“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)

“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)

“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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  • RT: Cresce l’isolamento regionale di Israele [12.09.2011]


Ankara ha messo in guardia Israele che si trova di fronte ad un crescente isolamento regionale, mentre il Primo Ministro turco si dirige per una visita in Egitto. Recep Tayyip Erdogan è atteso per cementare legami più stretti con il Cairo – entrambi i paesi  hanno rapporti tesi recentemente con Tel Aviv. Venerdì notte, una folla inferocita nella capitale egiziana ha preso d’assalto e saccheggiato l’ambasciata israeliana, costringendo il personale a fuggire. Ankara ha espulso i diplomatici israeliani la settimana scorsa, per il rifiuto di Tel Aviv di chiedere scusa per aver ucciso nove turchi nel raid dell’ultimo anno sulla flottiglia di aiuti alla striscia di Gaza (Freedom Flottiglia). Il primo ministro turco dice che l’attacco era un  ‘casus belli’, ma il suo paese ha scelto la non aggressione. Nel Medio Oriente, spiega l’analista Jonathan Spyer, le implicazioni della primavera araba rendono l’isolamento di Israele inevitabile.

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  • Ufficiale della RAF fatto prigioniero a Ghadames dall’esercito libico
    [12.09.2011] trad. levred


Nuovo rapporto dalla Libia indica che un ufficiale delle forze delle operazioni speciali della RAF è stato arrestato a Ghadames da parte dell’esercito libico. Rapporti indicano che l’uomo arrestato è Marrow Justin che si era calato fuori da un elicottero stealth per preparare e pianificare la presa dell’aeroporto di Ghadames.

In precedenza molti elementi delle Operazioni Speciali che erano state calate all’interno della città di Bani Walid, sono stati bloccati perchè la milizia della NATO non è riuscita a prendere d’assalto la città, la loro missione era di attaccare dall’interno mentre la milizia NATO la prendeva d’assalto dall’esterno.

La fede religiosa degli uomini delle Operazioni Speciali intrappolati a Bani Walid è ancora sconosciuta.

Fonte: http://ozyism.blogspot.com/2011/09/raf-officer-arrested-by-libyan-army-in.html

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  • Libia – Enorme esplosione nel sud di Tripoli. Presa di mira la milizia golpista della NATO [12.09.11 pm] traduzione di levred

    Testimoni segnalano una enorme esplosione nel quartiere sud di Tripoli di Bani Ghasheer che mirava alla milizia della NATO.
    E ‘ancora sconosciuto il numero di morti o dei feriti dell’esplosione. Gheddafi ha chiamato questo il momento di Zero, il che significa che la milizia della NATO è nel panico ed è tempo di attaccare e cacciare a calci questi agenti fuori dalla Libia.

Vi sono attacchi in tutta la Libia contro le milizie della NATO.
Diverse fazioni della milizia della NATO hanno iniziato la lotta interna, causando confusione. Report suggeriscono che la milizia della NATO ha iniziato ad attaccare i suoi combattenti proprio nella periferia di Bani Walid, mentre l’esercito libico li ha spinti indietro, uccidendone tre nel processo […].

Fonte: http://ozyism.blogspot.com/2011/09/huge-explosion-in-south-of-tripoli.html

Smoke billows from a burning oil refinery behind an abandoned rebel rocket position on a road leading to the flashpoint Libyan town of Ras Lanuf


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  • 15 miliziani della NATO uccisi a Ras Lanuf [12.01.2011] traduzione di levred


L’Esercito della Jamahariya libica ha attaccato una raffineria di petrolio vicino a Ras Lanuf uccidendo 15 miliziani della NATO, questo avviene dopo che l’esercito libico ha sconfitto più volte la milizia della NATO a Sirte e a Bani Walid. Gheddafi nel suo ultimo discorso ha affermato che questo è il momento zero, il che significa che è giunto il momento di attaccare i miliziani della NATO in altre zone dove credono di essere in controllo.
Questo è un momento importante per attaccare le milizie della Nato soprattutto perché sono nel panico, […] senza la prosecuzione delle operazioni di terrore, poi la milizia della NATO dovrebbe affrontare i libici senza copertura aerea. Senza copertura aerea e terrorismo non sopravviveranno neanche un giorno, perché non hanno alcun sostegno in Libia.


