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  • U. S. Defense Act 2012: guerra senza limiti

La Voce della Russia
[05.01.2012]

di John Robles (trad. di P. Kropoktin per GilGuySparks)

Intervista a Scott Horton, avvocato di New York, noto per il suo lavoro sui mercati emergenti e sul diritto internazionale, esperto in diritto dei conflitti armati, redattore alla rivista Harper, dove si occupa di questioni legali e di sicurezza nazionale e scrive No Comment, un blog a larga diffusione sui diritti umani e sul diritto internazionale. Insegna anche alla Columbia Law School ed è co-fondatore dell’Università americana in Asia centrale.


JR – Sono John Robles. Sto parlando con Scott Horton, avvocato di New York noto per il suo lavoro nei mercati emergenti e del diritto internazionale, in particolare sui diritti umani e sul diritto dei conflitti armati. E’ docente presso la Columbia Law School.
Salve, Mr. Horton. E’ bello parlare con lei e grazie per aver accettato di fare questa intervista.

SH – E’ grande essere da voi.

JR – Vorrei farle alcune domande riguardanti il ​​National Defense Authorization Act per il 2012. Perché è un provvedimento che consentirebbe la detenzione a tempo indeterminato, anche di cittadini americani, attraverso questo disegno di legge?

SH – Questa è un’ottima domanda. In effetti, l’amministrazione Obama ha celebrato il successo degli sforzi militari in Iraq e in Afghanistan. Alcuni dei consiglieri anziani del presidente parlano di una vittoria su Al-Qaeda, dicono che il numero dei combattenti terroristi è stato ridotto a centinaia. Ma i repubblicani al Senato si erano spinti, abbastanza aggressivamente, per una misura, volta a dichiarare una guerra perpetua, in pratica una guerra che non avesse fine, e a designare il territorio americano in sé come parte del campo di battaglia e in tale contesto entrambe le cose sono un po’ controverse, ma è in connessione con questo sforzo che avevano introdotto anche sezioni (del disegno di legge) progettate per fornire agli Stati Uniti una base legale al potere del presidente al fine di detenere cittadini americani e penso che abbia avuto una certa  reazione negativa negli Stati Uniti, sia tra i conservatori che tra i liberali.

JR – Perché gli USA vogliono una guerra senza limiti?

SH – Non c’è alcuna ragione militare per questo e in effetti la maggior parte dei generali del Pentagono ritengono che ciò non sia molto intelligente. Naturalmente, preferirebbero definire una guerra in termini nei quali possa piuttosto essere vinta, nei quali essi possano rivendicare la vittoria. Quindi, questo è puramente un esercizio di partigianeria politica, che è stato guidato in gran parte dai repubblicani e in questo caso penso che essi abbiano un certo numero di punti diversi: uno è quello di evitare che l’amministrazione canti vittoria nel conflitto in corso, ma un altro è quello di forzare Barack Obama a tenere aperta Guantanamo per sempre, per impedirgli di portare a termine il suo impegno elettorale di chiudere Guantanamo. Ci sono serie di disposizioni volte a farlo.

JR – Chi è che beneficia da questa guerra infinita al terrore?

SH – La linea di fondo qui è la gente che spinge un’idea: un potere esecutivo illimitato e un’autorità a scapito delle libertà civili si afferma, perché queste misure sostanzialmente minano la Carta dei Diritti e le garanzie della Carta dei Diritti, elevando il ruolo della legge militare e il ruolo dei militari nel sistema della giustizia penale in modo che i disegni di legge producano una presidenza molto più potente e indeboliscano la posizione della magistratura e la normale amministrazione della giustizia civile.

JR – Come sfida l’Habeas Corpus: il 4° emendamento per quanto riguarda il sequestro irragionevole, il 5° emendamento che vieta la privazione della libertà, il 6° emendamento, la dichiarazione universale dei diritti umani, ecc.?

SH – E’ tutto fondamentalmente progettato per stabilire la prevalenza del diritto militare, che è legge di guerra, del diritto dei conflitti, sulle libertà civili, in particolare sulle libertà civili che si trovano nel Bill of Rights, ma anche sulle dottrine internazionali, sui Governi internazionali e sul diritto internazionale consuetudinario.

JR – Che cosa sta realmente accadendo qui?

