“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)

“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)

“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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  • Odissea libica… all’alba è buio pesto [09.09.10]

Una fonte medica presso l’ospedale di Tripoli segnala l’arrivo di uno dei capi dei ribelli armati in situazione clinica molto grave. Il paziente ricoverato la notte scorsa e di prima mattina sottoposto ad operazione chirurgica, sembra essersi stabilizzato (al momento della dicharazione); un portavoce ha detto che non si conosce l’identità della vittima, ma vedendo quelli che lo hanno accompagnato in gran numero e la stretta sorveglianza sotto la quale è stato posto l’ospedale, secondo alcune fonti, sarebbe certo che il ferito sia un alto comandante delle forze ribelli golpiste.
Incrociando altre fonti riguardo agli scontri che si stanno succedendo da ieri possiamo ipotizzare il nome del pezzo da novanta, caduto nell’imboscata delle forze lealiste di Gheddafi, sarebbe con tutta probabilità da identificare in Ali Tarragon, ministro del petrolio del CNT, il cui convoglio, [come riportato ieri sera nel pezzo Libya [08.09.2011] Aggiornamenti sul campo in https://gilguysparks.wordpress.com/2011/09/08/1459/] ha subito un’imboscata all’interno del settore della coalizione, nella quale 14 ribelli della sua scorta sono rimasti uccisi.


Secondo il sito Argumenti.ru, contrariamente a quanto hanno affermato alle agenzie di stampa occidentale le nuove autorità della Libia, che assicuravano sulla resa della città di Beni Walid, non è riuscito il tentativo di corrompere i sostenitori lealisti di Gheddafi, che ieri sera hanno causato danni significativi ai ribelli.
Il tentativo di corrompere il gruppo tribale degli  anziani Warfalla che si è tenuto due giorni fa di sera è fallito totalmente. I fautori del cosiddetto “consiglio” (CNT) hanno offerto diversi milioni di dollari in contanti, solo per appendere il tricolore dei sostenitori golpisti. Poche ore più tardi diverse squadre d’assalto di ricognizione che hanno cercato di infiltrarsi in città per prendere le posizioni dei difensori, sono state annientate. E’ stato anche abbattuto un aereo senza pilota mentre due elicotteri d’assalto sono stati danneggiati  dal fuoco, partito da terra, dei lealisti di Bani Walid.

Anti-Gaddafi forces near Sirte, 9 Sept   Ribelli golpisti fuggono sotto il fuoco dell’artiglieria lealista a Sirte

In una dichiarazione inviata via e-mail si afferma anche che “il leader legittimo dei libici è nel paese w non ha mai lasciato la Libia. Suo figlio, Khamis, che è stato recentemente insignito del grado di generale, ha condotto un operazione con successo contro forze di occupazione di Tripoli, mentre altri sostenitori hanno distrutto una colonna di ribelli armati vicino alla città di Sirte”.

Secondo l’ex ufficiale sovietico e poi russo, Ilya Korenev, ora colonnello delle forze speciali libiche, la situazione politica e militare in Libia “ha raggiunto un vicolo cieco“. “I ribelli male armati non hanno alcuna possibilità senza il supporto a terra della NATO di prendere Bani Walid, Sirte e Sabha. Il supporto a terra ai ribelli golpisti, che proveniva dalle azioni delle unità speciali della Nato, è stato fortemente ridotto dopo aver subito forti perdite a Tripoli e al confine con l’Algeria.

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  • Libia: Prove tecniche di cooperazione tra russi e francesi?
    I russi devono pensarci [09.08.2011]

Secondo i alcuni rapporti,  a margine del Consiglio per la Cooperazione franco-russa sulle Questioni di Sicurezza (CCQS) il 6 e 7 settembre tra i ministri degli Affari esteri e della Difesa di Francia, nel corso di una riunione con gli omologhi ministri della Russia i ministri francesi hanno chiesto a Mosca di aiutare per una “soluzione finale della questione libica.” La risposta da parte russa non è ancora nota.
L’intervento militare in Libia sarebbe in un vicolo cieco. Il leader libico Gheddafi legittimo non è stato catturato e ucciso; la resistenza partigiana contro i golpisti è in crescita; infatti, il 70 per cento delle unità di controllo militare sono ancora fedeli a Muammar al-Gheddafi. Gran Bretagna, Qatar e Arabia Saudita trovandosi ad affrontare enormi perdite nei ranghi delle loro squadre speciali (lo stesso vale per i mercenari della Legione straniera francese) si accingono a lasciare la Libia.

