La democrazia in Libia dopo la sconfitta dell’opposizione
[17.10.2011] trad. di Levred per GilGuySparks

All’inizio di settembre, il presidente del Comitato Esecutivo del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), Mahmud Jibril dichiarò, che il CNT avrebbe portato la democrazia in Libia entro 20 mesi. All’inizio di ottobre, Jibril ha detto ai media del mondo, che la creazione delle istituzioni democratiche in Libia avrebbe dovuto essere ritardata, fino che la guerra contro “la resistenza residua” fosse stata vinta, e che si sarebbe dimesso dal suo incarico una volta che il processo democratico fosse stato instradato. Alla luce del fatto che la campagna in corso della NATO non riesce a spezzare la volontà e la capacità del popolo libico e dei militari a resistere, e che la guerra è destinata a continuare per mesi o addirittura anni, dov’è il mantenimento delle promesse di democrazia, di prospettiva per il domani, di protezione dei civili ora? E gli attori globali che potrebbero porre fine alla strage di libici aumenteranno le loro responsabilità, oppure il teatrino politico contro la NATO continuerà solo con parole a buon mercato.
dal Dr. Christof Lehmann

Non si deve essere duri con il presidente Usa Barak Hussein Obama. Ha infranto una promessa dopo l’altra della campagna elettorale e continua farlo, ma conosciamo qualche presidente che non l’ha fatto. Il fatto è che Obama ha mantenuto i punti principali della sua campagna elettorale, “Yes We Can” e “Possiamo credere nel cambiamento” il problema è semplicemente capire che cosa di questi punti abbia realizzato.
“Sì, noi possiamo iniziare la nuova colonizzazione dell’Africa, e sì, siamo in grado di sostituire Laurent Gbagbo in Costa d’Avorio e Muammar Gheddafi in Libia, sostituendo  entrambi i governi di quelle nazioni con governi delegati.
Sì, noi possiamo minacciare seriamente gli interessi cinesi e russi in Medio Oriente e Africa, perché viviamo in un mondo unipolare con dominio a tutto campo degli USA e della NATO.
E che cambiamento. E sì, possiamo credere nel cambiamento che Obama ha portato. Possiamo vederlo in Libia. Il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti d’America ha finora ucciso più neri africani in massacri, bombardamenti e con l’aiuto delle forze mercenarie rispetto alla maggior parte dei suoi predecessori caucasici alla Casa Bianca. E’ innegabile un cambiamento epocale che il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti sia il comandante in capo di un esercito che ha trasformato il paese più sviluppato dell’Africa in un colossale disastro umanitario. Obama sta costruendo una Colonia Africana da dove potrebbe ritirarsi se qualcuno dei suoi molti crimini dovessero portarlo ad essere incriminato e messo sotto accusa negli Stati Uniti. O era lui ad essere stato scelto e posizionato dagli associati Brzezinski e Kissinger a diventare presidente degli Stati Uniti d’America, perché sarebbe stata molto più facile la vendita del genocidio africano in Libia alla popolazione degli Stati Uniti se si fosse stato un uomo di colore ad uccidere decine di migliaia di africani. Si deve essere consapevoli del fatto che i copioni geopolitici sono scritti molto tempo prima che il cast degli attori sia scelto, e Obama è stato un partner perfetto per una lunga pianificata nuova campagna coloniale nell’Africa settentrionale e occidentale.



Alla luce della truffa Obama, le bugie di Mahmud Jibril sembrano quasi innocenti. La democrazia in 20 mesi è stata sostituita con “Io mi dimetterò quando avremo sconfitto la resistenza rimanente”. Oppure Jibril è proprio onesto, e le sue parole significano, io non mi dimetterò mai, perché il popolo libico è la resistenza, e non sarò mai in grado di vincere la guerra contro di loro. L’opposizione al Consiglio Nazionale di Transizione, comprendendo i suoi padroni della NATO e i suoi eserciti mercenari, è il popolo della Libia. Il cambiamento di Obama è in altre parole, l’insediamento di un  Vice Re in Libia.

