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New Eastern Outlook
[27.03.2012] di Leonid Gusev *   (trad. di Levred per GilGuySparks)

Le forze degli Stati Uniti e dei paesi occidentali dovrebbero ritirarsi dall’Afghanistan nel 2014. Come si svilupperanno le cose là e in Asia centrale poi?
Si può presumere che gli Stati Uniti e la NATO continueranno a fornire un limitato sostegno militare all’attuale regime in Afghanistan e che i negoziati con i talebani moderati continueranno.
Dopo tutto, gli esperti, compresi gli esperti afghani, dicono che in Afghanistan le forze armate non sono così forti o ben attrezzate, motivate e addestrate come lo sono state dopo la partenza dell’esercito sovietico alla fine degli anni 1980. L’esercito afghano moderno è costituito da persone provenienti da vari clan e gruppi etnici che hanno il problema di non andare d’accordo tra loro. Anche se le forze armate afghane ricevessero abbastanza armi entro il 2014, è difficile essere certi che un qualsiasi governo continuerà.

Dopo il ritiro delle forze straniere, dunque, dovremmo aspettarci che la guerra in Afghanistan continui e che a causa di questa guerra l’instabilità si sviluppi in tutta la regione. E questa volta l’Afghanistan diverrà così instabile e precario che nessuno vorrà affrontarlo. Questo trasformerà ancora una volta il paese in un rifugio sicuro nel quale i nemici armati degli Stati Uniti e dell’Occidente concentreranno le loro forze.

Di conseguenza, molti paesi, probabilmente, continueranno ad assistere l’Afghanistan e prima del completo ritiro delle forze straniere saranno messi in atto tentativi di creare le condizioni che contribuiscano ad ottenere che gli afghani si accordino sull’istitutuzione di un regime accettabile per tutte le parti.

Alcuni analisti negli Stati Uniti ritengono che prima che le truppe vengano ritirate dall’Afghanistan, il paese ha bisogno di sviluppare un piano in base al quale tutte le nazioni del mondo, in particolare i paesi della regione e quelli confinanti con l’Afghanistan, riconoscerebbero la neutralità del dell’Afghanistan. Essi credono che gli Stati Uniti dovrebbero monitorare attentamente il rispetto di tale neutralità e che qualsiasi paese che intervenga negli affari dell’Afghanistan dovrebbe essere sottoposto a sanzioni economiche da parte della comunità internazionale.

C’è un altro punto molto importante da affrontare in merito, principalmente, al ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan: il debito nazionale degli Stati Uniti. Nel 2010 solamente 105 miliardi di dollari sono andati all’Afghanistan e nel 2011 la cifra era di 117 miliardi di dollari.

Il senatore Richard Lugar ha espresso il suo pensiero riguardo agli interessi degli Stati Uniti e della NATO in Asia centrale durante le visite che ha fatto in Kazakistan, Turkmenistan e Azerbaigian nel 2008. Ha confermato che è nell’interesse degli Stati Uniti istituire un sistema multilaterale ed efficace nelle regioni del Mar Caspio e dell’Asia centrale per la fornitura di petrolio e gas all’Europa e ad altri mercati, allo scopo di ridurre la dipendenza dei paesi europei e dell’Asia centrale dal monopolio energetico russo.

Dal punto di vista geo-economico, è anche importante per Washington reindirizzare il petrolio dell’Asia centrale dalla Cina ad un mercato controllato dalle borse di New York, Londra, Tokyo e Singapore e trovare il modo per trasportare le risorse del Mar Caspio senza passare attraverso il territorio iraniano, nonostante il fatto che il percorso con accesso al Golfo Persico sia più conveniente [sotto il profilo economico ndr]. Questa è stata la ragione per l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan che trasporta il petrolio kazako.

Inoltre, gli Stati Uniti sono stati molto scontenti per la costruzione del gasdotto dal Turkmenistan alla Cina, attraverso Uzbekistan e Kazakistan, che è iniziato ad essere operativo nell’autunno del 2009.

