• Gheddafi arruola un forte esercito di 12.000 nuovi combattenti delle tribù Tuareg [24.09.2011] trad. di levred

Gheddafi e i suoi figli hanno tirato su un nuovo esercito di 12.000 soldati – tutti combattenti delle tribù Tuareg fedeli del Sahara, secondo fonti militari di DEBKAfile.

Centinaia di chilometri più a nord, le truppe ribelli libiche si sono scontrate con i lealisti di Gheddafi nella sua città natale Sirte, dopo che, secondo quanto riferito, entrarono in città da ovest. Anche se i ranghi dei ribelli sono fortemente divisi, hanno tratto incoraggiamento dalla decisione della NATO di estendere la campagna navale e aerea in Libia per altri 90 giorni per aiutarli a far sloggiare le truppe di  Gheddafi dalle città tengonono ancora in mano.
Sabato 24 settembre, sua figlia Aisha ha detto in una registrazione audio che suo padre era di ottimo umore e combatte al fianco dei suoi sostenitori. La scorsa settimana, secondo un rapporto delle nostre fonti, una consiglio tribale di Tuareg convocato in Niger ha esteso piena protezione a Gheddafi e ai suoi figli, ai suoi capi militari e ai membri del regime deposto ancora fedeli. I membri del Consiglio nazionale di transizione ribelle sono stati proclamati nemici della tribù.

Tre giorni prima, la CNT rivendicava la cattura della città di Sabha nel deserto meridionale, anche se aveva solo raggiunto la sua periferia.
Fonti militari di DEBKAfile riferiscono che i nomadi Touareg vagano liberamente attraverso le regioni sahariane che coprono tutta la zona più orientale dell’Algeria, l’est del Mali, il Niger occidentale, la zona più a nord del Burkina Faso e la Libia meridionale, fieramente indipendenti da tutti e cinque i governi. Essi sono rinomati come combattenti per operazioni speciali che spezzano il deserto grazie a straordinarie capacità di resistenza, possono sostentarsi con 100 grammi di datteri secchi e mezzo litro di acqua per 24 ore mentre coprono una distanza di 100 chilometri a piedi. Non hanno bisogno di portare acqua per via della conoscenza tramandata di sorgenti nascoste del Sahara.
Con il loro reclutamento, Gheddafi ha assicurato la sicurezza di movimento alle sue forze di sicurezza e agli alti funzionari attraverso tutti e cinque i paesi africani, fuori dalla portata degli attacchi aerei della NATO e degli attacchi dei ribelli.
Infatti, il consiglio tribale Tuareg ha inviato avvertimenti ai governanti del Niger, sulla cui terra alcuni dei generali di Gheddafi e le truppe sono andate, che se alcun danno viene fatto loro o in caso di arresto, le tribù volgeranno le proprie armi contro il governo di Niamey e le sue forze.
Approfittando della loro nuova libertà, Saadi Gheddafi, il figlio del sovrano spodestato,  e il direttore generale della sua sicurezza personale Mansour Daw, che è arrivato in Niger all’inizio di settembre, alla testa di un convoglio di 200 camion militari, hanno riattraversato di nuovo la Libia questa settimana per una sconosciuta destinazione. C’erano stati precedenti rapporti di una loro detenzione in Niger.

Il 7 settembre, le fonti di intelligence della DEBKAfile localizzarono Gheddafi, i suoi figli e diverse migliaia di combattenti, presso l’oasi sahariana di Targan, a poche centinaia di chilometri a sud ovest della città oasi libica di Jiffra. Si presume che si siano spostati ad un nuovo nascondiglio, da allora, gelosamente custoditi dai loro alleati Tuareg.

Un altro figlio di Gheddafi, Khamis, comandante della 32°Brigata libica che i ribelli e media occidentali riportavano ucciso, è riferito dalle nostre fonti sia ancora in azione contro le forze ribelli a capo di questa forte unità d’elite di 3000 uomini.

Ostacolato dagli attacchi aerei della NATO e dal controllo dei movimenti militari su vasta scala tra le roccaforti dei ribelli, ha suddiviso [gli uomini] in unità di 20-30 combattenti e li ha dispersi intorno alle diverse zone di battaglia per incursioni contro i militari ribelli e strategici punti chiave. Hanno cominciato con colpi mordi e fuggi nelle città di Brega, Ras Lanouf e Zawiya, non dichiarati dalla NATO o dai portavoce dei ribelli.

Fonte: http://www.debka.com/article/21335/

Tuareg nomads