Fonte: http://ozyism.blogspot.com/2011/09/15-nato-militia-killed-near-ras-lanuf.html

ariel view of harbor and oil facilities at ras lanuf

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  • Ras Lanuf – La raffineria libica di petrolio non è stata danneggiata nell’attacco – Rasco [12.09.2011] traduzione di levred


Bengasi, in Libia, 12 settembre (Reuters) – Forze Pro-Gheddafi non ha danneggiato la parte principale di una raffineria di petrolio vicino a Ras Lanuf quando hanno attaccato il complesso oggi Lunedi, lo ha detto il presidente della società che gestisce.

Forze di Muammar Gheddafi oggi hanno attaccato al cancello della raffineria, uccidendo 15 guardie e ferendone due, in quello che sembra essere un tentativo di fermare i nuovi governanti  della Libia di far rivivere la base dell’economia petrolifera.

“Non c’era alcun danno alla raffineria,” ha detto alla Reuters per telefono il presidente dellla Ras Lanuf Oil e della Gas Processing Company (Rasco) Abdelrazig Khalifa.
“Alcune auto che provenivano dal lato sud, hanno sparato da 10 chilometri di distanza.”
Nessuno dei lavoratori della Rasco è rimasto ferito, ha aggiunto Khalifa.

La raffineria è la più grande del paese con la capacità di processare 220.000 barili al giorno, ma non era pienamente operativa quando l’attacco è accaduto. Il sito di Ras Lanuf è anche un terminale di esportazione di greggio.

Il primo ministro ad interim della Libia ha detto domenica che un paese dell’OPEC aveva cominciato a produrre petrolio da una località segreta, come segno che la Libia potrebbe presto iniziare a generare entrate da esportazioni di petrolio e ridurre la dipendenza dai costosi combustibili importati.

La compagnia petrolifera libica afferma che una società petrolifera del Golfo Arabico ha detto lunedi di aver iniziato il pompaggio di petrolio dal campo orientale di Sarir. L’estrazione corrente è di 50.000 barili al giorno, ha detto. (Reporting da Emma Farge; editing da James Jukwey)

Fonte: http://af.reuters.com/article/commoditiesNews/idAFL5E7KC1P820110912

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  • Marginalia attorno all’episodio di Ras Lanuf [12.09.2011]
    di GilGuySparks

L’azione dei lealisti a Ras Lanuf è stata puramente dimostrativa, se avessero voluto far saltare in aria la raffineria l’avrebbero fatto di notte; questa azione rappresenta una dimostrazione di forza, operata in pieno giorno e che ha portato alla morte di 15 ribelli schierati di guardia. Basti pensare ai problemi che ha creato in Niger il M.E.N.D. (Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger ) che era molto meno organizzato dell’esercito libico e che opera con metodi da guerriglia. Nel gennaio del 2006 una email spedita dal MEND alle compagnie petrolifere dichiarava:
« Deve essere chiaro che il governo nigeriano non può proteggere i vostri dipendenti o le vostre attrezzature. Lasciate le nostre terre finché potete o morirete. Il nostro scopo è distruggere totalmente la capacità del governo nigeriano di esportare petrolio »
Le azioni rapide di pochi elementi allo scopo di portare operazioni di provocazione e sabotaggio, oppure solamente dimostrative, possono in qualsiasi momento mettere il governo fantoccio del CNT nell’impossibilità di ripagare gli amici dell’occidente e il Qatar che avendo svuotato i propri arsenali sulla popolazione libica allo scopo di portare la democrazia chiedono una congrua divisione del bottino di guerra. La destabilizzazione libica si estenderà senza dubbio a tutta l’Africa Sahariana e sub Sahariana mettendo in discussione le rivendicazioni delle compagnie petrolifere occidentali, venendosi a saldare in chiave anticolonialista movimenti fino ad ora slegati fra loro. La Libia per l’occidente sembra sempre di più il fatidico passo più lungo della gamba.

