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  • Il Pentagono ‘è preparato’: gli Stati Uniti si accingono all’Operazione Iranian Freedom?

[19.01.2012] trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks

RT – Washington è pronta a impegnarsi in una guerra sullo stretto di Hormuz in qualsiasi momento, lo dice il Pentagono. Alcuni osservatori dicono che la pericolosa mossa viene vista come lontana dal peggiore dei casi in America, soprattutto dai suoi falchi.

The US Navy's USS Carl Vinson aircraft carrier (Reuters / Siu Chiu)

Le truppe americane nella regione del Golfo Persico non hanno necessità di aumentare per un possibile conflitto militare con l’Iran, lo ha detto il Segretario alla Difesa [statunitense] Leon Panetta mercoledì [18.01.2012].

Non stiamo facendo nessun passo speciale a questo punto al fine di affrontare la situazione. Questo perché, francamente, siamo perfettamente pronti ad affrontare questa situazione adesso“, ha spiegato Panetta.

Gli Stati Uniti dicono che attaccheranno l’Iran se cercherà di bloccare lo stretto di Hormuz, un percorso cruciale per il transito del petrolio regionale. Teheran ha minacciato di interrompere il traffico attraverso lo Stretto in risposta alla crescente pressione, comprese le minacce, le sanzioni e soprattutto un attacco aereo sui suoi impianti nucleari, che Israele e gli Stati Uniti dicono sia sul tavolo.

La US Navy ha due gruppi d’attacco di portaerei nella regione al momento, che presumibilmente eseguono un giro di routine. Le truppe statunitensi sono di stanza in un certo numero di paesi vicini, tra cui gli Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait e altri paesi del Golfo.

La retorica di Panetta di esser pronto per la guerra era malvista da Pechino. Il portavoce del ministero degli esteri cinese Liu Weimin giovedì [19.01.2012] commentato che “le sanzioni e le minacce militari non aiuteranno a risolvere il problema ma solo ad aggravare la situazione“.

La Russia detiene una posizione analoga sul conflitto che sta fermentando. “Quello che gli Stati occidentali […] vanno ad aggiungere mentre adottano le loro ulteriori sanzioni unilaterali contro l’Iran non ha nulla in comune con il desiderio di mantenere la non proliferazione nucleare di un regime risoluto,” ha messo in guardia il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, nella sua conferenza Q&A di mercoledì.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi ha ribadito che Teheran vuole colloqui sulla questione nucleare, che le potenze occidentali citano come motivo principale per le sanzioni contro il paese. Ma, Salehi ha sostenuto che spetta alle altre parti, in particolare agli Stati Uniti e all’Unione europea, organizzare tempi e luoghi per un incontro.

Noi vogliamo pace e tranquillità nella regione“, ha detto Salehi durante una visita in Turchia. “Chiedo a tutti i paesi della regione, per favore, non lasciatevi trascinare in una posizione pericolosa.”

Allo stesso tempo, il capo della politica estera e della sicurezza dell’Unione Europea, Catherine Ashton, ha detto ai giornalisti che un tale incontro non è in preparazione al momento.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama è sotto pressione dai falchi nazionali perchè si attacchi l’Iran, secondo l’analista politico Igor Khokhlov dell’Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali.

Ci sono un sacco di dati che sia l’esercito statunitense e israeliano hanno ottenuto un accordo da Obama che l’attacco avrà luogo a meno che l’Iran smantelli completamente il suo programma nucleare“, ha detto [Igor Khokhlov] a RT.
I piani per l’attacco sono stati sviluppati sin dai primi anni dell’amministrazione Obama, secondo fonti di diverse organizzazioni indipendenti che attualmente fanno un monitoraggio della situazione“.

E mentre qualche preoccupazione circa il controverso programma nucleare iraniano esiste in tutto il mondo, includendo Cina e Russia, il vero obiettivo per gli Stati Uniti è un cambiamento di regime in Iran e l’installazione di un governo fantoccio a Teheran, crede l’analista.