SH – Coloro che difendono la legge dicono che non stanno facendo nulla di nuovo, che tutto quello che stanno facendo è affermare una legge che già esiste e che il presidente ha il potere di arrestare cittadini americani che lottano per il nemico. In tempo di guerra, naturalmente, durante la seconda guerra mondiale, infatti, c’erano americani che combattevano dalla parte dei tedeschi e degli italiani durante la guerra, che sono stati catturati e tenuti come prigionieri di guerra. Penso che essi (i difensori) siano corretti al riguardo, ma la preoccupazione che abbiamo è che questa guerra sia in realtà definita piuttosto vagamente, è una guerra contro terroristi, gruppi terroristici; i gruppi che sono associati con loro sono il nemico e la definizione di chi dovrebbe essere il nemico cambia in ogni momento, quindi penso che abbiamo un sacco di casi limite nei quali, per motivi politici, delle organizzazioni sono descritte improvvisamente come nemiche e persone che avevano qualcosa a che fare con loro sono descritte come fornissero loro supporto materiale e possano essere trattate come un nemico in questo senso. Quindi, penso che la definizione mutevole [di nemico], l’allontanamento dalle tradizionali leggi di guerra sono ciò che causano qui la vera preoccupazione.

JR – Quindi, voglio dire, fondamentalmente, potrebbero venire con i carri armati e semplicemente prendere il controllo di una città, se volessero?

SH – Questa è una delle principali preoccupazioni che attivisti delle libertà civili hanno sollevato su questa normativa, perché alla fine della guerra civile americana fu emesso uno statuto, il Posse Comitatus Act, che bandì l’uso delle forze armate come forza di polizia interna negli Stati Uniti.

E credo che queste misure sembrino minare il Posse Comitatus Act, sembrano aprire la porta per l’impiego dei militari per fini di polizia sul territorio degli Stati Uniti. Questa è una grande preoccupazione. E penso che lo siano molte delle procedure che vediamo: dei cittadini americani sotto processo e altri sotto processo davanti ai tribunali militari.
Se guardiamo gli esempi in tutto il mondo in cui società democratiche si sono deteriorate in dittature – in America Latina, anche in Europa tra le due guerre, e nel Sud-Est asiatico e in altri luoghi – segue costantemente un modello come questo, quando vediamo una revoca o una sospensione della giustizia civile e vediamo l’introduzione di procedure di giustizia militare, per questo motivo ciò che è stato fatto nello statuto è agghiacciante.

JR – Siamo quasi fuori tempo massimo, mi dispiace. Così, il presidente Obama ha inizialmente minacciato di porre il veto a questo disegno di legge, poi a quanto pare ha cambiato idea. Ha contestato le limitazioni alla sua autorità di comandante in capo. Ci sono anche questioni sollevate su alcuni dei temi delle libertà civili.

SH – Ma la linea di fondo è che questo è un disegno di legge di appropriazione che contiene lo stipendio per gli ufficiali dell’esercito, le loro pensioni – queste domande hanno fatto su Obama molta pressione perchè si trovasse un modo per accoglierlo e ci aspettiamo, penso, nei prossimi due giorni di vedere una dichiarazione firmata, rilasciata dal Presidente, che vada ad affermare come lui lo interpreta, e penso che molti di noi ora si aspettino che egli cercerà di affrontare alcune delle preoccupazioni nell’area delle libertà civili vincendo su aspetti della legislazione. Se così non fosse, ci sarà una grande delusione tra i suoi seguaci. La considerazione molto importante qui è Guantanamo: che cosa sta per accadere a questa struttura di Guantanamo. Noi potremmo chiamare questo statuto il Guantanamo Forever Act che sembra progettato per forzare l’amministrazione a tener aperta Guantanamo per sempre e inviare lì nuove persone, cosa che penso sia molto sgradevole per Barack Obama che, naturalmente, si era impegnato a chiuderlo ma sembra si stiano facilitando gli obiettivi politici dei repubblicani.

JR – La ringrazio molto, signore. Apprezzo molto parlare con voi.

SH – Buona fortuna e felice anno nuovo.

http://english.ruvr.ru/2012/01/05/63394693.html

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  • U.S. Defense Act 2012: Open-Ended War

Voice of Russia
January 5, 2012

by John Robles

Interview with Scott Horton, New York attorney known for his work in emerging markets and international law, an expert in the law of armed conflict, a contributing editor to Harper’s Magazine where he covers legal and national security issues and writes No Comment, a widely read blog about human rights and international law. He also lectures at Columbia Law School and is a co-founder of the American University in Central Asia

This is John Robles. I am speaking with Scott Horton, New York attorney known for his work in emerging markets and international law, especially human rights law and a law of armed conflict. He is a lecturer at Columbia Law School.

Hello, Mr. Horton. Nice to be speaking with you and thanks for agreeing to do this interview.

Great to be with you.

I’d like to ask you some questions regarding the National Defense Authorization Act for 2012. Why is a provision that would allow indefinite detention of even American citizens being pushed through in this bill?

