Spagna: Il turno della destra

Commenti per CX36 Radio Centenario del sociologo americano, il Prof. James Petras da New York – Stati Uniti.  (trad di CrzCamp per GilGuySparks)

Lunedi 21 nov 2011

“Gli spagnoli hanno preferito l’originale alla fotocopia, mentre il Partito Socialista applicava le misure dei banchieri danneggiando i lavoratori, provocando la crisi, con un tasso di disoccupazione del 45% tra i giovani sotto i 25 anni. La crisi profonda che i socialisti hanno gestito per lo più per impressionare i banchieri è stata un fallimento. Non ha risolto la crisi e né sono riusciti ad ottenere l’appoggio dei banchieri”.

Chury: Iniziamo la nostra copertura informativa stavolta sperando di essere in contatto con James Petras negli Stati Uniti per le analisi di routine.
Quello che possiamo dire dal di fuori è quello che è successo in Spagna, che non è altro che una mera notizia, ma alle undici ore e 41 minuti di Montevideo, siamo in comunicazione con James Petras dagli Stati Uniti, Petras buon giorno, benvenuto.

Petras: Buongiorno. Si sta molto bene qui, con quattro cose da discutere rapidamente.

Chury: Penso che sia eccellente e immediatamente le iniziamo a discutere Petras. Possiamo cominciare con la prima.

Petras: Beh, per primo discutiamo dei risultati delle elezioni in Spagna, dove il Partito Socialista ha subito una grande sconfitta e ha vinto l’estrema destra con una maggioranza assoluta in Parlamento. E dobbiamo indagare sul perché di un così cattivo risultato e perché vince la destra. Prima di tutto bisogna dire che il Partito Socialista nell’attuare le misure dei banchieri che hanno danneggiato i lavoratori, ha provocato la crisi, con un tasso di disoccupazione del 45% tra i giovani sotto i 25 anni. Questa crisi profonda che i socialisti hanno gestito per lo più per impressionare i banchieri è stata un fallimento. Non hanno risolto la crisi e né son riusciti a conquistare il sostegno dei banchieri. Ora, dobbiamo riconoscere che la destra sta andando ad applicare, forse, con maggior forza e più profondamente, le stesse misure che hanno fallito con i socialisti. Cosa che si tradurrà nel continuare della crisi e nell’incapacità della Spagna di trovare un modo per soddisfare i grandi possessori di titoli di stato. E mentre si verifica questo fenomeno che sia il centro-sinistra che la destra hanno fallito, si apre la strada alla lotta extraparlamentare, non vi è alcuna uscita da destra e lo si può vedere tanto in ciò che dice la destra quanto in quello che dice il signor Rajoy, che è il nuovo Primo Ministro. Il nuovo signor primo ministro dice: “non aspettatevi miracoli.” Ciò significa che non hanno alcuna proposta che possa affrontare la crisi economica. Invece  hanno preparato più sacrifici per il popolo; più incentivi a ridurre il bilancio e la Borsa è calata del 2% una volta che il risultato [elettorale] è stato dato, perché gli investitori non hanno fiducia nella destra, perché sanno che le misure proposte dalla destra non vanno a risolvere alcun problema e la Spagna si sta dirigendo verso il default, andando in bancarotta e non trovando abbastanza soldi per compensare e costruire fiducia. Si tratta di una crisi terminale in Spagna. Ora, l’ultima cosa che voglio aggiungere è che non appare alcuna alternativa elettorale.
I baschi hanno aumentato molto la rappresentanza della sinistra, eleggendo sette deputati, ma questa è una vittoria simbolica, non offre alcuna soluzione alla grande crisi del capitalismo. La tragedia è che i comunisti e la Sinistra Unita non hanno conquistato la simpatia della maggioranza, forse dovrebbero rivedere le loro tattiche e invece di canalizzare tante risorse nel processo elettorale, dovrebbe cercare una qualche forma per rafforzare la lotta extra-parlamentare che sembra l’unico strumento davanti a quattro anni e più di governi di sacrifici e austerità.


Chury: Voglio fare un ultima domanda su questo argomento. Vincendo il PSOE, la questione non sarebbe cambiata troppo, si?

