di Pepe Escobar

19.08.2011

È notte tarda a Tripoli e il Grande Gheddafi sta sorseggiando un White Russian, fuma qualche prodotto magrebino di prima scelta e sta sintonizzando lo schieramento di TV al plasma nella sua tenda nella fortezza di Bab al-Aziziyah. Ma neppure una succulenta infermiera ucraina potrebbe pacificare la sua anima irrequieta.

Rimane sbigottito di fronte alle storie che vengono propinate da quella sbobba alfabetica occidentale, conosciuta come “informazione”; giurano che Muammar Gheddafi è “assediato”, “esausto”, che “cerca una via di uscita”, che “si sta preparando a scappare” (in Tunisia) e che è “solo una questione di tempo” prima che il suo regime “collassi”.

Tutto questo avviene perché una manica di barbari beduini appoggiati dalle bombe della North Atlantic Treaty Organization (NATO) ha deciso di pisciargli sul tappeto.

Il Grande Gheddafi: Quello scendiletto ci sta proprio bene in questa stanza.

Non riesce facilmente a immaginarsi “assediato”. Dopo che in Libia il suo successo al botteghino è almeno raddoppiato negli ultimi mesi. E allora qualche tizio della Casa Bianca ha detto a questi tizi di attenersi a un cessate il fuoco dove la NATO avrebbe gestito solo alcune parti della Cirenaica – sì per Bengasi, no per Misurata – e che avrebbe istituito una forza di peacekeeping con gli elmetti blu dell’ONU.

Guarda al calendario sull’iPhone; il sacro mese del digiuno del Ramadan durerà fino al 29 agosto. Ci sono ancora circa dieci giorni prima che il cessate il fuoco entri in funzione. Ma gli americani, come sempre, sono stati avidi. Volevano tutte le concessioni di petrolio e di gas su cui poter mettere le mani, e volevano che lui si mettesse da parte. Il petrolio e il gas, si può trattare, è solo un prezzo. Per quanto riguarda le dimissioni, lasciamo perdere.

L’assistente del Grande Gheddafi: Quando facciamo la manovra di rugby, io passo da dietro, ne prendo uno e lo riempio di botte! Giusto?

Il Grande Gheddafi: È un gran bel piano. È davvero ingegnoso, se ho capito correttamente. Come un fottuto orologio svizzero.

Che genere di guerra “popolare” era questa? I suoi ragazzi dell’intelligence gli avevano portato su un piatto d’argento l’ultimo sondaggio Rasmussen, secondo il quale solo il 20% degli Americani sosteneva lo scandalo dei bombardamenti degli Stati Uniti/NATO, specialmente perché questi pagliacci stavano bombardando folle di civili, persino bambini. Gli europei – la gente vera, non i burocrati di Bruxelles – erano ancora più disgustati.

E come poter comprendere questi nichilisti europei che hanno cercato di far passare la storia che lui, Gheddafi, fosse un “perfido dittatore ” che voleva “uccidere la sua gente”!

L’assistente del Grande Gheddafi: Nichilisti! ‘Sti cazzi. Voglio dire, dì quello che ti pare dei principi del Socialismo Nazionale, Drugo Arabo, ma almeno è una filosofia.

Gli europei nichilisti stavano bombardando le infrastrutture civili, privando molte persone nella Libia occidentale di cibo e di acqua, per fare in modo che si potessero “sollevarsi” per abbatterlo. Così funziona una guerra per “proteggere i civili” per queste menti malate occidentali: fare cacare addosso i civili.

Il Grande Gheddafi sapeva di non essere solo. La gente di Tripoli non era “impaurita”. Gli studenti, gli insegnanti, le persone comuni, tutti ben armati di kalashnikov, RPG e mortai, erano pronti a fare la propria parte, per controllare i margini della città, per presidiare un cordone di posti di blocco, per organizzare una difesa casa per casa. I “ribelli della NATO” non ce l’avrebbero mai fatta.

L’assistente del Grande Gheddafi: Ho delle informazioni, capo. C’è altra roba buona là fuori!

Davvero. Ora lui sapeva che le più grandi tribù – Warfa’llah, Washafana, Tarhouna, Zlitan – erano con lui e che, smentendo la propaganda dei “ribelli della NATO “, Zawiya, Gharian e Surman non era cadute.

