“Per quanto critiche possano essere la situazione e le circostanze in cui vi trovate, non disperate; è proprio nelle occasioni in cui c’è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli di ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte; è quando siamo sorpresi che dobbiamo sorprendere il nemico.” (Sun Tzu -L’arte della guerra)

“Nella società degli spettacoli il vero non è che un momento del falso”
(Guy Debord)

“Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati” (Bertold Brecht)

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Tripoli:
ad Abu Salim scoperta dal CNT fossa comune con ossa di cammelli… dissidenti
[27.09.2011]

Tripoli – Dopo la Cnn anche il giornale francese Liberation conferma, niente ossa umane nella fossa comune di Abu Salim a Tripoli; sarebbe stato estremamente difficile spacciare ai medici forensi le ossa di svariati cammelli come resti di esseri umani. Ennesima bufala dei golpisti di Benghasi che stanno ponendo in serio imbarazzo gli alleati europei e d’oltre Oceano con trovate sempre più grottesche. La fossa comune, stimata in un inverosimile quanto preciso numero di 1270 vittime, ribellatesi nella prigione di Abu Slim nel 1996 aveva del poco credibile fin dall’inizio quando i portavoce concitati del CNT senza aver ancora iniziato lo scavo della fossa, stabilivano inspiegabilmente un numero così preciso. Gli stessi familiari delle vittime di Abu Salim sostenevano, manifestando a Benghasi, che i loro familiari erano morti all’interno della prigione per le dure condizioni ma non perchè erano stati uccisi deliberatamente. La notizia del massacro di Abu Salim, daltronde, era venuta alla luce da due fonti al di sotto di ogni sospetto: il pluripremiato per notizie infondate Human Rights Watch e una creatura della CIA-Mossad il famigerato National Front for the Salvation of Libya (NFSL). Che è tutto dire…

vedi il fondamentale articolo: http://empirestrikesblack.com/2011/09/exposed-the-abu-salim-prison-massacre-fraud/

 Camel Skeleton

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Libia ultime 48h  [27-28  settembre 2011]

Bani Walid – ieri – Forze libiche hanno attaccato un convoglio appartenente ai ribelli della NATO e hanno provocato la distruzione di diversi veicoli.
Volontari di Bani Walid hanno ucciso decine di insorti, secondo il rapporto di una fonte oculare si ha conferma che sono stati visti 17 corpi di miliziani golpisti; è confermato che dozzine sono stati gli uccisi e i feriti tra i ribelli durante gli scontri e diversi sono stati fatti prigionieri.

Tarhunah – ieri l’ambulanza è andata fino all’ospedale cinque volte, mentre a Tarhunah i combattimenti erano ancora in corso. La lotta va avanti in tutta la Valle del Dinar.
Il  portavoce dei ribelli Abdullah Kinsal detto all’AFP, che “la NATO e i suoi mercenari si sono ritirati dalle loro posizioni a causa del fuoco intenso avviato verso le posizioni dei loro soldati”

Sirte – : conferma dell’uccisione di oltre 50 ribelli tra cui un capo, Nooraldin Alkun Mohamed Alhalbous, comandante di battaglione dei ribelli. Secondo quanto riferito da Siraj Abdul Raziq alla Reuters, le forze Nato dopo i tentativi falliti di penetrare nella città prima dal versante occidentale poi da quella orientale, con ingenti perdite e ritirate “tattiche” devastanti per il morale dei ribelli golpisti, sembrano orientati a schierare le forze speciali mercenarie in prossimità della costa per aprire la strada ad uno sbarco lungo la costa di Sirte.

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Ghadames, 600 km (370 miglia) a sud-ovest della capitale, rapporto da un inviato sul posto. Un convoglio ribelle (che contava più di 80 mezzi) intervenuto in soccorso dei ribelli circondati dai Tuareg e dalle forze dell’esercito lealista libico, è andato quasi completamente distrutto a Ghadames in Libia; i ribelli sono stati uccisi dai soldati Touareg, completamente distrutti i veicoli. Sono morti oltre 270 golpisti tra ribelli e forze NATO, sono state distrutte oltre 60 automobili e decine di munizioni, carri armati nella Valle di Acacia e ad Owainat & Wabara per opera di Tuareg in armi e delle forze regolari libiche (Jazira Chuibekova).

