“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)

“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)

“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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  • 11 SETTEMBRE: Pero no lo contó la TV – La Evidencia del 11 S – Mero

Fuentes documentales en video:
– Todo el mundo es un escenario.
– 9/11 La demolición de las torres gemelas
– Cero (Zero)
– Zeitgeist
– Ataque a las torres gemelas
– Looose Change
– Painful Deceptions (Mentiras dolorosas)

Acordes:
Estrofa: Re / fa#- / mi- / si- (x2)
Estribillo: mi- / Sol / Re / La

Infinitas gracias a todos aquellos que han apoyado esta canción. Son ahora mis hermanos de conciencia.
Me ha generado sentimientos encontrados trascender con esta creación, pero tengo que reconocer que evidentemente era necesaria y por tal motivo fue tan bien recibida y tengo que aceptarlo así.
Solo pido, deseo, que no sea motivo de agravios, choques de egos y demás. Cada uno es libre de expresar su interpretación de los hechos, pero no es razonable caer en el agravio personal para defender su visión analítica. Nada tiene que ver lo personal en semejante evento. Es un episodio lo suficientemente doloroso como para que sobre ello también carguemos aún más negatividad u ofensas de índole personal. Discutan lo que deseen argumentalmente hablando, pero por favor trátense con respeto y amor. La verdad es independiente de nosotros, las cosas son como son, si las analizamos correcta o incorrectamente es un tema aparte, todos somos la gran familia humana y cada uno hace lo que puede.

Muchas gracias a todos.

Mero

Per scaricare il video: http://www.megaupload.com/?d=8134PCOD


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  • La Libya è parte della guerra infinita post 11 settembre
    Herman Morris intervista Mahdi Nazemroaya [02.09.2011]


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  • Libia / Tripoli: La rivoluzione schiava della NATO


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  • Libia / Tripoli: Thierry Meyssan, testimone oculare dell’invasione del Consiglio NATO di Transizione [04.09.2011] IRiB ( Iranian radio French service) (francese sub english)

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  • I rivoluzionari della NATO cominciano ad uccidersi l’un l’altro


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  • Libya: l’industria dell’informazione


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  • Sirte [2 settembre 2011] Celebrazioni 42° anniversario della vera Rivoluzione


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Will it be Algeria or Syria next? [04.09.2011]

Letter From Tripoli – Carnage of the Innocent [05.09.2011]

Sirte in Libya Sounds Like Gaza But Worse [05.09.2011]

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di  Redazione Contropiano [01.09.2011]

Luca Boero, Antonio Cataldo e Vittorio Carella, i tre “mercenari” italiani rilasciati dopo un mese di prigionia a Tripoli, sono rientrati in Italia. Indagini su un campo di addestramento in Toscana. Gli “uomini neri” esistono.

Il loro rimpatrio è avvenuto dalla Libia, via Malta, dove i tre erano giunti via mare. Il volo di linea dell’Alitalia (AZ887) è atterrato due giorni fa alle 15.45 all’aeroporto «Leonardo da Vinci». In Boero, Cataldo e , Carella, al loro arrivo non hanno parlato con i giornalisti, dopo aver ritirato i bagagli hanno lasciato lo scalo a bordo di un’auto dei carabinieri. Secondo quanto si è appreso, i tre verranno ascoltati nelle prossime ore dalla procura di Roma. “Abbiamo una formazione militare, seguiamo dei corsi di specializzazione in Paesi come Israele. Alcuni di noi hanno già fatto esperienze sul campo” riferisce il blog del settimanale Panorama. I tre contractors affermano di essere stati contattati per un servizio nel settore della sicurezza per conto di “qualcuno in Europa”, ma non si spiegano meglio. Sembrano provati e soprattutto inquieti. Non vogliono essere fotografati. Quando chiediamo come mai in Italia la loro scomparsa era passata inosservata, rispondono “nel nostro mestiere è normale, le famiglie sono abituate”. A proposito dei tre contractors italiani arrestati in Libia e liberati dai ribelli, il ministro degli Esteri Frattini ha affermato che “neanche la Farnesina conosceva della presenza dei tre italiani, né cosa stessere facendo”. ”Dopo la cattura di questi tre italiani, nessuno neanche le famiglie o le aziende da cui evidentemente dipendevano, se dipendevano da un’azienda, ha segnalato che erano scomparse tre persone”. E questo è’ avvenuto sebbene ”sembra che siano state detenute in questo carcere per un mese”, nonostante di solito le famiglie di connazionali spariti chiamano la Farnesina ”già la mattina dopo”. Alla domanda se i tre italiani non siano agenti di intelligence Frattini ha risposto: ”Assolutamente no. Non hanno niente a che fare con gli apparati dello stato dello Stato”.

Dopo la notizia che Antonio Cataldo, uno dei tre italiani liberati in Libia dai ribelli dopo essere stati catturati dai fedeli del colonnello Gheddafi, si sarebbe addestrato in un campo militare a Scandicci, alle porte di Firenze, la procura del capoluogo toscano ha deciso di aprire un fascicolo sulla struttura.
I pm vogliono sapere se le attività svolte nel campo sono ludiche, come sostengono i gestori, o pure paramilitari, ipotesi adombrata dalle parole dei Cataldo. Agli investigatori della capitale, che indagano sulla vicenda dell’arresto dei tre italiani, Cataldo, Luca Boero e Vittorio Carella hanno detto di essere andati in Africa per lavorare in Tunisia come sorveglianti privati.
Il campo di addestramento sulle colline fiorentine si chiama VII Rai (Reparto assalto e interdizione). Sul sito la struttura si presenta come sede di un’associazione sportiva dilettantistica per lo svolgimento di softair (il gioco della guerra simulata) ma anche per l’addestramento militare. Il proprietario, Claudio Naldoni, ha detto di non poter sapere se Cataldo sia passato dalla sua struttura, escludendo che chi esce dai suoi giochi possa essere pronto per un vero teatro di guerra.

La vicenda dei tre mercenari – secondo Indymedia legati al giro di Paolo Simeoni e all’organizzazione paramilitare fascista di Gaetano Saya – continua ad essere avvolta da una cappa di piombo di silenzi. E’ l’ulteriore conferma che gli “uomini neri” esistono e sono ancora attivi.

http://sendero-revolucionario.blogspot.com/2011/09/los-italianos-contratistas-en-libia-nos.html

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  • Migliaia i desaparicidos nella Libya ‘rivoluzionata’

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