Insieme ai loro interessi economici e alle preoccupazioni di sicurezza, gli Stati Uniti, inoltre, proseguono gli sforzi per risolvere i problemi geopolitici in Asia centrale – al fine di neutralizzare la presenza tradizionale della Russia e la crescente influenza della Cina che gli Stati Uniti vedono come il loro principale rivale strategico.

La presenza militare americana in Asia centrale permette agli americani di monitorare le attività di Cina e Russia nella regione e mantenere un punto d’appoggio militare lì, in modo da continuare a cercare di recuperare le proprie basi in Uzbekistan e aumentare l’utilizzo della rete di campi d’atterraggio del Kazakistan a supporto delle operazioni militari delle forze della coalizione in Afghanistan.

Come molti esperti militari hanno notato, gli interessi americani nella regione nel breve e medio termine e gli obiettivi statunitensi derivanti per i paesi dell’Asia centrale, includono il mantenere i paesi della regione impegnati nelle strategie regionali e globali americane per mezzo di influenze economiche, militari, politiche, ideologiche, culturali e umanitarie. Dal momento che la strategia di Washington si basa unicamente sulle sue priorità politiche ed economiche nazionali, sarebbe altamente auspicabile per gli altri paesi della regione che non sono alleati degli Stati Uniti, divenire più forti.

Le missioni fondamentali che Washington cercherà di portare a compimento nella sfera politico-militare comprendono l’incremento della sua presenza militare in Asia centrale e l’istituzione di un trampolino di lancio per un eventuale intervento negli affari iraniani, per contenere la Cina militarmente, e mettere pressione sulla Russia e come pure, in futuro, sull’India; e assicurarsi di essere in grado di reagire rapidamente alle azioni di terroristi internazionali e radicali islamici in Afghanistan, Pakistan e altri paesi dell’Asia meridionale e, in misura minore, controllare il traffico di droga.

Le sue missioni in campo economico includono guadagnare l’accesso alle risorse energetiche dell’Asia centrale e delle zone circostanti; controllare le rotte di approvvigionamento verso i mercati mondiali, creare le condizioni per organizzare un embargo delle materie prime di Cina e India, come richiesto, e assicurarsi il controllo sulle riserve strategiche di uranio.

Gli obiettivi culturali includono il predominio della cultura e degli stili di vita americani e la diffusione dei valori americani.

In questo modo, si può dire che gli Stati Uniti e i paesi occidentali siano molto interessati a rafforzare la loro influenza politica, economica e culturale sia in Afghanistan che nei paesi dell’Asia centrale e cercheranno di essere una forza importante nella distribuzione e nel consumo di energia e delle altre risorse naturali nella regione.

* Leonid Gusev è [un accademico] Membro Anziano presso il Centro Analitico dell’Istituto di Studi Internazionali dell’Istituto per le Relazioni internazionali di Stato di Mosca (Università) del Ministero Russo degli Affari Esteri. Questo articolo è stato scritto espressamente per New Eastern Outlook.

http://indrus.in/articles/2012/03/27/the_us_interests_in_afghanistan_and_central_asia_15276.html

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  • The US interests in Afghanistan and Central Asia

New Eastern Outlook
March 27, 2012   di Leonid Gusev*

The forces of the United States and the Western countries should pull out of Afghanistan in 2014. How will things develop there and in Central Asia then? We can assume that the United States and NATO will continue providing limited military support to the current Afghan regime, and negotiations with the moderate Taliban will also continue.

After all, the experts, including Afghan experts, say that Afghanistan’s armed forces are not as strong or as well-equipped, motivated and trained as they were following the departure of the Soviet Army in the late 1980s. The modern Afghan army is made up of people from the various clans and ethnic groups that have problems getting along with each other. Even if the Afghan armed forces receive enough weapons by 2014, it is difficult to be sure that any government will continue.

After foreign forces withdraw, therefore, we should expect war in Afghanistan to continue and instability to develop throughout the region as a result of that war. And this time Afghanistan will become so unstable and volatile that no one will want to deal with it. That will again transform the country into a safe haven where the armed enemies of the United States and the West will concentrate their forces.

