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  • La Cina snobba gli USA e compra il greggio iraniano

[12.01.2012] di GilGuySparks

La Cina snobba le pressioni di Geithner sul petrolio iraniano.
Gli sforzi del ​​segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Timothy F. Geithner, per dare una stretta alle sanzioni economiche contro l’Iran per il suo programma nucleare hanno convinto il Giappone, dopo che la Cina ha respinto la limitazione delle importazioni di petrolio dal paese. “Vogliamo adottare misure concrete per ridurre la nostra quota in maniera ordinata il più presto possibile“, il ministro delle Finanze Jun Azumi lo ha detto in una conferenza stampa congiunta ieri a Tokyo con il suo omologo statunitense. “Il mondo non può tollerare lo sviluppo nucleare“. Emblematico l’uso del termine “mondo” ad indicare le potenze a capitalismo avanzato occidentali che non “possono tollerare lo sviluppo nucleare” altrui tranne il proprio.
Il viaggio in Asia di Geithner ha prodotto degli incontri, solo parzialmente fruttuosi, incontrando le due maggiori economie allo scopo di stringere sulle sanzioni contro l’Iran, mentre Ahmadinejad incontrava, con grande impatto sui media, prima Chavez e poi Fidel Castro.
La Cina, che annovera l’Iran come uno dei suoi più grandi fornitori di petrolio, ha snobbato gli Stati Uniti questa settimana, con un vice ministro degli esteri cinese che ha sostenuto che la sua nazione “si oppone all’imponente pressione e alle sanzioni economiche contro l’Iran.”

Il Giappone ha espresso la volontà di venire incontro alle richieste dell’alleato americano. cercando di tagliare le importazioni di petrolio iraniano, aumentando quelle da altri paesi del Golfo Persico, senza danneggiare l’economia nipponica.

Se la Cina è il primo importatore di petrolio dall’Iran, il Giappone è il secondo più grande acquirente del greggio iraniano.
Anche se la Cina ha respinto le pressioni americane, il premier Wen Jiabao ha in programma un viaggio dai fornitori di petrolio alternativi. Wen si recherà in visita in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, dal 14 gennaio al 19 gennaio per partecipare ad un incontro internazionale sull’energia, lo ha riferito il ministero degli esteri due giorni fa.

La Cina si trova ad essere il maggiore beneficiario dei piani statunitensi ed europei per le sanzioni, approfittando della crescente pressione per chiedere migliori condizioni di greggio all’Iraniano, dicono gli analisti.

Le sanzioni contro l’Iran rafforzare la mano cinese al tavolo dei negoziati“, ha detto Michael Wittner, responsabile di ricerche di mercato sul petrolio per la Società Generale SA di New York.

Allo stesso tempo, gli Stati Uniti stanno avendo la maggior parte dei costi per le pattuglie di sorveglianza aerea e navale nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale avviene il transito di 17 milioni di barili di greggio al giorno, quindi di circa il 20 per cento delle forniture mondiali.

La Cina, il 2° importatore mondiale di petrolio dopo gli Stati Uniti, gode di una protezione per le rotte di navigazione senza pagare un centesimo,” – lo ha detto in un’intervista l’ammiraglio in pensione Dennis Blair, ex direttore della National Intelligence.  “La sorveglianza della regione impone un costo su di noi e i cinesi ne beneficiano“, ha detto Blair in un’intervista. Dei funzionari iraniani hanno recentemente minacciato di chiudere il passaggio, se Stati Uniti ed Europa applicassero dure sanzioni sul petrolio.
L’esercito americano sta facendo volare i propri droni ogni tre giorni in missioni di 24 ore nello Stretto di Ormuz e nel Golfo Persico mentre gli aerei di sorveglianza P-3 della Lockheed Martin Corp. sono impegnati in ricognizioni di circa 12 ore l’una, secondo quanto riferiscono il capo delle Operazioni Navali, l’ammiraglio Jonathan Greenert e il Capitano della Marina Jim Hoke.

I dirigenti cinesi che si occupano di petrolio attendono per chiedere una riduzione dei prezzi del greggio iraniano, secondo Mark Dubowitz, direttore del Progetto Energia Iraniano presso la Fondazione per la Difesa delle Democrazie, un gruppo di sostegno a Washington. Dubowitz stima che se la Cina fosse l’unico acquirente di greggio  iraniano rimanente, potrebbe avere fino al 40 per cento sconto.

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