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  • Sadr: Tutte le truppe Usa in Iraq dopo dicembre saranno attaccate
    da Jason Ditz  [11.09.2011] traduzione di levred

L’iracheno Moqtada al-Sadr oggi ha ammonito i suoi seguaci a non lanciare alcun attacco contro le forze Usa nel Paese, dicendo che non voleva dar scuse agli Stati Uniti per restare oltre la scadenza dell’ Accordo sullo Status delle Forze (Status of Forces Agreement) secondo il quale le truppe americane dovrebbero lasciare [l’Iraq] alla fine di dicembre. Questo è venuto con un avvertimento corollario, come Sadr ha aggiunto, che  qualsiasi truppa rimanente dopo dicembre sarebbe stata attaccata.

Fonte: http://news.antiwar.com/2011/09/11/sadr-any-us-troops-in-iraq-after-december-will-be-attacked/

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Sicuro, loro arrestano ogni momento sulla base del colore della pelle, ma al di là di questo piccolo capriccio i ribelli libici sono i buoni, giusto? Forse no, come dimostrano nuove prove provenienti dai soldati catturati di Gheddafi, che subiscono torture di routine per mano del nuovo regime ribelle.

cfr. http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/his-arms-bore-marks-of-torture-ndash-inflicted-at-the-hands-of-the-rebels-2353174.html

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Guinea Bissau – Il primo ministro Carlos Gomes Junior, dice che il leader della Libia Muammar Gheddafi sarebbe accolto “a braccia aperte” nel Paese dell’Africa occidentale. “Se Gheddafi chiede di venire in Guinea Bissau, noi lo accoglieremo a braccia aperte e grantiremo la sua sicurezza”, Gomes Junior ha rilasciato la dichiarazione attraverso la stazione della Radio Diffusione Portoghese (RDP).
Ha fatto la dichiarazione ai giornalisti mentre frequentava l’inaugurazione del Capo Verde con il nuovo presidente Jorge Carlos Fonseca venerdì.
Tuttavia, nel suo discorso dell’8 settembre, il leader libico ha promesso di rimanere in Libia, dicendo che lasciare [la Libia] è impossibile: “Non potremo mai lasciare la terra dei nostri nonni”.
La Guinea Bissau non ha ratificato lo Statuto di Roma che ha stabilito la Corte penale internazionale (ICC) e che ha emesso un mandato di cattura per Gheddafi.
Ai primi di agosto, prima che i combattenti ribelli lanciassero un’offensiva a Tripoli, Gomes Junior ha detto in una conferenza: “Gheddafi e la Libia sono amici della Guinea Bissau. Se il leader libico vuole venire in Guinea Bissau,  lo si riceverà a braccia aperte.” Gli attacchi aerei della Nato hanno colpito in Libia in una “flagrante violazione dei diritti di un paese sovrano. Dietro questo c’è il fatto che gli occidentali vogliono petrolio libico”.
La bandiera dei ribelli libici – che è stata issata al di sopra dell’ambasciata libica a Bissau una settimana fa – è stata rimossa venerdì, come riportato da un corrispondente della AFP.

Fonte: http://www.mathaba.net/news/?x=628623%3Frss

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  • 12 Uccisi durante scontri tra fazioni ribelli in Libia
    da Jason Ditz  [11.09.2011] traduzione di levred

Il primo  combattimento in quelli che dovrebbero essere una serie di scontri che stanno esplodendo nella Libia del dopo-Gheddafi,  è  avvenuto oggi tra gruppi di ribelli sulle montagne Nafusa, lasciando sul terreno almeno 12 morti e 16 feriti.
Due giustificazioni completamente indipendenti sono stati date sul perchè questa battaglia è scoppiata, con i funzionari che inizialmente sostenevano che erano responsabili “antiche rivalità” tra i residenti delle città di Gharyan e Kikla e gli abitanti di Asabah.
La situazione è cambiata, però, quando una brigata ribelle proveniente da Gharyan e Kikla è stato riportato fosse giunta ad Asabah per recuperare le armi pesanti che erano state lasciate lì durante combattimenti con le forze del regime.

Non hanno ottenuto le loro armi, o almeno non nel modo in cui speravano, mentre  i combattenti di Asabah aprivano il fuoco contro la brigata quando è arrivata​​. Ufficiali di Gharyan e di Kikla hanno dichiarato che la maggior parte delle persone in Asabah erano lealisti di Gheddafi, ma questo non sembra essere stato un fattore nei combattimenti.

Fonte: http://news.antiwar.com/2011/09/11/12-slain-as-rebel-factions-clash-in-libya/

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