Therefore, many countries will likely continue assisting Afghanistan, and prior to the complete withdrawal of foreign forces there will be attempts at creating conditions conducive to getting the Afghans to agree on establishing a regime acceptable to all parties.

Some analysts in the United States believe that before troops are withdrawn from Afghanistan the country needs to develop a plan under which all nations of the world, especially countries in the region and Afghanistan’s neighbors, would recognize the Afghanistan’s neutrality. They believe the United States should closely monitor observance of that neutrality, and any country which intervenes in Afghanistan’s affairs should be subjected to economic sanctions by the international community.

There is another very important point to be made concerning the withdrawal mainly of US troops from Afghanistan: the US national debt. In 2010 alone $105 billion went to Afghanistan, and in 2011 the figure was $117 billion.

Senator Richard Lugar spoke his mind about the interests of the United States and NATO in Central Asia during visits he made to Kazakhstan, Turkmenistan and Azerbaijan in 2008. He confirmed that it is in the US interest to establish a multilateral and effective system in the Caspian and Central Asian regions for supplying oil and gas to Europe and other markets in order to reduce the dependence of European and Central Asian countries on the Russian energy monopoly.

From the standpoint of geo-economics, it is also important for Washington to redirect Central Asian oil from China to a market controlled by the stock exchanges in New York, London, Tokyo and Singapore and find ways to transport Caspian Sea resources without going through Iranian territory, despite the fact the route with access to the Persian Gulf is more cost-effective. That was the reason for the Baku-Tbilisi-Ceyhan oil pipeline, which transports Kazakh oil.

In addition, the United States has been very unhappy with the construction of the gas pipeline from Turkmenistan to China via Uzbekistan and Kazakhstan that started operating in the fall of 2009.

Along with its economic interests and security concerns, the United States will also continue striving to resolve geopolitical problems in Central Asia — in order to neutralize Russia’s traditional presence and the growing influence of China, which the United States sees as its main strategic rival.

The US military presence in Central Asia allows the Americans to monitor the activities of China and Russia in the region and maintain a military foothold there, so they keep trying to recover their bases in Uzbekistan and increase their usage of Kazakhstan’s airfield network to support military operations by coalition forces in Afghanistan.

As many military experts have noted, American interests in the region for the near- and midterm and the resulting US goals for Central Asian countries include keeping the region’s countries engaged in American regional and global strategies by means of economic, military, political, ideological, cultural and humanitarian influences. Since Washington’s strategy is based solely on its national political and economic priorities, it would be highly undesirable for other countries in the region that are not US allies to grow stronger.

The basic missions that Washington will seek to accomplish in the military-political sphere include increasing its military presence in Central Asia and establishing a springboard for possibly intervening in Iran’s affairs, containing China militarily, and putting pressure on Russia and, in the future, on India, as well; and ensuring it is capable of reacting quickly to actions by international terrorists and Islamic radicals in Afghanistan, Pakistan and other South Asian countries and, to a lesser extent, controlling drug trafficking.

Its missions in the economic sphere include gaining access to the energy resources of Central Asia and surrounding areas; controlling supply routes to world markets; creating conditions for organizing a raw materials embargo of China and India, as required; and ensuring control over strategic reserves of uranium ore.

Cultural goals include the dominance of American culture and lifestyles and the spread of American values.

Thus, it can be said that the United States and the Western countries are very interested in strengthening their political, economic and cultural influence both in Afghanistan and in the Central Asian countries and will seek to be a major force in the distribution and consumption of energy and other natural resources in the region.

*Leonid Gusev is a Senior Fellow at the Analytical Center of the Institute of International Studies of the Moscow State Institute for International Relations (University) of the Russian Ministry of Foreign Affairs. This article was written expressly for New Eastern Outlook.

http://indrus.in/articles/2012/03/27/the_us_interests_in_afghanistan_and_central_asia_15276.html

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