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intelNews.org
[16.03.2012] di Joseph Fitsanakis

(trad. di  Vera Zasulich, revisione di Leslie Reggio per GilGuySparks)

Ad Atene alcuni procuratori dello stato hanno aperto un’inchiesta penale in merito ad un presunto complotto per uccidere il primo ministro greco nel 2008, che, a quanto si dice, venne scoperto dai servizi segreti russi.
Nel giugno dello scorso anno, i media greci hanno affermato che il Servizio Nazionale di Intelligence del paese (EYP) era stato informato dal Servizio di Sicurezza Federale russo (FSB) riguardo al piano di assassinio.
Secondo l’informativa russa, il complotto, nome in codice PYTHIA, fu ordito da un’agenzia di intelligence di “un paese alleato della Grecia” e aveva come obiettivo il primo ministro conservatore Kostas Karamanlis, che governò la Grecia dal 2004 al 2009. I russi hanno affermato che l’operazione PYTHIA mirava presumibilmente ad impedire che Atene firmasse una serie di accordi energetici con Mosca, tra cui l’ambizioso progetto del gasdotto South Stream, che punta a collegare i giacimenti di gas russo al mercato europeo dell’energia.

Mercoledì, un funzionario del tribunale, Nikos Ornerakis, ha detto in una conferenza stampa ad Atene che, sulla base delle indagini preliminari, i pubblici ministeri greci consideravano il caso credibile e avevano presentato un’accusa “contro ignoti” per reato di cospirazione.
L’Associated Press, che ha riferito la storia, ha parlato con l’ex ambasciatore Ioannis Corantis che guidava il Servizio d’Intelligence della Grecia (EYP) durante la scoperta del presunto progetto di assassinio. L’ambasciatore Corantis ha confermato che l’EYP fu effettivamente informato dell’Operazione PYTHIA “da un funzionario del servizio segreto [russo] FSB“, e che l’informativa riguardava un sospetto piano di assassinio contro il Primo Ministro Karamanlis.
Ha anche riferito che il Servizio d’Intelligence (EYP) fu informato dai russi “nel gennaio o febbraio del 2009“, diversi mesi dopo che il presunto complotto fu scoperto dall’FSB. Egli ha riferito anche di essere uno dei vari funzionari che erano già stati chiamati a deporre nel procedimento penale e che gli altri testimoni comprendevano membri dell’EYP, della Polizia nazionale greca e della squadra della sicurezza del Primo Ministro. Corantis si è rifiutato di discutere se l’EYP fosse stato in grado di verificare in modo indipendente le informazioni condivise dal [servizio russo ndr] FSB, né ha indicato se ci fossero indizi utili per conoscere l’identità dei presunti autori del complotto. Ha sottolineato, tuttavia, che il governo greco aveva giudicato la questione “un caso molto grave“.

http://intelnews.org/2012/03/16/01-949/#more-8346

sotto segue: L’oleodotto Burgas-Alexandroupolis alla base del piano per assassinare Kostas Karamanlis

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  • State prosecutors probe alleged plot to kill Greek prime minister

intelNews.org
March 16, 2012 by

Kostas KaramanlisGovernment prosecutors in Athens have opened a criminal investigation into an alleged plot to kill the Prime Minister of Greece in 2008, which was reportedly uncovered by Russian intelligence. In June of last year, Greek media claimed that the country’s National Intelligence Service (EYP) had been briefed by the Russian Federal Security Service (FSB) about the assassination plot. According to the Russian briefing, the plot, codenamed PYTHIA, was hatched by the intelligence agency of “a country allied to Greece”, and was targeted at conservative Prime Minister Kostas Karamanlis, who governed Greece from 2004 to 2009. The Russians claimed that Operation PYTHIA was purportedly aimed at preventing Athens from signing on to a series of energy deals with Moscow, including the ambitious South Stream pipeline project, which aims to connect Russian gas fields to the European energy market. On Wednesday, court official Nikos Ornerakis told a press conference in Athens that, based on preliminary investigations, Greek prosecutors considered the case credible and had filed a felony count of conspiracy “against persons unknown”. The Associated Press, which reported on the story, spoke to former Ambassador Ioannis Corantis, who headed Greece’s EYP intelligence service during the discovery of the alleged assassination plot. Ambassador Corantis confirmed that the EYP had indeed been briefed on Operation PYTHIA “by an official of the [Russian] FSB”, and that the briefing concerned a suspected assassination plot against Prime Minister Karamanlis. He also said that the EYP was briefed by the Russians “in January or February of 2009”, several months after the alleged plot was uncovered by the FSB. He also said that he was one of several officials that had already been called on to provide evidence in the criminal case, and that other witnesses included members of the EYP, the Greek national police, and the Prime Ministerial security team. Corantis refused to discuss whether the EYP had been able to independently verify the information shared by the FSB, nor did he indicate whether there were any clues as to the identity of the alleged perpetrators of the plot. He stressed, however, that the Greek government considered the issue “a very serious case”.