Petras: No, no. Il PSOE è stato il colpevole in primo luogo per la cattiva gestione della crisi e in secondo perché ha punito il popolo per quattro anni e questa cosa ovviamente è stata rifiutata, sono stati screditati e non hanno modo di proporsi come una alternativa importante. Ora alcuni membri dell’ala sinistra del PSOE forse richiederanno una riconsiderazione o una correzione, ma non cambia nulla con Felipe Gonzalez come [non cambia] il potere dietro il trono.

Chury: Molto bene, andiamo ad un altro argomento.

Petras: Il secondo [argomento] è la grande mobilitazione in Egitto, questo fine settimana, dove hanno ucciso circa 50 persone. I dati dicono 33 morti questa mattina ma non hanno ancora fatto il conto. Vi è una seconda rivoluzione è l’autunno caldo in Egitto, perché i militari hanno organizzato una Giunta e stanno comandando a sostegno della politica degli Stati Uniti e di Israele e vogliono manipolare il processo elettorale in modo che alla fine continuino loro ad essere il vero potere. E ora i media stanno allestendo una grossa trappola, perché parlano solo degli islamici nella piazza Tahrir dove 200000 persone si stanno mobilitando. Non sono solo gli islamici, ma ci sono molte forze laiche di sinistra, tutti i settori progressisti e democratici. Ma [i media] vogliono mettere la cosa come un confronto tra militari e islamici, come hanno fatto in Algeria negli anni ’90 per giustificare il massacro e il governo militare. Sia Washington che l’Europa in questo caso tacciono sui massacri, non c’è una condanna dei militari che stanno uccidendo e facendo molti danni. Ma la gente è stanca di militarismo quanto ne aveva abbastanza di Mubarak e ora è il momento della verità in Egitto, perché il prossimo cambiamento, la rivolta in corso, va oltre la semplice richiesta di elezioni, ma si vuole rovesciare la dittatura militare e imporre davvero una democrazia coerente. Ma è una lotta dura, perché i militari sanno che molti dovranno andare in tribunale per aver ordinato e stabilito questo massacro. Ma noi lo abbiamo detto da tempo che non è un processo di democratizzazione. Il processo di rivolta democratica è stato interrotto con la presa del potere da parte dei militari ed è ora il confronto vero, non semplicemente contro Mubarak, ma contro l’apparato statale che vuole imporre una dittatura filo-occidentale un’altra volta.

Chury: Petras, perché intorno all’Egitto c’è il silenzio della NATO che è stata così veloce ad agire contro la Libia?

Petras: Perché i militari [egiziani] sono il braccio arabo della NATO in Egitto. Sono gli strumenti della NATO, per questo motivo la Nato non interviene. Come potrebbe agire contro i suoi Sepoy [n.d.t. soldati indiani al servizio dei britannici] in Egitto? Questo caso dimostra l’ipocrisia dei paesi Nato, degli europei. Dicono di essere a favore della democrazia, ma stanno finanziando e sostenendo gli assassini militari che ora governano contro la maggioranza del popolo. Questo è il motivo per cui c’è un interventismo selettivo. Sostengono una rivolta in Siria ma non in Egitto, perché usano un criterio politico e di classe. Quando la dittatura sostiene il sostegno al mondo occidentale, la appoggiano e quando c’è qualche paese con una posizione critica verso l’imperialismo, nè condannano il governo. Per questo motivo dobbiamo comprendere questa selettività nel modus operandi dei paesi della NATO.

Chury: Bene, affrontiamo il terzo tema.

