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by GilGuySparks

La notizia della morte annunciata di Younis puzza di manipolazione dei servizi, infatti proprio sei giorni prima il 22.07.2011, Al Jazeera & Reuters, diffondendo false notizie sulla morte del generale, hanno proclamato che Younis fosse stato ucciso:

“E’ morto il comandante ribelle Younis per le ferite riportate in una battaglia presso Brega. Per Al Jazeera Younis è morto nella città petrolifera di Brega durante una battaglia della guerra Nato in Lybia attorno al 20 di luglio.   Sempre secondo (Al Jazeera 23/07/2011):
Sembra che Younis sia spirato in un ospedale egizio dove era stato trasportato dopo esser stato gravemente ferito nella recente battaglia di Brega/Ajdabiya durante la quale le sue truppe stavano sbandando sotto i colpi dell’esercito lealista di Gheddafi.

Che la Cia abbia fatto fuori Younis per favorire la fazione di Al Quaida è improbabile, visto che le resistenze di Washington rispetto ai più spregiudicati Cameron e Sarkozy, vertevano proprio su rapporti interni dell’esercito americano (West Point) che mettevano in guardia la Casa Bianca dall’affidarsi agli estremisti di Bengasi. Abbastante sfuggente infatti sarebbe l’obiettivo-movente della Cia, nell’articolo dal titolo GUERRA IN LIBIA: LE DIVISIONI NEL CONSIGLIO DI TRANSIZIONE E NELLE FORZE RIBELLI di Michel Chossudovsky, infatti si afferma:
“L’assassinio del generale Younes, oltre a creare divisione tra gli insorti, può rinforzare il controllo USA-NATO sulla fazione islamista nei ribelli, che è appoggiata dalla CIA e dall’MI6.”

Convince poco il fatto che “creare divisioni tra gli insorti”, in un momento di grande sbandamento del morale dei ribelli golpisti di Bengasi che perdono terreno, sia stato un obiettivo utile alla causa Nato, per giunta in prossimità del Ramadan; ancora più nebuloso è in che modo l’uccisione di Younes possa “rinforzare il controllo USA-NATO sulla fazione islamista nei ribelli” (come, non la controllano di già?).
Stando ai fatti nella giornata di ieri a Tobruk la famiglia di Abdul Fattah Yunes (che è proprio di Tobruk) si è unita ad altre tribù e si è mossa contro l’edificio del governo dei ribelli che è stato distrutto completamente. Yunes sarebbe morto per un colpo di arma da fuoco alla testa assieme a due suoi uomini e i loro corpi sono stati trovati carbonizzati, solo il corpo del generale era riconoscibile. Perchè bruciare i corpi?
Alcuni dettagli dell’uccisione, secondo alcune fonti concordanti, indicano come autori, gli estremisti alquaidisti convinti dalle voci (infondate) di un doppio gioco del generale che quando rivestiva il ruolo di ministro degli interni di Gheddafi fu implacabile con loro. Prima di ucciderlo essi lo avrebbero barbaramente torturato e con lui avrebbero avuto la stessa sorte almeno altri tre uomini (tra cui Mohammed Khamis e Naser Almadkorhe). A tutti da vivi hanno rimosso l’occhio sinistro, bruciato i testicoli e tagliato le vene del collo, poi una volta morti, a tutti è stato dato un colpo alla testa. Questo è il macabro rituale per uccidere degli estremisti islamici di al-Qaida e quindi al contempo pure la loro firma.

Questo è anche la maniera in cui gli estremisti hanno straziato e ucciso molti libici di Misratah e sul Monte Nafusa, a Bengasi e a Tobruk. Al Qaeda avrebbe compiuto la sua vendetta islamica contro Yunis probabilmente con il consenso di un sempre più debole presidente degli insorti, Abdul Jalil.
In risposta all’assassinio di Younis, la sua guardia del corpo, Abdullah Baio, ha assicurato che gli uomini fedeli al generale, molto amato dalle sue milizie, si sono spostati indietro di 10 kilometri dal fronte di Brega. Secondo la stessa guardia del corpo a prelevare dal fronte Yunis furono uomini sotto il comando dell’ex ingegnere petrolchimico, il comandante Fawzi Bu Katef della brigata 17 Febbraio.
Una versione diversa, dalla «barbara uccisione di un eroe della Rivoluzione», annunciata il 28 luglio dal presidente del Consiglio di Bengasi, Mustafa Abdul Jalil.
Il nipote del generale ha raccontato che lo zio sarebbe «stato prima colpito da alcuni spari e poi dato alle fiamme». La sua salma sarebbe stata poi trasportata al funerale di Bengasi, affollatissimo. In una situazione di estrema fluidità ed incertezza come quella che attraversa il conflitto in questo momento, Washington sarebbe stato più ovvio che si fosse ben guardata dal mettere in moto un’operazione dagli esiti assolutamente imprevedibili. In genere i regolamenti dei conti, per giunta sotto forma di esecuzioni sommarie, vengono attuate dopo la conquista del potere, non prima.

Infatti ai funerali del generale, gremiti di persone che non portavano neppure una bandiera degli insorti, il figlio di Younis, Ashraf, è crollato sulla bara del padre, piangendo e urlando, e ha richiesto a gran voce, supplicando, che il leader libico ritornasse a garantire stabilità. Davanti a migliaia di testimoni ha gridato alla folla:”Vogliamo Muammar indietro! Vogliamo che di nuovo sventoli la bandiera verde”, riferendosi alla bandiera nazionale di Gheddafi. L’assassinio del comandante militare dei ribelli libici il generale Abdel Fattah Younes ha portato a una gravissima divisione all’interno delle forze anti-governative e rappresenta una grave debolezza delle forze ribelli golpiste proprio prima dell’inizio del mese sacro del Ramadan.
Questa è la prova di quanto sia fluida la situazione in Libia, più livelli di alleanze possono cambiare in qualsiasi momento, a maggior ragione dopo aver creato un vuoto nella struttura di comando militare dei ribelli e un odio viscerale tra le tribù, prima unite contro il Rais, ma la Cia non lo sa?

by GilGuySparks

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