http://intelnews.org/2012/03/16/01-949/#more-8346

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[15.03.2012]   trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks

Altissimi funzionari di polizia e dei servizi di intelligence hanno espresso i loro sospetti in merito all’esistenza di un piano per assassinare l’ex primo ministro greco, Kostas Karamanlis, nel 2008, [piano ndr] per il quale è stata avviata un’indagine penale dell’ufficio del procuratore regionale di Atene.


Secondo le fonti, a quel tempo c’era stato effettivamente un avviso da parte del Primo Ministro agli organi specifici di un possibile attacco e alle sue guardie personali era stato ordinato di rafforzare le misure di sicurezza.
D’altra parte, il Ministero della Protezione del Cittadino ha definito l’informazione come “vaga” e parla di strani giochi, mossi da elementi stranieri, alla base di questo piano.

L’indagine penale è basata su un documento rilasciato dal Servizio di Intelligence greca il 5 febbraio 2009, il cui contenuto è stato divulgato la scorsa estate. Dichiarava l’esistenza di un piano per l’assassinio dell’ex Primo Ministro e di una nuova ondata di intercettazioni delle comunicazioni telefoniche dalla Grecia e dall’estero.

Il documento si riferiva ad un’informativa rilasciata dal Servizio di Sicurezza Federale russo FSB, che è il successore del servizio segreto sovietico KGB. In base ad esso, un gruppo di 19 membri del FSB era arrivato in Grecia nel marzo 2008.
La ragione per la formazione di questo gruppo era “la tentata intercettazione delle telefonate tra Kostas Karamanlis, il presidente russo Vladimir Putin e l’allora Presidente bulgaro Georgi Parvanov.

L’informativa dei servizi russi affermava: “l’obiettivo del gruppo specifico è quello di organizzare atti di “contro osservazione“,  allo scopo di trovare le persone che pedinano il primo ministro greco.” Quello che i commandos russi scoprirono fu un “piano per attaccare l’ex Primo Ministro Kostas Karamanlis per ritardare o ostacolare la politica energetica del paese.

Come indicato nel documento, i membri dei servizi russi si erano trovati faccia a faccia con gli uomini che avevano seguito l’auto del primo ministro greco,  almeno una volta, nei pressi di Nea Makri. Questo era avvenuto tra il 20 e il 25 aprile 2008 e, come noto, la “collisione” non durò più di 30 secondi. Tuttavia, “i due, sospettati di organizzare l’assassinio del Primo Ministro“, che avevano viaggiato con un furgone, fuggirono dalla zona in moto. I Russi riferirono di aver trovato nel furgone esplosivo e mappe, che provavano che il progetto di assassinare il primo ministro greco era stato elaborato da membri dei servizi segreti occidentali e dal Mossad israeliano.

Secondo funzionari greci, che detenevano posizioni di rilievo nelle forze di polizia e nei servizi di intelligence, “il funzionario russo,” autore dell’informativa era un alto rappresentante dell’ambasciata russa ad Atene e il “contatto” del FSB. Vive in Grecia da anni ed è considerato particolarmente esperto. Dopo la conclusione dell’informativa da parte della Russia, il caso è stato trasferito alla direzione del controspionaggio dei servizi greci.

