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Aggiornamento: Libya on the ground 01.08.2011 (00:08 a.m.)
Le truppe di Yunis in questo momento controllano Benghazi mentre pure il resto dell’esercito Libico si starebbe spostando verso Benghazi.
D’altra parte, più a est le truppe Tuareg sono circa 70 km a sud di Tobruk, in attesa di ordini superiori per entrare in città. Gli stranieri che erano a Benghazi stanno evacuando su navi. L’edificio dei ribelli golpisti in armi è stato dato alle fiamme e secondo notizie ancora incerte il capo sarebbe fuggito in Turchia.
La ragione per cui le truppe di Yunis si sono mobilitate contro i ribelli così velocemente è perché i mercenari, dopo l’assassinio del generale, avevano cominciato ad uccidere donne e bambini della tribù di Warfala. Le truppe  di Yunis hanno iniziato ad insorgere contro i ribelli a fermarne i crimini e poi si sono uniti a loro altre tribù (tra loro quella Obeide) e civili.
La tribù Warfala è una delle più grandi in Libia (circa 1 milione di persone) e sostiene il governo libico, i ribelli conoscono la potenza di questa tribù per questo hanno cominciato a uccidere i loro donne e bambini.
Sui monti Nafusa, fonti interne libiche, sostengono che in questo momento l’esercito ribelle per ogni prigioniero che cattura, chiede in cambio armi, e se cattura civili chiede un riscatto in denaro alle famiglie in cambio della liberazione. Se arresta qualcuno  della tribù  Warfala e Mishasha gli taglia la gola, perché sono la più grande tribù che appoggia il governo libico. Quando persone della tribù di Warfala e Mishasha cadono nelle mani dei ribelli golpisti, essi li decapitano in quanto son la tribù più numerosa che appoggia il governo.

Così come riferito in un precedente articolo,  il New York Times e la Associated Press confermano che Ashraf, il figlio del generale Yunis (chiamato a seconda della traslitterazione dall’arabo anche Yunes o Younes) visibilmente provato, avrebbe chiamato a gran voce il ritorno della bandiera verde nazionale e di Muammar Gheddafi:  “Breaking down in tears at the burial, General Younes’s son Ashraf began calling out for Colonel Qaddafi and his distinctive banner. “We want Muammar to come back!” he cried, according to The Associated Press. “We want the green flag back!

I fatti di queste ultime ore sembrano andare incontro a quelle parole.

by gilguysparks

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