Libyan Cronicles 4.0

    • La vergogna dell’informazione totalitaria: una modesta proposta per la crisi… dimezzare lo stipendio dei giornalisti visto che continuano a rifilare veline di servizio di Aljazira e NATO, non svolgono professionalmente il loro compito e non si prendono neppure più la briga di verificare ciò che affermano:

LIBIA: CRIMINI DI GUERRA NATO

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Misurata 17.08.2011

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    • Da Eleonor en Libya: 18.08.2011 [traduzione levred]
      In primo luogo, è molto importante chiarire la realtà di questi ultimi giorni che è stato “amplificata” per far credere che c’è una grande intensificazione dell’azione dei ribelli. Comunque mi informano da Tripoli che questa informazione è solo parziale e fa parte della strategia di disinformazione, con un obiettivo specifico.
      Tripoli: adesso è estremamente tranquilla, i negozi aperti e gente che lavora come al solito.
      Zawia: completamente calma e sotto il controllo del governo libico.
      Sabrata e Surman: In queste aree ci sono stati scontri tra gruppi di 20 o 30 vetture di ribelli che cercavano di entrare in città, creare problemi mentre la NATO ha bombardato cosicchè l’esercito libico non poteva entrare, ma poi tutta la popolazione di Sabrata ha difeso la città con le proprie armi contro questi piccoli gruppi di mercenari della NATO che cercano di entrare nella città. E ‘molto importante capire che non è uno scontro di due eserciti, bensì di piccoli gruppi di auto che cercando di accedere alla città, creando molti problemi. Come ho detto da Tripoli, i media hanno amplificato quello che è successo a Sabrata perché non hanno mai controllato assolutamente nulla a Sabrata, oltre a questi mercenari hanno un problema ulteriore che impedisce loro di controllare qualsiasi posto perché non hanno il sostegno della popolazione.
      La maggior parte [n.d.t. dei mercenari] non sono nemmeno libici.

La strada tra Tunisi e Tripoli, mi dicono che rimane aperta, ma per una settimana o giù di lì non è al sicuro dalle incursioni dei mercenari che mirano alle automobili. Rimane una strada molto trafficata, ma le vetture destinate al traffico ordinario, per ora, si astengano per la propria sicurezza.                                                                  Bengasi: Le persone che stanno vivendo lì raccontano  che ci sono due livelli di vita, ovvero il gruppo dei dirigenti “dei ribelli armati della NATO” che vivono in un gran lusso e il resto della popolazione, poiché le banche non hanno denaro, che non ha il gas. La gente comune si lamenta della corruzione dilagante e che non ha niente. I gruppi armati entrano nelle case di persone che si sospetta sostengano il governo libico e ne saccheggiano la casa. Ci sono scontri tra estremisti islamici e leader dei “ribelli armati”. All’interno della tribù Yunes vi sono molti problemi e incluso scontri tra di loro. Sembra che Abdul Jalil e i suoi sostenitori abbiano ucciso Yunis e vorrebbero uccidere anche Hafter perché hanno guadagnato un sacco di potere e per mantenerlo usano la loro armata di Al Qaeda. Cioè, vi è una grande guerra tra coloro che l’Occidente considera il legittimo governo della Libia?. E ‘chiaro che per tutti i libici non sono altro che traditori male assortiti e grandi corrotti, guidati da interessi particolari.                                                                     
Misratah. Dopo che il governo libico con l’esercito controllavo la città di Misratah, c’è stato un tentativo da parte della NATO di recuperarla.
La NATO ha inviato 300 mercenari via mare e aria utilizzando come entrata la città di Tawerga per cercare di recuperare Misratah. Son andati fino a Misratah gli elicotteri Apache, aerei della NATO e via mare con 300 mercenari. Tuttavia, la difesa dell’esercito libico è stato sufficiente a mantenere il controllo della città di Misratah.
Tawerga ha sofferto tanto perché la NATO ha usato la città per preparare l’attacco a Misratah.

