Viagra to his soldiers as so they could rape women, but absolutely none of this was verified.

While NGOs can have a positive influence on society at large, one must be aware of their backgrounds, who is in charge of them, and from whom they are getting funding from because the nature of the NGO is changing, it is being more and more integrated into the imperial apparatus of domination and exploitation. NGOs are fast becoming the missionaries of empire.

http://www.foreignpolicyjournal.com/2012/03/10/ngos-missionaries-of-empire/

Notes

[1] http://www.ned.org/about

[2] http://www.senate.gov/artandhistory/history/minute/Church_Committee_Created.htm

[3] http://www.rightweb.irc-online.org/articles/display/Center_for_Strategic_and_International_Studies#P3782_823232

[4] William Blum, Rogue State: A Guide to the World’s Only Superpower, 3rd ed. (Monroe, ME: Common Courage Press, 2005) pg 239

[5] Ibid, pg 239

[6] 22 C.F.R. Part 67—Organization of the National Endowment for Democracy, Title 22: Foreign Relations, http://law.justia.com/cfr/title22/22-1.0.1.7.42.html

[7] Blum, pg 240

[8] http://web.archive.org/web/20110630143054/http://freedomhouse.org/template.cfm?page=92&staff=450

[9] President Bush Addresses Freedom House in Washington, CNN, March 29, 2006, http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/0603/29/se.01.html

[10] http://web.archive.org/web/20100331104836/http://www.freedomhouse.org/uploads/special_report/71.pdf

[11] Remarks by Andrew S. Natsios, Administrator, USAID, May 21, 2003, http://www.usaid.gov/press/speeches/2003/sp030521.html

[12] Ibid

[13] Ron Nixon, “U.S. Groups Helped Nurture Arab Uprisings,” New York Times, April 14, 2011,  http://www.nytimes.com/2011/04/15/world/15aid.html?pagewanted=all

[14] http://www.democracyarsenal.org/SmartPowerFA.pdf

[15] Joseph Nye, “Barack Obama and Soft Power,” Huffington Post, June 12, 2008, http://www.huffingtonpost.com/joseph-nye/barack-obama-and-soft-pow_b_106717.html

[16] “Amnesty International Decries Assad Regime’s ‘Brutal’ Crackdown on Syrian Protestors,” DemocracyNow.org, September 1, 2011, http://www.democracynow.org/2011/9/1/amnesty_international_decries_assad_regimes_brutal
___________________________________________________________________________