Il Museo Islamico di Tripoli che era stato affidato dalla caduta di Tripoli nelle mani delle milizie del CNT perchè lo proteggessero, è stato saccheggiato completamente. Nulla di quello che si poteva ammirare in precedenza è rimasto nelle stanze che nell’800 facevano parte di un palazzo che era residenza estiva dell’ottomano Yusuf Pasha.
Il museo era in via di allestimento quando sono emerse le prime avvisaglie del colpo di stato contro lo stato e il popolo libico.
La ristrutturazione del palazzo era stata affidata da Saif Gaddafi ad una ditta italiana, la Studio Italia Costruzioni, che ne aveva avviato i lavori poi interrotti; l’inaugurazione sarebbe stata inizialmente prevista per settembre ma gli sconvolgimenti a seguito della rivolta sponsorizzata dagli stati occidentali avevano rappresentato la fine dei lavori.

Come il Museo Nazionale di Tripoli anche il Museo Islamico è stato oggetto di saccheggio da parte delle brigate pseudorivoluzionarie dei  ribelli che come volgari banditi hanno messo a soqquadro le stanze e si sono impossessati di tutto ciò che poteva avere un valore. Tra gli oggetti trafugati, alcuni dei quali sono raffigurati dalle fotografie in bianco e nero sottostanti, si potevano ammirare i pezzi di antiquariato, i bracciali e le collane di proprietà della contessa Volpi.

Molti degli oggetti della collezione Volpi sarebbero già stati venduti ad antiquari e collezionisti italiani e di altri paesi europei, nonostante rimangano dettagliati inventari dei pezzi posseduti dal Museo.



Nel clima di caos succeduto al golpe promosso dal Consiglio Nazionale di Transizione su mandato ONU; niente è stato risparmiato dalla furia razziatrice dei ribelli, estremisti islamici e malfattori, che si sono avventati su qualsiasi cosa avesse un valore e continuano a farlo, rappresentando, paradossalmente, la legge.
Gli scorsi giorni si aveva notizia dell’assalto perpetrato da più di 200 uomini armati dei cosidetti ribelli che, arrivati verso le 23:00 alla moschea di Tripoli, la hanno dapprima tempestata con i colpi dei mitragliatori che tenevano sui pickup poi la hanno completamente saccheggiata, distruggendo arredi e testi sacri e profanando le tombe di due imam, Abdel Rahman el-Masri e Salem Abu Seif.
La scorsa settimana un cimitero mussulmano nel distretto occidentale di Gargaresh e uno nei pressi dell’aeroporto di Tripoli sono stati profanati e saccheggiati dalle bande di razziatori ribelli che da quando hanno in mano Tripoli si danno, impuniti, alle devastazioni deliberate, agli stupri punitivi, alle esecuzioni sommarie, alle torture più sadiche.
Questi ribelli sciacalli della Nato non hanno rispetto di nulla, nè della cultura, nè dei morti, nè dei vivi; la popolazione di Tripoli e degli altri centri è sprofondata in un cupo incubo da quando imperversano le orde dei delinquenti e degli islamisti amici e complici della NATO.