“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)

“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)

“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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  • Libya: Festeggiamenti a Tarhuna liberata dalle squadracce fascisto-islamiste della NATO [19.09.2011]

Il video girato il 19.09.11 raffigura le celebrazioni dei libici che hanno liberato la loro città: Tarhuna dai ribelli della NATO. Tarhuna si trova a 80 km a sud est di Tripoli. Popolazione urbana: 296 000. Città della popolazione: 13 264.

Tarjuna es una victoria en la lucha de resistencia en Libia

septiembre 20, 2011

El levantamiento de la poblacion de Tarjuna a favor de Gadafi no es un hecho mas de la lucha popular de resistencia nacional libia sino el primer éxito de la táctica empleada actualmente por la Resistencia nacional y su dirección unificada.

Los responsables de la resistencia han focalizado las actividades combativas y de contraataque en Beni Walid y Sirte no “como últimos bastiones del régimen” como afirman las gacetillas de propaganda de la OTAN sino como detonantes de un amplio plan de levantamiento general de la población de las zonas, áreas, pueblos y ciudades provisionalmente tomadas por las bandas de ratas de la OTAN ayudadas por fuerzas especiales.

Sirte y Beni Walid triunfan no solamente en la medida en que hacen morder el polvo de la derrota a las bandas de ratas que escapan despavoridas incluso ante las camaras de las agencias internacionales que fungen como oficinas de propaganda de la OTAN.

El pueblo de Tarjuna que acogió pacíficamente a las ratas cobardes ha decidido que ya no tiene mas paciencia y se ha levantado en armas. Siguen combates en Trípoli, Al Brega ha sido liberada, Sebha y otras ciudades del sur resisten.

Estas son las consecuencias del ejemplo nacional patriótica que dan las fuerzas militares y los ciudadanos y ciudadanas combativas de Sirte y Beni Walid. Se le complica el panorama a los cipayos de la OTAN que han debido acudir a la ONU sin tener gobierno formado ni disimular sus disensiones internas.

La resistencia ha dado un salto adelante a partir de Beni Walid y Sirte.


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  • Libia – Ancora brutalità, stupri, pulizia etnica da parte dei ribelli della NATO [20.09.2011]

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  • Libya: Libyan Resistance: Summary [19.09.2011]

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  • New York – Antisionisti ebrei manifestano: “Tutta la Palestina ai palestinesi [20.09.2011]


Il 20 settembre 2011, rappresentanti delle comunità ebraiche ortodosse anti sioniste delle più grandi di New York e del New Jersey, si sono riuniti davanti alla sede delle Nazioni Unite a New York, per chiedere una Palestina libera e per contrastare una protesta di un gruppo pro-israeliano che ha rivendicato la preoccupazione per la causa palestinese alle Nazioni Unite e promosso l’occupazione della Palestina senza limite di tempo.

Mentre i pro-israeliani erano arrestati per aver bloccato il traffico sulla 1st Ave., i rabbini anti sionisti stavano soffiando l’ebraico Shofer tradizionale (il corno di montone).

Manifestazione antisionista a Newton 19.09.2011
Manifestazione proPalestina antisionista a NY 15 settembre 2011

Manifestazione di boicottaggio dei prodotti alimentari “Osem” a Brooklyn, NY 15.07.2011

Dichiarazione di solidarietà degli ebrei
di Neturei Karta
con il popolo palestinese
In occasione della commemorazione della Nakba

Che la benedizione del Creatore sia su di Voi, nostri cari fratelli, popolo palestinese che soffre da lungo tempo.

Noi, Di Neturei Karta Internazionale, Vi salutiamo da Gerusalemme, New York, Londra e da tutto il mondo. Come molti di Voi sapranno già, il movimento sionista è stato contrastato da ebrei ortodossi osservanti sino dall’inizio. Gli ebrei ortodossi hanno sempre creduto che per Decreto Divino il popolo ebreo sia tenuto a rimanere in esilio e vivere come cittadini leali nelle nazioni che li ospitano fino a che l’Onnipotente non avrà deciso la redenzione dell’umanità intera.

Nell’anno 1948 il nostro Rabbino Capo Yossef Tzvi aveva inviato un telegramma alla Lega delle Nazioni a Lake Success, chiedendo loro di non incorporare le 60 000 famiglie ebree residenti a Gerusalemme nello stato di “Israele”, la cui proclamazione costituisce un sacrilegio. Così, i residenti ebrei sarebbero stati lasciati senza un potere sovrano che si occupasse delle faccende di Neturei Karta. In realtà, fummo trasformati in profughi perchè non c’è differenza tra un popolo cacciato via dalla sua terra ed un popolo cui la terra è stata rimossa da sotto i piedi. Ci siamo appellati alle Nazioni Unite per ottenere un passaporto per rifugiati ed a tutt’oggi siamo in attesa di una risposta.

Oggi, decine di migliaia di Neturai Karta, guardiani di Gerusalemme nel significato di “guardiani della fede”, risiedono a Meah Shearim e nelle sue vicinanze, su terreni comprati da proprietari arabi, non confiscati contro la volontà dei proprietari. Il nostro Rabbino Capo defunto, Joel Teitelbaum, aveva proibito agli ebrei di stabilirsi in Terra Santa, considerando che ciò avrebbe messo in pericolo sia il corpo che l’anima.
Naturei Karta aveva dato il benvenuto all’Autorità Palestinese, guidata da Yassir Arafat ritornato in Palestina ed il Rabbino Moshe Hirsh fu proclamato “Ministro per gli Affari Ebrei” dell’Autorità Palestinese – un gesto volto a dimostrare al mondo che la lotta in Terra Santa non è tra ebrei ed arabi, bensì tra sionisti ed arabi.

Noi vediamo l’oppressione e l’umiliazione del popolo palestinese, innanzitutto ciò che gli viene inflitto oggi, dalle politiche criminali del “Ministro del Crimine” Sharon.
E’ inammissibile che il popolo ebreo compaia quale oppressore, persecutore, ladro. Dappertutto nel mondo si trovano numerosi ebrei credenti che si dichiarano inorriditi dal comportamento criminale e razzista verso i palestinesi da parte dei sionisti. Per questi ebrei il Giorno dell’Indipendenza di Israele segna la più grande tragedia nella storia degli ebrei e nella storia dell’umanità. Quel giorno, molti ebrei lo passano digiuni ed in preghiera.

Noi vogliamo che tutta la terra palestinese, naturalmente comprendente il complesso di Al Aqsa, sia restituita ad un governo palestinese.

Noi vogliamo il ritorno di tutti i profughi umiliati, anziani e giovani, alla loro legittima patria.

Noi vogliamo vivere nella terra della Palestina come ebrei anti-sionisti, risiedere qui come cittadini palestinesi leali e pacifici, così come i nostri avi che avevano vissuto in Palestina per secoli prima della tragica usurpazione di questo paese.

Invochiamo il Creatore che l’odierna commemorazione della Nakba possa essere l’ultima e che conceda che l’attuale stato di occupazione volga verso una rapida fine, ancora nei nostri giorni, sicchè ebrei e palestinesi possano vivere felici ed in armonia e pace in una Terra Santa tutta sotto sovranità palestinese.

Vi saluto.

Rabbi David Weiss
Presidente di Neturei Karta International, New York

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  • RT: ‘Non ci fermeremo fino a quando Israele sarà fuori’
    [20.09.2011]

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