That’s an excellent question. In fact, the Obama administration has been celebrating the success of military efforts in Iraq and Afghanistan. Some of the president’s senior advisors talk about a victory over Al-Qaeda, they say the number of terrorist combatants has been reduced into the hundreds. But Republicans in the Senate had been pushing quite aggressively for a measure designed to declare a forever war, basically war that has no end and to designate the American homeland itself as part of the battlefield and in that connection both of those matters are somewhat controversial but in connection with this effort they’d also introduced sections designed to give the U.S. a statutory basis to the president’s authority to detain American citizens and I think that’s had quite a bit of negative backlash in the United States both among conservatives and among liberals.

Why would the U.S. want an open-ended war?

There is no military reason for this and in fact most of the generals in Pentagon consider it to be not very smart. Of course, they’d rather define a war in terms that it could be won, that they could claim victory. So, this is purely a partisan political exercise, which has been driven largely by the Republicans and in this case I think they have a number of different points: one is to prevent the administration claiming victory in the current conflict; but another is to force Barack Obama to keep Guantanamo open forever to prevent him from delivering on his campaign pledge to close Guantanamo. There are whole series of provisions designed to do this.

Who’s benefiting from this endless war on terror?

The bottom-line here is people who press an idea: boundless executive power and authority at the expense of civil liberties come up on top because these measures basically undermine the Bill of Rights and the protections in the Bill of Rights by elevating the role of military law and the role of the military in the criminal justice system so that bills produce a much more powerful presidency and weaken the position of the judiciary and the normal civil administration of justice.

How does this fly in the face of Habeas Corpus: the 4th Amendment regarding unreasonable seizure, the 5th Amendment, which prohibits the deprivation of liberty, the 6th Amendment, the universal declaration of human rights, etc.?

It’s all basically designed to establish the precedence of military law, that is law of war, law of conflict over civil liberties, particularly the civil liberties that are found in the American Bill Of Rights but also international doctrines, international goverments and international customary law.

What’s really going on here?

The defenders of the legislation say they are not doing anything new, that all they are doing is stating the law that already exists and the president has the power to arrest American citizens who are fighting for the enemy. In war time, of course, during World War II in fact, there were Americans who fought on the side of the Germans and the Italians during the war who were captured and held as prisoners of war. I think they are correct about that, but the concern we have here is that this war is really rather loosely defined, it’s war against terrorists, terrorist groups; groups that are associated with them are the enemy and the definition of who would be an enemy changes all the time, so I think we get a lot of borderline cases where for political reasons organizations are described suddenly as the enemy and people who had anything to do with them are described as having provided material support to them and they can be treated as an enemy in this
sense. So, I think the changing definition, departures from traditional laws of war are what cause the real concern here.

So, I mean, basically they could come in with tanks and just take control of any city if they want?

That’s one of the major concerns civil libertarians have raised about this legislation because at the end of the American Civil War there was a statute issued, the Posse Comitatus Act, which outlawed the use of the military as a domestic police force in the United States.

And I think these measures seem to be undermining the Posse Comitatus Act; they seem to be opening the door for the use of the military for police purposes on the territory of the United States. That’s a big concern. And I think a lot of the procedures we see: American citizens being tried and others being tried before military tribunals.

If we look at examples around the world where democratic societies had deteriorated into dictatorships – in Latin America, also in Europe between the wars, and in South-East Asia and other places – it consistently follows a pattern like this when we see a termination or suspension of civilian justice and we see the introduction of military justice procedures, so what’s been done in the statute is chilling.

We are almost out of time, I am sorry. So, president Obama originally threatened to veto this bill, then apparently he changed his mind.

He objected to the limitations on his authority as commander-in-chief. There are also raised questions about some of the civil liberties issues. But the bottom-line is that this is an appropriation’s bill that contains the salary for military officers, their pensions – these questions put a lot of pressure on him to find a way to accommodate and we are expecting, I think, in the next couple of days to see a signing statement issued by the president, which is going to state how he interprets it, and I think a lot of us now are expecting that he will try to address some of the concerns in the civil liberties area winning sides legislation. If not, there’s going to be a lot of disappointment among his followers. The very important consideration here is Guantanamo: what’s going to happen with this Guantanamo facility. We might call this statute the Guantanamo Forever Act that seems designed to force the administration to keep Guantanamo opened
forever and to send new people there, which I think is very disagreeable to Barack Obama who, of course, pledged to close it but seems to be facilitating the political objectives of the Republicans.

Thank you very much, sir. I really appreciate speaking with you.

Good luck and Happy New Year.

http://english.ruvr.ru/2012/01/05/63394693.html

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