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Libia/ Ministro ribelli: Younis ucciso da una nostra Brigata

Incaricata della sicurezza interna, non risponde alla Difesa

http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/PN_20110730_00053.shtml

Libia/ Ministro ribelli: Younis ucciso da una nostra Brigata
Roma, 30 lug. (TMNews) – Il comandante militare dei ribelli, generale Abdel Fatah Younis, è stato ucciso dai miliziani della Brigata Abu Obaida Al-Jarah, a cui era stato affidato il compito di andarlo a prendere al fronte a Brega e di riportarlo a Bengasi per un interrogatorio.

“Il capo della milizia è stato incarcerato”, ha detto il ministro del Petrolio del Consiglio di transizione nazionale, Ali Tarhouni, dicendosi poi certo che siano stati i suoi uomini a commettere l’omicidio. “Non sappiamo per chi lavorino”, ha aggiunto. Il Consiglio di transizione ha affidato il compito di indagare sull’omicidio a una commissione di inchiesta, che renderà note le sue conclusioni.

La Brigata Abu Obeida Al-Jarah è un’unità segreta incaricata della sicurezza interna, stando a quanto precisato da Abdel Jawad Badeen, comandante della Brigata dei martiri del 17 febbraio, impegnata al fianco di Younis a Brega. Da parte sua, il ministro ha precisato che questa Brigata non risponde al ministero della Difesa, senza però fornire ulteriori dettagli.

Tarhouni non ha saputo spiegare per quale motivo Younis fosse stato convocato a Bengasi. Il generale è stato ucciso alle porte della città. Una delle sue guardie del corpo di più vecchia data, Abdullah Baio, ha raccontato al Wall Street Journal che il generale è rientrato a Bengasi dopo essere stato convocato da una brigata dei ribelli, viaggiando sulla propria autovettura, accompagnato dai suoi collaboratori e da cinque guardie del corpo.

Il mezzo si è fermato alla base militare di Gammines, alle porte di Bengasi, ma non è chiaro per quale motivo. Dentro la base, i soldati della Brigata Abu Obaida Al-Jarah hanno rivolto le armi contro Younis e le sue guardie, stando al racconto di Baio, costringendo così il generale ad ordinare ai suoi di deporre le armi. I miliziani hanno quindi disarmato le guardie, le hanno legate e si sono allontanati con Younis. Il mattino dopo il suo corpo e quello di due suoi stretti collaboratori sono stati ritrovati, bruciati e con ferite da arma da fuoco, non lontano dalla casa del generale.