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  • Sull’orlo di un conflitto globale

La Voce della Russia
4 Gennaio, 2012

di Anastasiya Pershkina (trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks)

Le tensioni stanno crescendo in tutto il Golfo Persico. A dispetto dell’avvertimento dell’Iran, gli Stati Uniti hanno dichiarato che continueranno a rafforzare la loro divisione di portaerei. Gli esperti dicono che le parti si sono scambiate minacce e si sono dimostrate molto vicino all’inizio di reali ostilità.

Le esercitazioni militari iraniane Velayat-90 nell’area dello Stretto di Ormuz si sono concluse oggi. Il 40% delle esportazioni di petrolio via mare verso l’Europa e gli Stati Uniti passano attraverso lo Stretto di Ormuz. I militari iraniani hanno minacciato di bloccare lo stretto e gli Stati Uniti ha dato una risposta immediata con l’invio di una forza impressionante di navi guidata dalla portaerei John C. Stennis alla zona dell’esercitazione. A sua volta, il capo dell’esercito dell’Iran, Ataolla Salehi, ha minacciato gli Stati Uniti di guai se la divisione continuasse a crescere, e ha dichiarato che il suo paese è pronto a respingere qualsiasi aggressione e ha tutto il necessario per questo a sua disposizione. Gli Stati Uniti hanno risposto che non interromperanno l’operazione, volta a garantire la sicurezza e la stabilità nella regione. Finora, queste attività sembrano una flessione di muscoli perché in realtà nessuna delle due parti vuole una guerra, dice Boris Dolgov, esperto in studi orientali.

L’Iran non vuole una guerra con gli Stati Uniti perché non è abbastanza forte per affrontare gli Stati Uniti in un conflitto militare. Gli Stati Uniti hanno potenti alleati, Israele tra di loro. Quanto agli Stati Uniti, la leadership di quel paese ha una lobby pro-israeliana da un lato, e d’altra parte, una lobby che rappresenta gli interessi delle persone che non vogliono scatenare il conflitto. In questa situazione tutto dipende dai passi pratici della leadership politica. Finora non è stato deciso di iniziare ancora le ostilità.

Annunciatore: le autorità statunitensi sono convinte che la ragione per le minacce e la dimostrazione di forza dell’Iran sono le dure sanzioni internazionali. Il Servizio stampa del Dipartimento di Stato USA dichiara che la leadership iraniana provoca conflitti internazionali in modo da distrarre i cittadini dai problemi economici interni. Questa è una coraggiosa versione perché fino ad ora l’Iran è riuscito a resistere alle sanzioni, ma si sta cercando di impedire il loro inasprimento, crede Boris Dolgov.


Se l’Occidente impone un embargo sulle esportazioni di petrolio iraniano, ciò farà male all’economia iraniana. Mentre le esportazioni di petrolio continuano, l’Iran ha abbastanza valuta straniera ed è in grado di sopportare le sanzioni.

Annunciatore: Questa situazione è pericolosa, perché anche la più piccola campagna militare nel Golfo Persico potrebbe crescere fino ad un conflitto globale in pochi giorni. Tale conflitto potrebbe coinvolgere tutti i paesi della regione, ma non sarebbe una guerra di tutti contro l’Iran. L’Iran ha anche alleati, lo sostiene Lydia Kulagina dell’Istituto di Studi Orientali presso l’Accademia Russa delle Scienze.

I paesi della regione sono certamente contro ogni ostilità, perché qualsiasi operazione militare avrebbe portato una risposta dall’Iran e i paesi limitrofi sarebbero stati colpiti. Questa guerra si sarebbe sicuramente diffusa in tutta la regione. La maggior parte dei paesi del Golfo Persico hanno un atteggiamento negativo verso l’Iran a causa del problema sciita e la politica nucleare iraniana. Tuttavia, molti altri paesi, la Turchia e il Libano fra loro, non combatteranno contro l’Iran se scoppiasse una guerra. Sosterranno e assisteranno l’Iran “.

