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L’Odissea della NATO in Libia: Libyan Cronicles

  • Ieri sera la NATO ha bombardato un gruppo di truppe nella zona di Brega ma erano ribelli. Sono morti circa 30 mercenari. Un gruppo di mercenari NATO hanno cercato di entrare a Sabrata sono stati respinti dalla stessa popolazione locale. I libici di Sabrata si sono scontrati contro di loro e la maggior parte dei mercenari sono stati uccisi o sono fuggiti. Poi aerei della NATO sono entrati nello spazio aereo della Libya e hanno bombardato Sabrata. Ricordiamo che la città di Sabrata conserva l’antica città romana, Patrimonio Culturale dell’Umanità (UNESCO). Limitandosi all’onda d’urto delle esplosioni delle bombe che lancia la NATO si possono registrare danni incalcolabili al patrimonio archeologico della Libia che i libici avevano mantenuto intatto nel corso degli anni.

  • Gharian: Attraverso un soldato e molte persone del luogo si ha la conferma che Gharian è completamente calma e sotto controllo del governo libico.
  • Attualmente la NATO sta spingendo un’offensiva con le sue bombe e il sostegno di tutti i mercenari  a Tripoli da tre direttrici (sud, est e ovest) per isolare la capitale.
  • Aljazira ha diffuso una delle notizie fantasiose alle quali ci ha abituato  da qualche tempo; ha sostenuto le scorse ore che due aerei venezuelani con lo stesso Chavez attendevano a Djerba il colonnello Gheddafi per consentirgli di fuggire in Venezuela.
  • A Benghasi ieri uno o più miliziani libici hanno fatto esplodere una granata al passaggio di un gruppo di mercenari del Quatar che sono stati investiti dalla deflagrazione, almeno quattro sono morti.
  • Benghazi Protests 15.08.11 Against NTC Members Accusations of Corruption & Theft, War On Libya

  • Proteste contro la NATO a Beni Walid prime ore dell’alba 15.08.2011

  • Comandante ribelle Libia ammette che i suoi combattenti sono stati collegati ad al-Qaeda (Al-Qaeda Rebels In Libya And The CIA )

Abdel-Hakim al-chassid, il leader dei ribelli della Libia, ha detto che i jihadisti che hanno combattuto contro le truppe alleate in Iraq sono in prima linea nella battaglia contro il regime di Muammar Gheddafi. In un’intervista al quotidiano italiano Il Sole 24 Ore, il signor Al-chassìd ha ammesso di aver reclutato “circa 25” persone della zona di Derna nella parte orientale della Libia per combattere le truppe della coalizione in Iraq. Alcuni, ha detto, sono “oggi sono in prima linea ad Adjabiya”. Il signor Al-chassìd ha insistito sul fatto che i suoi combattenti “sono patrioti e buoni musulmani, non terroristi”, ma ha aggiunto che i membri “di al-Qaeda sono anche i musulmani buoni e lottano contro l’invasore”. Le sue rivelazioni sono confermate anche da Itno Idriss Deby, presidente del Ciad, che ha detto che al-Qaeda era riuscita a saccheggiare arsenali militari nella zona dei ribelli in Libia e le armi acquisite “, tra cui missili anti-aerei, sono state contrabbandate dopo verso i loro santuari”.

D. Al Hasidi ha ammesso di aver lottato contro l’ “invasione straniera” in Afghanistan, prima di essere “catturato nel 2002 a Peshawar, in Pakistan. “E’ stato poi consegnato agli Stati Uniti, ed è rimasto in Libia prima di essere rilasciato secondo fonti governative US e britanniche nel 2008. Al Hasidi ha dichiarato che era un membro del gruppo combattente islamico in Libia, o Gruppo combattente islamico libico, che ha ucciso decine di soldati libici in attacchi di guerriglia attorno Derna e Bengasi nel 1995 e 1996. Un ex leader di un gruppo legato ad Al Qaeda in Libia dice che ci sono circa 1.000 combattenti integralisti islamici nel paese che si sono uniti alla rivolta contro le forze del colonnello Muammar Gheddafi, un numero che coincide con i rapporti di intelligence e le stime indipendenti. Benotman Noman, dimessosi da al Qaeda nel 2000, ha detto in un’intervista, riporta il Washington Times, che i combattenti islamici sono da considerarsi come “jihadisti freelance”, aggiungendo che gli uomini facevano parte di una cellula terroristica in Nord Africa, conosciuta come al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM). In una testimonianza a Capitol Hill, il Comandante supremo alleato della NATO, l’ammiraglio James Stavridis, aveva accolto con favore la presenza di fondamentalisti tra i ribelli in Libia