Per arrivare a una panoramica su quanto tempo ci vorrà prima che Jibril possa dimettersi si deve guardare la situazione militare sul terreno. Dopo tutto, ha promesso di dimettersi quando l’ultima opposizione armata sarà sconfitta. A partire da stasera, ci sono state segnalazioni di pesanti combattimenti in molte delle aree residenziali di Tripoli, a Tripoli città, vicino alla zona amministrativa e all’ufficio postale centrale, così come all’aeroporto internazionale di Tripoli. Abu Salim era sotto il fuoco dell’artiglieria. Sono aumentati gli avvistamenti di forze speciali della Nato all’interno di Tripoli. La città di Gheriyan rimane liberata. Si riferisce di pesanti scontri a Tobruk tra combattenti del CNT e le forze libiche e diversi uffici del CNT sono stati dati alle fiamme. A dispetto di una campagna implacabile contro Sirte, il 50% rimane sotto il controllo libico, e gli abitanti di Sirte hanno ogni ragione possibile per resistere. Nonostante la quasi totale mancanza di mezzi d’informazione e telefono, riceviamo segnalazioni da Sirte che testimoniano di esecuzioni sommarie, massacri di intere famiglie, l’uso di bambini come scudi umani, ed uno sbarramento di artiglieria implacabile. Da Bani Walid riceviamo segnalazioni di pesanti combattimenti, così da Bengasi, mentre la parte meridionale della Libia rimane relativamente calma e sotto controllo libico.

Fare reports sulla guerra è così complicato come la guerra è di per sé.
La linea del fronte può cambiare di minuto in minuto. Territori sono guadagnati, persi e riconquistati volte e volte ancora. Parlare di un “opposizione restante armata” come mai, è tanto un eufemismo da parte di Jibril, quanto la promessa della democrazia entro 20 mesi è stata disinformazione, pensata per il consumo pubblico, nel momento in cui i leaders attraverso il mondo hanno riconosciuto un governo controllato dalla CIA dei terroristi di Bengasi come governo legittimo della Libia, con un terrorista professionista Abdel Hakim Belhadj come Comandante del Consiglio Militare di Tripoli. In assenza di un intervento da parte della Cina o della Russia, la guerra in Libia non finirà in tempi brevi.


La posizione della Russia sembra complicata e difficile da capire. E’ difficile credere che i servizi segreti russi e il governo russo siano stati presi alla sprovvista dalle intenzioni della NATO. L’allestimento su larga scala delle operazioni militari, come la campagna della NATO in Libia, è stato preparato per anni, e le fasi di attivazione richiedono dei mesi. I segnali provenienti dalla Russia sono complicati da capire, per non dire altro. Dal momento che è più che solo improbabile che i servizi segreti russi fossero all’oscuro sul piano di gioco coloniale della Nato, perché non hanno posto il veto alla risoluzione UNSC 1973. Se la Russia conta di lasciare che l’aggressione della NATO si svolga, e di guadagnare simpatie internazionali col “protestare” contro l’aggressione della NATO, sta mettendo in atto il gioco della roulette russa con la sua stessa sicurezza. C’è una spaccatura crescente tra Medvedjev e Putin. Osservando il Parlamento russo o Duma di Stato, vi è una chiara richiesta che la Russia debba riaffermare la sua posizione come potenza globale, e come candidato presidenziale, Vladimir Putin sarà molto probabilmente colui che dovrà sviluppare la nuova politica di sicurezza russa verso la NATO. Una delle difficoltà che potrebbero impedire alla Russia di agire con maggiore urgenza sulla Libia è che per oltre un decennio non è riuscita a coltivare suoi interessi in Africa. Che cosa ci si aspetta dalla Russia, se vuole porre fine allo stato unipolare corrente del potere globale, deve fornire segnali più chiari a quei leaders africani i cui paesi sono sotto assoluto controllo monetario e militare dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. Il colpo di Stato della Nato in Costa d’Avorio all’inizio del 2011 dovrebbe fornire una motivazione sufficiente per i politici africani che hanno a cuore un migliore interesse per il loro popolo a formare alleanze più strette con la Russia e la Cina.


Il punto critico e la ragione per cui né la Cina né la Russia hanno affermato la loro influenza in Libia, Costa d’Avorio e in Africa può benissimo essere, che la Cina e la Russia sono contendenti piuttosto che alleati rispetto all’Africa. Si possono avere costi di tempo e risorse per stabilire l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai ma un fallimento nel definire una risposta urgente e unificata della Cina e della Russia sulla guerra contro il popolo della Libia, può essere la più pericolosa roulette russa che le due potenze abbiano giocato per decenni. Il tempo di segnare vittorie di public relation con la protesta contro la NATO deve essere seguito dal tempo di un’azione concreta.

Christof Lehmann

http://nsnbc.wordpress.com/2011/10/17/libya-democracy-after-defeat-of-opposition/

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