La Siria è il principale alleato dell’Iran. L’Occidente non è soddisfatto dei regimi politici in entrambi i paesi. Lo scopo segreto di tutte le attività degli Stati Uniti in Medio Oriente è il rovesciamento di Mahmoud Ahmadinejad e Bashar al-Assad. Tuttavia, gli Stati Uniti non sono ancora riusciti ad organizzare uno scenario simile alla Libia in entrambi i paesi. Il motivo è che le Nazioni Unite e paesi di grandi dimensioni come Russia e Cina si oppongono ad ogni iniziativa militare contro l’Iran e la Siria. Per esempio, la Cina ha già condannato il disegno di legge sulle nuove sanzioni economiche contro l’Iran firmato da Barack Obama. La Russia continua ad insistere sulla ricerca di una soluzione diplomatica per entrambi i problemi.

http://english.ruvr.ru/2012/01/04/63385325.html

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  • On The Brink Of A Global Conflict

Voice of Russia
January 4, 2012

On the brink of a global conflict
Anastasiya Pershkina

Tensions are growing around the Persian Gulf. In spite of Iran’s warning, the US has declared that it will continue to strengthen its aircraft-carrying division in the region. Experts say that the parties have exchanged threats and turned out very near the beginning of real hostilities.

Iran’s military exercises Velayat-90 in the Ormuz Strait area ended today. 40% of oil exports by sea to Europe and the US go through the Ormuz Strait. The Iranian military threatened to block the strait and the US gave an immediate response by sending a striking force of ships headed by The John C. Stennis aircraft-carrier to the exercise area. In his turn, Iran’s army chief Ataolla Salehi threatened the US with trouble if the division continues growing, and declared that his country is ready to repel any aggression and  has everything necessary for this at its disposal. The US replied that it will not interrupt the operation aimed at providing security and stability in the region. So far, these activities look like muscle-flexing because actually neither party wants a war, says Boris Dolgov, an expert in Oriental studies.

“Iran does not want a war with the US because it is not strong enough to confront the US in a military conflict. The US has powerful allies, Israel among them. As for the US, the  leadership of that country has a pro-Israeli lobby on the one hand, and on the other hand, a lobby representing  the interests of people who do not want to unleash this conflict. In this situation everything depends on the practical steps of the political leadership. So far, it has not been decided to start hostilities yet.”

Announcer: US authorities are convinced that the reason for Iran’s threats and demonstration of force is tough international sanctions. The press-service of the US Department of State declares that the Iranian leadership provokes international conflicts so as to distract its citizens from the internal economic problems. This is a brave version because so far Iran managed to resist the sanctions, but it is trying to prevent their toughening, Boris Dolgov believes.

“If the West imposes an embargo on Iranian oil exports, it will hurt the Iranian economy. While oil exports continue, Iran has enough foreign currency and can withstand the sanctions.”

Announcer: This situation is dangerous because even the smallest military campaign in the Persian Gulf could grow to a global conflict within days. Such a conflict could involve all the countries of the region, but it would not be a war of everyone against Iran. Iran also has allies, Lydia Kulagina from the Institute of Oriental Studies at the Russian Academy of Sciences says.

“The countries of that region are certainly against any hostilities, because any military operations would bring a response from Iran, and neighbouring countries would be affected.  This war would definitely spread all over the region. Most Persian Gulf countries have a negative attitude to Iran because of the Shiite problem and Iran’s nuclear policy. However, several other countries, Turkey and Lebanon among them, will not fight against Iran if a war breaks out. They will support and assist Iran.”

Syria is Iran’s main ally. The West is not pleased with the political regimes in both these countries. The secret aim of all US activities in the Middle East is the overthrow of Mahmoud Ahmadinejad and Bashar al-Assad. However, the US has not yet managed to stage a Libya-like scenario in either country.  The reason is that the UN and large countries like Russia and China oppose any military steps against Iran and Syria. For example, China has already condemned the bill about new economic sanctions against Iran signed by Barack Obama. Russia continues to insist on finding a diplomatic solution to both problems.

http://english.ruvr.ru/2012/01/04/63385325.html

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