Petras: La terza questione importante è lo sforzo di Obama di alzare un nuovo fronte di scontro con la Cina, Obama che nei giorni scorsi è andato in Asia e ha dichiarato un’alleanza militare con l’Australia e il sostegno ai paesi asiatici che hanno dei problemi di confine marittimo con la Cina, [Obama] che cerca di rafforzare la presenza militare statunitense in Cina. C’è un processo di assedio contro la Cina oggi. Washington sta spingendo con tutte le sue forze per limitare il potere economico e l’attrazione della Cina e causare problemi economici in Asia. E’ una cosa molto pericolosa perché la Cina è una potenza emergente, ha molte risorse economiche, ma è una provocazione di un Obama che viene sconfitto in Afghanistan, si ritira dall’Iraq e apre nuovi fronti nel cuore del dinamismo economico ora con poche risorse per contrastare l’emergere della Cina, ha solo la carta militare e questo è pericoloso. Mettere una flotta da guerra al largo della costa della Cina, affermando che gli Stati Uniti hanno interessi strategici entro 200 miglia dalla costa della Cina. Si tratta di una aggressione molto palese! E così pericoloso, perché se i cinesi decidessero di vendere i buoni del Tesoro statunitensi manderebbero in crash il dollaro, allora Obama sta giocando con il fuoco quando cerca di isolare la Cina in un mondo globalizzato in cui gli Stati Uniti hanno poche carte economiche e la Cina è un proprietario importante del debito Usa. E Obama nella sua idiozia dimentica questo fatto che ha più peso di 20 navi da guerra.

Chury: Prima di tutto, voglio congratularmi per ciò che stai dicendo sulla gestione attuale del presidente Obama in carica negli Stati Uniti, non lo dici solo ora, ma tu lo hai detto durante la campagna elettorale e prima che assumesse il comando. E oggi si sta confermando, Petras, così congratulazioni e ti sentiamo sul quarto tema.

Petras: La quarta questione è un problema interno. C’è un super-comitato partitico negli Stati Uniti che discute di come abbassare il deficit fiscale. Metà repubblicani, metà democratici, e non raggiungono ad alcun accordo e devono raggiungere un accordo questa settimana, perché se non lo fanno, si va automaticamente a tagliare il budget del 20%. Tagli sociali, militari e quant’altro. Ora, questo comitato è un fallimento totale, perché da un lato i democratici sono disposti a sacrificare i programmi sociali, tenendo una posizione molto opportunista. Ma loro insistono per raggiungerlo aumentando alcune tasse per i ricchi e le imprese. E i repubblicani sono più coerenti con i ricchi dicono di no, semplicemente tagliando i programmi sociali e lasciando che le aliquote rimangano basse per il grande capitale. Quindi non giungono ad un accordo e così il deficit fiscale continua a crescere. Ora hanno annunciato che è più di 15 mila miliardi di dollari (15 bilioni), 15 trilioni nel mondo anglosassone. E questo significa che i mercati e i proprietari di obbligazioni estere americane  sentono un aumento del rischio crescente […] Questa è la situazione qui. Abbiamo una crisi politica a causa della paralisi parlamentare e secondo, non abbiamo un uscita di fronte al crescente deficit fiscale e questo influisce sulla capacità dell’economia reale di imboccare una ripresa. Torniamo alla recessione e alla crisi sempre.

Chury: Per concludere volevo chiederti una cosa. Qual è il fine vero, che sta o no mettendo in atto o che va ad attuare e quando, la IV Flotta?

Petras: Sta galleggiando, sta ancora galleggiando, alla ricerca di un pretesto per giustificare le proprie spese. Ma per ora non ha alcuna possibilità di inserirsi in America Latina, perché non hanno un sostegno sufficiente che possa affrontare i governanti in modo aggressivo cosa che giustificherebbe chiamare l’appoggio dei marines. In questo momento la flotta rappresenta una riserva preparata per un momento opportuno. Ma il momento opportuno non esiste ora in America Latina. Gli Alleati degli Stati Uniti Calderon in Messico, Santos in Colombia, non sono in grado di lanciarsi in alcuna avventura, sono molto deboli, hanno già abbastanza problemi interni per poter chiamare una collaborazione aggressivo della flotta, quindi la flotta continua [a galleggiare], i Marines a bere birra, e le politiche degli Stati Uniti in America Latina continuano senza proposte concrete che possano favorire una stretta collaborazione con le maggiori potenze in America Latina.

Chury: Molto bene Petras, davvero congratulazioni, è una stupenda analisi. Ti mandiamo un grande abbraccio da Radio Centenario e dai suoi ascoltatori.

Petras: Un abbraccio a voi e a tutti coloro che lavorano per i diritti civili e la giustizia sociale in Uruguay.

Chury: Grazie Petras. Stammi bene.

http://www.radio36.com.uy/entrevistas/2011/11/21/petras.html

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