Nella giornata di domenica (cfr. Le forze di Gheddafi uccidono cinque ribelli in attacco ad un’oasi secondo testimoni [25.09.2011]) le forze fedeli a Muammar Gheddafi assieme ai Tuareg avevano attaccato l’oasi di Ghadames a sud-ovest di Tripoli all’alba di domenica, uccidendo almeno cinque combattenti del nuovo regime mentre 30 erano rimasti feriti nei combattimenti. A corto di materiale militare e di medicine, per telefono Muhandes Sirajeddin, vice capo del consiglio (CNT) locale a Ghadames aveva chiesto aiuto alla Nato e ai ribelli a Tripoli: “La città ha bisogno di aiuto per respingere l’assalto“ aveva detto per telefono all’AFP. Una colonna con 80 automezzi militari (cfr. Fatti di Libia [26.09.2011]) si era mossa allora da Tripoli in soccorso verso i golpisti a Ghadames dove però sembra sia caduta in una trappola tesa dalle forze lealiste fedeli al colonnello Gheddafi, formate dall’esercito regolare libico e dalle tribù Tuareg che hanno dichiarato formalmente guerra al CNT nelle scorse settimane con un consiglio tribale.

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Tripoli – Nessbook – Dopo l’attacco al porto militare della resistenza libica del 25.09.01 quando una nave da trasporto alla fonda nella zona militare del porto di Tripoli che recava un carico di armi e munizioni francesi destinate ai ribelli è stata fatta saltare in aria, ieri un razzo ha colpito il Tripoli International Airport e ha dato il benvenuto alle truppe occidentali; ribelli in auto hanno setacciato approfonditamente per alcune ore la zona circostante l’aeroporto alla ricerca dei sabotatori e hanno arrestato dei giovani di quelle parti senza alcuna ragione.
Ci sono state esplosioni nella notte anche ad Alhaal Got nei dintorni di Tripoli.

Jerdan uccise nei combattimenti almeno 4 persone secondo diversi testimoni.

Cairo (Reuters) – Il canale tv ha mostrato delle immagini martedì dicendo che Saif al Islam, il figlio di Muammar Gheddafi, il 20 settembre, è apparso ad un raduno di truppe al fronte, incitando gli uomini a sostenere la lotta. Saif  al-Islam da lungo tempo non appariva in pubblico, secondo quanto presentato sul canale Rai, Saif al-Islam, ha gridato ai suoi sostenitori, dicendo:
“Questa è la terra dei vostri antenati. I nemici non la otterranno. A Tripoli, miei fratelli, essi sono entrati con la forza. Vengo ora, e vi manderò un arma”.
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Tripoli: la più grande società di sicurezza privata del mondo, la Garda World ha stretto accordi per commissioni in Libia con il Consiglio nazionale di transizione e prevede di fare grandi affari. Capogruppo della Garda World,  la Garda World Security Corp. (GW), quotata all’indice TSX Compositeal di Standard & Poor, ha generato 1,2 miliardi di dollari di ricavi nell’anno fiscale 2011  per il trasporto di denaro contante dalle banche con auto blindate, mantenimento della sicurezza degli aeroporti in Canada, e la protezione di giacimenti petroliferi e ONG in parti difficili del mondo.
Siamo lì per facilitare il rientro dei clienti in Libia“, ha detto il presidente di Garda World, Oliver Westmacott. Garda World è rappresentata a Tripoli da Andrew Gibson, ex  militare dell’esercito britannico che sarà il punto di riferimento dei contractors della GW per la protezione, in Libia, di ambasciate, ONG e centri petroliferi ma anche temporaneamente della messa in sicurezza dei velivoli per l’evacuazione dei numerosi feriti di Misurata che verranno diretti verso Roma o Amman con costi per volo che superano i 300.000 dollari.

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Tunisi [Reuters] – Corte d’appello tunisina decide di liberare l’ex primo ministro libico Al Baghdadi Ali al-Mahmoudi che era stato imprigionato la scorsa settimana, il suo avvocato lo ha detto alla Reuters.
La Tunisia non ha ricevuto alcuna richiesta dai governanti ad interim della Libia per estradare l’ex ministro di Muammar Gheddafi, Al-Baghdadi Ali al-Mahmoudi, che è stato liberato da una corte d’appello martedì, una fonte del ministero della Giustizia lo ha detto a Reuters. (http://www.reuters.com/article/2011/09/27/us-libya-extradite-idUSTRE78Q4JV2011092)


Al-Baghdadi Ali al-Mahmoudi e Ibrahim Moussa
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