• Riservata corrispondenza tra ribelli e al-Qaeda:
    E’ lecito uccidere gli alti leaders del CNT, ex alleati di Gheddafi.
    E’ ora di creare l’emirato islamico in Libia
    [26.09.2011] di GilGuySparks


Al-Qaeda avverte il CNT in una fatwa: E’ consentito uccidere gli alti leaders dei servizi di sicurezza che erano leali al regime di Gheddafi,  anche dopo che si sono uniti ai ribelli.
Rivelati i testi della corrispondenza tra i gruppi di ribelli libici e i leader della cosiddetta “Piattaforma Tawhid M ‘e Jihad” che fa capo ad Abu al Muhammad, noto come connesso all’organizzazione di al Qaeda; è messa nero su bianco l’esistenza di un coordinamento e la fedeltà non dichiarata, dimostrata da gruppi di membri influenti all’interno della guerriglia delle Brigate libiche ad Al-Qaeda e ai suoi leaders.

مراسلات سرية بين ثوار ليبيا ومنظّر‮ ‬القاعدة‮‬

Pubblicati oggi, estratti e sintesi dei testi di messaggi scambiati tra i leaders dei ribelli in Libia con Abu Mundhir Aelchenkotaia “padre” e uno dei due importanti [uomini] vicini a Abu Muhammad di al-Qaeda e membri legittimi del Comitato “Piattaforma Tawhid e Jihad”. Uno di quei messaggi era relativo alla richiesta di un parere consultivo sull’applicazione dell’atteggiamento di punizione dell’Islam contro dissidenti funzionari libici del regime di Gheddafi.
In una lettera pubblicata settimane prima dal sito “Piattaforma Tawhid e Jihad” si chiedeva un ruolo guida in battaglioni della guerriglia libica, dal simbolico nome Abu Hamza al-Ansari (messaggero del Profeta). Si poneva la questione su quale dovesse essere, secondo la dottrina islamica, l’atteggiamento da tenere nell’uccisione di dissidenti degli agenti di Gheddafi che andavano ad ingrossare le fila dei ribelli; come indicato nella domanda: “quale poteva essere la sentenza da seguire per l’uccisione di comandanti dei soldati del “tiranno” Muammar Gheddafi, dopo si erano uniti ai ribelli, ma senza dubbio coinvolti in crimini nel passato perché erano i capi nella guerra contro il jihad dei fratelli salafiti in Libia?”.
Il messaggio era stato inviato ad al-Qaeda settimane fa ed era volto a cercare un parere consultivo; come è noto il generale dissidente Abdel Fattah Younes, ex ministro degli Interni di Gheddafi era stato ucciso da ignoti ribelli a Bengasi nelle zone controllate dal CNT. Secondo una tesi in voga presso gli islamisti: “il generale dissidente Abdel Fattah Younes fu ucciso come ritorsione per aver cospirato con la NATO allo scopo di attaccare i Mujahideen. Parlando in condizione di anonimato, un alto ufficiale libico, recentemente nominato come rappresentante NTC in un grande paese europeo, ha affermato che Younis era solito dare le coordinate delle posizioni per bombardamenti aerei della NATO dei membri delle sue truppe che lui considerava “troppo islamiche”. Così, in molti casi la NATO ha annunciato che i bombardamenti sui gruppi di ribelli sono stati causati da errori tecnici, in realtà si trattava attacchi deliberato contro i mujaheddin. Inoltre, un alto funzionario libico ha affermato che il 70% di ribelli libici combattenti in operazioni di terra contro le forze di al-Gheddafi sono “islamisti” seriamente contro l’intervento della NATO e le forze occidentali“.
Secondo recenti dichiarazioni del sito della resistenza libica Zangetna, il dott. Youcef Chaki (il più importante e famoso speaker e giornalista della Libia) ha promesso la diffusione nei prossimi giorni di diffondere il video dell’assassinio del generale Abdel Fateh Younes da parte dei membri del CNT, sul canale televisivo Syriano El Raey.
Il video mostrerebbe gli assassini ben visibili e riconoscibili e renderebbe palese il complotto montato dal CNT ai danni di Younes.

La risposta dei clerici islamisti sulla possibilità di eliminare membri dei ribelli con un passato tra le fila dei gheddafiani è arrivata attraverso l’emanazione di una fatwa che ha stabilito che è lecito uccidere i principali leader nei servizi di sicurezza che erano fedeli al regime di Gheddafi, anche dopo che si sono uniti ai ribelli. Rimane inteso che si tratti di un esplicito invito a portare “ad espiazione” anche i sostenitori del sistema democratico in Libia, che affrontavano i seguaci del Gruppo combattente islamico libico in precedenza, e contrastavano l’opera dell’emiro, predicatore islamista, Abd al-Hakim Belhadj, tesa a stabilire un emirato islamico in Libia. La stessa fatwa ha decisamente negato che vi sia la possibilità di seppellire i combattenti di Gheddafi al cimitero musulmano, affermando in maniera assoluta che ”non possano essere sepolti accanto alle tombe dei musulmani“.

In una lettera, indirizzata agli jihadisti in Libia, da parte di Abu Munther Shanqeeti di al Qaeda , intitolata ”un messaggio scritto nel sangue”, si dice che lo scopo di portare armi non solo limitato al rovesciamento di Gheddafi, aggiungendo che i colpevoli di tradimento forniscono la vittoria ai nemici della religione ”su un piatto d’argento“. Shanqeeti ha detto nella sua lettera: ”E ‘tempo per l’inaugurazione di un principe Tqoumoua Mujahideen e la dichiarazione dell’emirato islamico, che cerchi di applicare la legge di Dio“. Shanqeeti ha invitato i ribelli della Libia a ribellarsi contro il Consiglio Nazionale di transizione, incitandoli ad attaccarlo prima che vi sia un assestamento delle cose: “sappiate cosa vi aspetta: [il CNT] tesse trame contro di voi”.