Una fonte vicina ai russi durante i negoziati ha detto che nel corso della riunione, il ministro francese ha chiesto “a Mosca di prendere una decisione definitiva sulla questione Jamahiriya.” I nostri partner credono che il problema possa essere risolto solo dopo la rinuncia alla lotta da parte di Gheddafi e di alcuni membri della sua famiglia.” Rispondendo alla domanda sul significato di “rinuncia alla lotta?” La fonte ha detto: “L’abbandono di Gheddafi non si avrà, non c’è altra scelta, che con la sua eliminazione, non è vero?”
La fonte non ha specificato quale tipo di assistenza è stata richiesta da Parigi. Dicendo solo che “l’intervento militare della Russia nel conflitto è possibile”. Ha aggiunto che il Consiglio di Sicurezza “sta seriamente tenendo in considerazione l’introduzione di una forza di pace delle Nazioni Unite in Libia”.
Alla domanda sulla risposta di Mosca alla richiesta di assistenza francese, la fonte non poteva rispondere altro: “La posizione della Russia su questo tema non è stata ancora sviluppata.”
I russi consegneranno Gheddafi? Se sarà così, accadrà solo dopo aver concordato un congruo prezzo…

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  • Libia – I pavidi rivoluzionari golpisti del CNT  vivono nascosti nella nave francese “Mistral” [09.09.2011]

L’intero team della cosiddetta transizione denominata Consiglio Nazionale libico e il capo del consiglio, Mustafa Abdul Jalil, non hanno messo piede nella capitale libica, Tripoli. Quasi tutti questi cosiddetti musulmani “moderati” vivono come topi sulla nave da guerra francese “Mistral” immune agli estremisti islamici.
Il fatto è che a Bengasi e soprattutto a Tripoli, “i moderati” sono esposti ai sostenitori della corrente di Al-Qaeda. La maggior parte sono uomini delle bande armate del governatore militare di Tripoli, Abdel Hakim Belhadj, noto all’intelligence occidentale e russa e conosciuto anche come “Amir Djihadda” [Amir il predicatore della jihad].
Tra lui e le forze politiche della CNT ci sono contraddizioni insormontabili in relazione ai metodi e non sono andate sanandosi neppure dopo che ha ottenuto l’incarico di governatore militare di Tripoli. I politici Jalil e Jibril stanno ancora cercando di “salvare la faccia” e agire come avversari dei sanguinari metodi di Belhadj.
Alcuni diplomatici russi credono che il precoce riconoscimento della Russia e l’invito del leader della CNT a Mosca sia “un grande errore politico all’estero”.
Un diplomatico russo ha detto, purchè rimanesse anonimo, che: “O ci si doveva impegnare in operazioni militari con la NATO, quindi fare affidamento sui dividendi economici post-bellici, oppure si doveva prendere la stessa posizione della Cina, che gioca su tutti i fronti contemporaneamente “.
“La visita di Jalil non porterà alcun beneficio. Tanto più che la situazione in Libia non è unica in sé,” ha aggiunto.

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  • Libia sul campo upgrade [09.09.2011]

Quasi tutte le truppe straniere sono o stanno per essere ritirate dai luoghi sul territorio della Libia dove erano schierati entro questo mese. Tutti i soldati SAS lascieranno il paese prima della fine della settimana. Sarà anche revocata la presenza della Legione Straniera e delle Forze Speciali del Qatar e Arabia Saudita. Il catalizzatore per la fine dell’intervento sono stati i fatti di Bengasi. Nella città più importante della Cirenaica si sono verificati intensi scontri tra le forze NATO e i mercenari del Qatar da un lato e le milizie islamiche dall’altro. Tali scontri sono culminati nella giornata di ieri, dopo che per diversi giorni dopo la caduta di Tripoli, correvanovoci su insanabili conflitti tra le diverse fazioni dei ribelli.