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    • Photoshop Rebellion – l’uso di materiali manipolati con Photoshop per ingannare le persone a Tripoli (August 17, 2011)

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    • Domenica scorsa sono state scoperte 20 bombe, ordigni esplosivi e armi al confine con la Libia. Al confine tra Algeria e Libia, quattro persone, tra cui una donna, sono state arrestate; erano in possesso di 20 bombe, di dispositivi esplosivi e moderni, due pistole e un fucile russo Simonov. Secondo alcune fonti libiche, forze di sicurezza specializzate nella lotta contro il terrorismo stanno ora investigando su un uomo di nazionalità libica e tre algerini, tra cui una donna che si ritiene sia la moglie di un importante leader dell’Emirato del deserto di al-Qaeda nel Maghreb, Abu Rabah Constantine, attivo sulle montagne di Batna dal 1994. Le informazioni disponibili indicano che i fermati hanno opposto una forte resistenza prima della resa, due di loro sono rimasti feriti,  e viaggiavano a bordo di un SUV modello ”Nissan Patrol’. Sono state recuperati ordigni esplosivi e armi dispositivi per la comunicazione a distanza. Gli ordigni esplosivi di fabbricazione russa e in dotazione all’esercito russo erano abbastanza potenti da far saltare in aria quattro edifici di grande entità, ponti e veicoli blindati; tra le armi sequestrate figuravano un fucile da cecchino russo modello Simonov, due pistole, 100 proiettili, e una certa quantità di materiale destinato alla fabbricazione di munizioni.                                                                         ______________________________________________________________
    • Esplosione a Tobruck di un ordigno alla gelatina fa saltare le trasmissioni radio, non sono state registrate vittime; esplosioni e sparatorie anche a Derna (درنة, Darnah) città della Libia nord-orientale con diverse vittime.      ____________________________________________________________
    • Droni e elicotteri Apache hanno sorvolato ieri la città di Surman per 5 ore consecutive; sono state udite le esplosioni di bombe.  Ora la città è tranquilla e sotto il controllo dell’esercito libico. La situazione appare completamente tranquilla a Zawiyah nella quale i ribelli hanno guadagnato perdite ingenti di uomini.    ____________________________________________________________

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    • Tunisia-(UBI): decine di tunisini stanno organizzando veglie e proteste nel sud e nell’ovest del paese per denunciare quello che chiamano violazione della sovranità nazionale della Tunisia e mentre si preparano una serie manifestazioni di fronte l’Ambasciata del Qatar a Tunisi. Un attivista politico a favore dei diritti civili, residente nella città di Numba (480 km a sud-est di Tunisi), in una intervista telefonica con la United Press International martedì sera ha detto che mercoledì più di 150 persone si sono radunate di sera davanti alla provincia  per protestare contro “la persistente violazione della sovranità nazionale da parte del Qatar”. L’attivista ha anche spiegato che i manifestanti accorsi dalle città delle province del sud-est di Tunisia hanno gridato slogan condannando l’intervento  e chiedendo al governo tunisino chiedendo l’interruzione “del continuo trasferimento di attrezzature militari per l’opposizione armata libica da parte del Qatar” [a dispetto dell’embargo sulle armi]. Slogans di protesta hanno accusato il governo tunisino di collusione con il Qatar per tali trasferimenti e hanno richiesto di porre fine ai tentativi del Qatar di trasformare il corridoio sud della Tunisia in un canale per le armi e i combattenti, nonchè un’arena per regolamenti di conti con le forze libiche lealiste. Manifestazioni e veglie simili si stanno tenendo anche in altre città del sud della Tunisia. I partiti politici tunisini hanno invitato ad organizzare una protesta di fronte all’ambasciata del Qatar a Tunisi per denunciare il “ruolo ambiguo svolto dal Qatar, nel sud della Tunisia, sotto la copertura di aiuti umanitari”. È interessante notare che la rabbia del popolo delle città del sud del paese si è intensificata da quando è trapelata la notizia che una nave carica di attrezzature militari e armi si stava dirigendo alla città portuale di Zarzis per rifornire l’opposizione armata libica. Numerosi partiti politici accusano il governo ad interim guidato dal comandante della provincia di Tataouine, Baji Sbsa, di convertire la zona adiacente al confine con la Libia in zona per operazioni militari.

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