Lui sapeva che questi personaggi ripugnanti del Consiglio di Transizione Nazionale sarebbero stati sempre immischiati nelle loro guerre tribali, alla fin fine piccole guerre civili.

Non riusciva ancora a credere quanto fossero ottusi gli Americani e gli Europei per innaffiare di soldi la brigata di Abu Ubaidah bin Jarrah, che si rifiuta di combattere sotto la guida dei “ribelli NATO” e invece controlla la “sicurezza interna”, decapitando i nemici.

Ora lui riusciva a godere anche del supporto della bellicosa tribù Obeidi, che comprende la famiglia del generale Abdul Fatah Younis, il suo ex ministro degli Interni, disertore e comandante in capo dei “ribelli”, ucciso dai “ribelli NATO” stessi.

Questi fessi occidentali, che fino a ieri stavano baciando l’orlo delle sue lussuose tuniche nella sua tenda itinerante, stavano ora sbavando sui succosi contratti commerciali e le ancora più succose lottizzazioni dei campi petroliferi, credendo di essere in grado di contenere l’inevitabile, colossale guerra tribale e civile.

Il Grande Gheddafi: Allora, se puoi scrivere il mio assegno per il 10% di mezzo trilione…. 50 miliardi… che devo uscire per mescolarmi alla gente.

Ha sempre saputo perché gli erano venuti a pisciare sul tappeto. Perché non aveva rilasciato le concessioni petrolifere che i drogati di tè, i mangiaranocchi e gli yankee volevano. E così loro, e quegli ineffabili bastardi sauditi hanno iniziato a fomentare questi tizi fanatici collegati ad al-Qaeda, proprio come fecero in Afghanistan negli anni ’80.

I “banksters” occidentali hanno inventato una Banca Centrale “alternativa” – con l’aiuto di HSBC – per rubare i soldi della Libia. Hanno anche inventato una nuova, totalmente privatizzata, compagnia petrolifera nazionale gestita dal Qatar, per rubare il petrolio delle Libia. Perché non ci avevano pensato prima a questa truffa, la “guerra umanitaria”? Avrebbe potuto farci un sacco di soldi.

Il Grande Gheddafi: Tu hai la tua storia, io ho la mia. Io dico che ti avevo affidato i soldi, e *tu* li hai fatti sparire!

La “coalizione”: Come se noi avessimo mai *sognato* di prenderci i tuoi soldi merdosi!

E il blowback arriverà, e saranno cazzi amari.

Le bombe della NATO hanno messo in crisi l’industria petrolifera libica per almeno tre anni. Ma questi vigliacchi non hanno le palle per iniziare la Battaglia di Tripoli, uccidendo donne e bambini a frotte.

Il Grande Gheddafi: Ah! Fascisti del cazzo!

Dovranno bombardare Tripoli per portarla all’età della pietra, come hanno fatto a Baghdad. O sganciare qualche peste biologica per svuotare l’intera città.

Il Grande Gheddafi: Io lo so, il Drugo lo so Non può reggere, lo sa. Quest’aggressione non può reggere, caro mio.

Bene, se questo è il genere di paradiso che la NATO assieme a quei “democratici” dei Sauditi e dei Catarioti volevano, il Drugo Arabo acconsentirà, rendendogli la vita un inferno. Un caotico libero mercato, una base Africom nel Mediterraneo, un governo fantoccio inconsistente, un Karzai libico, e una guerriglia che li combatterà fino al giorno del Giudizio. Un nuovo Afghanistan.

Il Grande Gheddafi ha messo la Chocolate Watchband sul suo iPodI just dropped in/ to see/ what condition my condition was in – io ho controllato il perimetro e sono uscito nella notte non tanto fredda del Nord Africa. Ma non per molto. I jet della NATO facevano cerchi nel cielo, e poi sette forti esplosioni hanno colpito Bab al-Aziziyah.

Lo Straniero: L’oscurità si abbatté sul Drugo, più nera del culo di un manzo nero in una notte senza luna nella prateria. Non c’era fine.

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Fonte originale inglese: http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/MH20Ak01.html

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8830 a cura di SUPERVICE