Parte delle informazioni provengono dall’assistente di Gheddafi, l’ex ufficiale sovietico, poi russo, il colonnello delle forze speciali in ritiro, Elia Koreneva che afferma:

Il ritiro delle forze straniere regolari speciali è stato compensato recentemente da un costante afflusso di milizie, soprattutto da Afghanistan e Pakistan. Secondo le nostre stime, durante l’ultima settimana in Libia sono arrivati circa 3 mila mujaheddin, che hanno ricevuto armi e attrezzature militari sul posto. Soprattutto a Bengasi dove vi è la sede e vi sono i depositi di armi e attrezzature militari degli jihadisti. Quindi cadono sotto il comando operativo del governatore militare di Tripoli, Abdel Hakim Belhadj, che coordina il lavoro di “Al-Qaeda” in Libia. Tuttavia, a Bengasi, ci sono continui conflitti tra le forze armate regolari della NATO e i Mujahideen. Secondo le informazioni ricevute dalla città, nei giorni scorsi, durante questi scontri sono stati uccisi e giustiziati circa 27 soldati delle forze della coalizione. In particolare, quattro personale trainer statunitensi della Central Intelligence Agency (CIA). Secondo i nostri dati, il primo ministro italiano Berlusconi ha rifiutato di inviare in Libia, come istruttori, un paio di dozzine di soldati del 9º Reggimento d’assalto paracadutisti incursori “Col Moschin” [n.d.r. che è l’unico reparto di forze speciali italiane dell’Esercito Italiano abilitato ad operazioni non convenzionali (speciali) in territorio nemico].

Già il 6 settembre 2011, sul sito Argumenty.ru, Alexander Grigoriev dava notizia che 173 truppe d’elite del reggimento 22° delle British Special Air Service (SAS) sarebbero tornerate a casa dalla Libia nei giorni seguenti, per le perdite subite durante la campagna militare e che il Ministero della Difesa britannico avrebbe dichiarato inammissibili; su questo argomento ha riferito l’esperto militare britannico Peter Beynchli, citando fonti interne delle SAS.
Secondo Beynchli, “il numero delle vittime ufficiali non sono state rese note. Ma, secondo varie fonti, il numero sarebbe compreso tra i 21 e i 35 soldati.” Le perdite più grandi, secondo Beynchli, che le SAS hanno sofferto si sono verificate durante l’assalto a Tripoli e quando un loro elicottero è stato abbattuto sul confine tra Libia e Algeria.
La preparazione e il mantenimento operativo di una delle forze speciali del reggimento, secondo gli esperti, comporta un costo di un milione di sterline all’anno.

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  • Opportunismi e ipocrisie britanniche [09.09.2011]

Quando Tony Blair e Gheddafi erano in luna di miele lui gli scriveva: “Dear Muammar…” e gli inviava gli auguri di buon anno…era il 28 dicembre 2006.


Era deliziato di leggere la tesi di dottorato di Saif al Islam, il primo ministro Blair, lo scrive Nigel Sheinwald, suo consigliere di politica estera e difesa e lo attestano anche le due pagine di ringraziamento per la appassionante lettura a firma dello stesso primo ministro…  era il 5 marzo 2007.



Gordon Brown scrive calorosamente a Gheddafi nel 2007, ricordandogli la speciale relazione con Blair e esprimendo la speranza che si intensifichi la cooperazione tra i due paesi nell’ambito dell’ antiterrorismo; Gordon Brown auspica di lavorare assieme a Muammar per incrementare gli investimenti inglesi in Libia e quelli libici a Londra; spinge fortemente per accelerare l’acquisto dello Jernas / Rapier, un sistema di difesa aerea MBDA e  non trascura di spendere qualche parola per la BP (British Petroleum) i cui contratti, senza approvazione libica, andrebbero magari ‘aiutati’.
In ultimo Gordon Brown spera che Muammar possa incontrare sua altezza, il principe di York, Andrea durante la sua visita a Tripoli.

Jernas / Rapier, uno dei sistemi di difesa aerea MBDA