Tag

, , , , ,

  AFP
[28..03.2012] di Serge Daniel        (trad. di Levred per GilGuySparks)

BAMAKO – Nonostante l’invito ad un cessate il fuoco da parte della giunta militare che ora governa il Mali, a nord i ribelli tuareg non hanno mostrato segnali di arrestare la propria offensiva, finora la loro campagna [militare] più audace e di maggior successo.

I golpisti, che hanno estromesso il presidente del Mali,  Amadou Toumani Toure, il 22 marzo hanno detto che sono stati in parte motivati dall’incompetente risposta del governo al recente assalto Tuareg, lanciato due mesi fa.

I Tuareg – che per anni hanno chiesto l’autonomia per le loro tribù nomadi – hanno nel corso degli ultimi due decenni lanciato diverse rivolte contro il governo del Mali.

Ma ora le fila dei ribelli comprendono uomini che hanno combattuto al fianco della Libia di Muammar Gheddafi e sono tornati nel Mali pesantemente armati, cosa che li ha aiutati a guadagnare vittorie militari senza precedenti.

Lo scorso lunedì, il capo della giunta militare del Mali, il capitano Amadou Sanogo, ha invitato i gruppi armati “a cessare le ostilità e a venire al tavolo dei negoziati il più presto possibile.

Le varie fazioni ribelli non si sono per niente affrettate ad accettare l’offerta.

È il capo dello Stato Maggiore politico che deve rispondere alla domanda di un cessate il fuoco“, ha detto Moussa Salam del Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (MNLA) gruppo ribelle Tuareg. “Sul terreno restiamo vigili.

Una fonte all’interno di Ansar Dine, una separata fazione ribelle del nord con legami con un’organizzazione satellite nord africana di Al-Qaeda, ha dichiarato che un cessate il fuoco non era tra gli indirizzi degli obiettivi islamisti del gruppo.

Invito ad un cessate il fuoco o no … la Sharia nella (regione nord-orientale) di Adrar rimane l’obiettivo“, ha detto la fonte, che è vicina a Iyad Ag Ghaly, leader di Ansar Dine.

L’esercito del Mali mantiene la sua presenza nei centri principali del nord di Timbuktu, Gao e Kidal e sorveglia le zone vicine, ma diverse altre città strategiche del nord sono cadute sotto il controllo del Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (MNLA) e di Ansar Dine.

Il Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (MNLA) ha obiettivi secolari e non condivide il desiderio di Ansar Dine per l’imposizione della legge islamica, ma i due gruppi regolarmente lottano insieme contro l’esercito del Mali.

Lo scorso fine settimana, gli islamisti hanno detto che la loro conquista di Kidal era “imminente“, ma l’esercito ha cercato di attenuare le paure di più ampi successi dei ribelli.

Stiamo mantenendo la città,” nonostante le “vessazioni” del MNLA e degli islamisti, ha detto il colonnello Aladji Gamou, capo delle operazioni dell’esercito a Kidal.

Secondo i testimoni, l’esercito ha scavato trincee alla periferia della città per evitare un potenziale assalto dei ribelli.

La situazione a Kidal è difficile“, ma non c’è “guerra“, ha detto un insegnante che vive in città.

Nel resto del nord, l’esercito ha detto di aver incrementato i suoi numeri con la milizia civile.

Sono figli del paese. Se vogliono combattere al nostro fianco, è normale trovargli un posto,” ha detto il colonnello Abdul Fane nella città nord occidentale di Timbuku.

Gli osservatori dicono che alcuni soldati dell’esercito regolare hanno mantenuto una certa autonomia, non sottomettendosi completamente all’autorità della giunta militare che ha preso il potere la scorsa settimana. Ma quelli ostili al colpo di stato sono allo sbando dopo l’arresto o la fuga dei loro capi.

Qui, a Bamako, è il caos. Nel nord, è peggio“, ha detto un deputato, Mohamed Coulibaly.

Il nord del Mali era già una polveriera, ma oggi la situazione è sempre più difficile da controllare“, ha aggiunto un diplomatico con sede a Bamako.

Può accadere di tutto.”

http://www.montrealgazette.com/news/Mali+northern+rebels+fight+despite+coup+capital/6369548/story.html

********************************************************************

  • Mali northern rebels fight on despite coup in capital

By Serge Daniel, AFP March 28, 2012

BAMAKO – Despite a ceasefire call from the military junta now ruling Mali, northern Tuareg rebels have shown no signs of halting their offensive, their boldest and most successful campaign yet.

The coup leaders who ousted Mali’s President Amadou Toumani Toure on March 22 said they were partly motivated by the government’s incompetent response to the fresh Tuareg assault, launched two months ago.

The Tuaregs — who have for years demanded autonomy for their nomadic tribes — have over the past two decades launched several uprisings against Mali’s government.

But now the rebel ranks include men who fought alongside Libya’s Moamer Kadhafi and have returned to Mali heavily armed, which has helped them win unprecedented military victories.

Late Monday, the head of Mali’s ruling junta, Captain Amadou Sanogo, called on the armed groups “to cease hostilities and to come to the negotiating table as soon as possible.”

The various rebel factions have hardly rushed to accept the offer.

“It is our policy chief of staff who must respond to the question of a ceasefire,” said Moussa Salam of the MNLA Tuareg rebel group. “On the ground, we remain vigilant.”

A source within Ansar Dine, a separate northern rebel faction with ties to Al-Qaeda’s north Africa satellite, said a ceasefire did not address the group’s Islamist aims.

“Call to a ceasefire or not… Sharia in the (northeastern region) Adrar remains the objective,” said the source, who is close to Ansar Dine’s leader Iyad Ag Ghaly.

Mali’s army is maintaining its presence in the key northern hubs of Timbuktu, Gao and Kidal and guarding nearby areas; but several other strategic northern cities have fallen to the MNLA and Ansar Dine.

The MNLA has secular objectives and does not share Ansar Dine’s desire for the imposition of Islamic law, but the two groups regularly fight together against the Malian army.

Last weekend, the Islamists said their capture of Kidal was “imminent”, but the army has sought to temper fears of wider rebel gains.

“We are keeping the city,” despite the “harassment” of the MNLA and the Islamists, said Colonel Aladji Gamou, the army’s chief of operations in Kidal.

According to witnesses, the army has dug trenches at the periphery of the city to guard against a potential rebel assault.

“The situation in Kidal is difficult,” but there is no “war”, a teacher who lives in the city said.

Elsewhere in the north, the army said it had boosted its numbers with civilian militia.

“They are the sons of the country. If they want to fight on our side, it’s normal to find them a place,” said Colonel Abdul Fane in the northwestern city of Timbuku.

Observers say some soldiers in the regular army have kept a degree of autonomy, not fully submitting to the authority of the junta that took power last week.

But those unsympathetic to the coup are in disarray following the arrest or flight of their leaders.

“Here, in Bamako, it is chaos. In the north, it’s worse,” said lawmaker Mohamed Coulibaly.

“The north of Mali was already a powderkeg, but today the situation is increasingly difficult to control,” added a Bamako-based diplomat.

“Anything could happen.”

http://www.montrealgazette.com/news/Mali+northern+rebels+fight+despite+coup+capital/6369548/story.html

____________________________________________________________________

About these ads