Parlando al quotidiano greco To Vima, un agente di alto rango, che aveva avuto a che fare con il caso, ha detto: “Il documento russo ci ha sorpreso notevolmente. In primo luogo, perché fino ad allora, non avemmo alcuna informazione riguardo a intercettazioni delle telefonate tra Kostas Karamanlis, Vladimir Putin e Georgi Parvanov. Ancora più sorprendente è il fatto che l’azione dei commandos russi sembra essersi tenuta con un ritardo di due anni“.

I tre presidenti si incontrarono ad Atene il 4 settembre 2006 e l’argomento principale della conversazione fu la costruzione dell’oleodotto Burgas-Alexandroupolis. Dopo l’incontro, parlarono al telefono, in modo particolarmente intenso nello stesso periodo. Da allora, Vladimir Putin si è recato più volte in Grecia. Il presidente bulgaro Georgi Parvanov incontrò Kostas Karamanlis anche nel 2009 ed ebbe incontri con membri del governo di George Papandreou nel 2010. [...]

http://www.grreporter.info/en/burgasalexandroupolis_oil_pipeline_behind_plan_assassinate_kostas_karamanlis/6298

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  • Burgas-Alexandroupolis oil pipeline behind the plan to assassinate Kostas Karamanlis

15 March 2012

Supreme police officers and the intelligence services have expressed their suspicions regarding the existence of a plan to assassinate former Greek Prime Minister Kostas Karamanlis in 2008, for which a criminal investigation has been launched by the Athens regional prosecutor’s office.

According to sources, at that time, there had actually been a warning by the Prime Minister to the specific organs of a possible attack and his personal guards were ordered to strengthen security measures. On the other hand, the Ministry of Citizen Protection has defined the information as “vague” and talks about strange games played by foreign factors behind this plan.

The criminal investigation is based on a document issued by the Greek intelligence service on 5 February 2009, the content of which was disclosed last summer. It stated the existence of a plan for the assassination of the former Prime Minister and of a new wave of tapping the telephone calls of politicians from Greece and abroad.

The document referred to a bulletin issued by the Russian Federal Security Service FSB, which is the successor of the Soviet secret service KGB. According to it, a group of 19 members of the FSB had arrived in Greece in March 2008. The reason for forming this group was “attempted tapping of the telephone calls between Kostas Karamanlis, the Russian President Vladimir Putin and the Bulgarian President at that time Georgi Parvanov.”

The bulletin of the Russian services stated, “the target of the specific group is to organize acts of “counter observation” in order to find the people following the Greek Prime Minister.” What the Russian commandos had found was a “plan to attack the former Prime Minister Kostas Karamanlis to delay or thwart the country’s energy policy.”

As stated in the document, members of the Russian services had stood face to face with men, who had been following the car of the Greek Prime Minister, near Nea Makri at least once. This had happened between 20 and 25 April 2008 and, as noted, the “clash” had lasted not more than 30 seconds. However, “two suspects for organizing the assassination of the Prime Minister,” who had been travelling by a van fled from the area by motorcycle. Russians said that they had found in the van explosives and maps, proving that the plan to murder the Greek Prime Minister had been drawn by members of the Western secret services and the Israeli Mossad.

According to Greek officers, who held senior positions in the police and the intelligence services, “the Russian officer,” the author of the bulletin was a senior representative of the Russian embassy in Athens and the “person of contact” with the FSB. He has been living in Greece for years and is considered particularly experienced. After the ending of the bulletin by Russia, the case was transferred to the counterintelligence directorate of the Greek services.

Speaking to the Greek daily To Vima, a senior representative, who had dealt with the case said, “The Russian paper surprised us greatly. Firstly, because until then, we had no information about the tapping of the telephone calls between Kostas Karamanlis, Vladimir Putin and Georgi Parvanov. Most striking is the fact that the action of Russian commandos seems to be held with a delay of two years.”

The three presidents met in Athens on 4 September 2006 and the main topic of the conversation was the construction of the Burgas – Alexandroupolis oil pipeline. After the meeting, they spoke on the telephone, particularly intensely in the same period. Since then, Vladimir Putin visited Greece several times. The Bulgarian President Georgi Parvanov met with Kostas Karamanlis in 2009 too and had meetings with members of the government of George Papandreou in 2010.

http://www.grreporter.info/en/burgasalexandroupolis_oil_pipeline_behind_plan_assassinate_kostas_karamanlis/6298

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