Dato per certo il fatto che ci sia una grande influenza israeliana sulla politica estera degli Stati Uniti, credo che il vero obiettivo sia quello di trascinare l’Iran in una guerra su vasta scala con gli Stati Uniti e i suoi  potenti alleati. Gli Stati Uniti vogliono invadere l’Iran e sostituire il governo attuale, anti-americano e anti-israeliano, con uno nuovo che sarà suo alleato“, ha dichiarato Khokhlov.

Tale conflitto avrebbe una scala maggiore e una maggiore perdita di vite umane che l’invasione dell’Iraq o dell’Afghanistan, ritiene l’esperto.

L’America ha veramente pochi dati di intelligence solidi e affidabili su ciascuno dei siti nucleari iraniani e così i loro bombardamenti dovranno essere estesi e di lungo periodo, un po’ come la campagna di Jugoslavia 13 anni fa, e le aree intorno ai siti sospetti saranno trasformati in un paesaggio lunare“, ha spiegato.

L’inquieta tensione nella regione potrebbe provocare un conflitto che correrebbe sfrenatamente anche contro la volontà delle parti coinvolte“, avverte Philip Giraldi, ex funzionario della CIA, che è attualmente il direttore esecutivo del Consiglio per l’interesse nazionale, un think-tank. “La peggiore delle ipotesi sarebbe una guerra mondiale“, dice.

Il problema è che l’Iran è circondato da un certo numero di paesi che sono essenzialmente ostili a lei, e alcuni di loro sono armati con l’atomica. Si tratta di un calderone perfetto per iniziare qualcosa con un incidente relativamente minore che si intensifica e si intensifica e si intensifica e finisce come una grande guerra “, ha detto a  RT.

http://rt.com/news/iran-conflict-us-ready-179/

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  • Pentagon ‘prepared’: US set for Operation Iranian Freedom?

[19.01.2012]

RT – Washington is prepared to engage in war over the Strait of Hormuz at any moment, the Pentagon says. Some observers say the dangerous move is being viewed as a far from worst-case scenario in America, especially by its hawks.

­American troops in the Persian Gulf region do not require any build-up for a possible military conflict with Iran, Defense Secretary Leon Panetta said Wednesday.

“We are not making any special steps at this point in order to deal with the situation. Why? Because, frankly, we are fully prepared to deal with that situation now,” Panetta explained.

The US says it will attack Iran if it tries to block the Strait of Hormuz, a crucial route for regional oil transit. Tehran has threatened to stop traffic through the Strait in response to mounting pressure, including threats, sanctions and particularly an air strike on its nuclear facilities, which Israel and the US say are on the table.

The US Navy has two aircraft carrier strike groups in the region at the moment, presumably performing a routine rotation. US troops are also stationed in a number of nearby countries, including the United Arab Emirates, Qatar, Kuwait and other Gulf nations.

Panetta’s ready-for-war rhetoric was frowned upon by Beijing. China’s foreign ministry spokesman Liu Weimin commented on Thursday that “sanctions and military threats will not help solve the problem but only aggravate the situation.”

Russia holds a similar position on the brewing conflict. “What Western states […] have been adding as they adopt their additional unilateral sanctions against Iran has nothing in common with the desire to keep the nuclear weapons nonproliferation regime unshaken,” Russia’s Foreign Minister, Sergey Lavrov, warned at his Q&A conference on Wednesday.

Meanwhile, Iranian Foreign Minister Ali Akbar Salehi has reiterated that Tehran wants talks on the nuclear issue, which Western powers cite as the main motive for sanctions against the country. But, Salehi maintained, it is up to the other parties, particularly the US and EU, to arrange a time and place for a meeting.

“We want peace and tranquility in the region,” Salehi said during a visit to Turkey. “I am calling to all countries in the region, please don’t let yourselves be dragged into a dangerous position.”

At the same time, the EU’s foreign policy and security chief, Catherine Ashton, told journalists such a meeting is not being prepared at the moment.

US President Barack Obama is being pressured by domestic hawks to attack Iran, according to political analyst Igor Khokhlov from the Institute of World Economy and International Relations.

“There is a lot of data that both the US and the Israeli military have gotten agreement from Obama that the attack will take place unless Iran totally dismantles its nuclear program,” he told RT. “The plans for this attack have been developed since the early years of Obama’s administration according to sources at several independent organizations currently monitoring the situation.”

And while some real concern about the controversial Iranian nuclear program does exist all over the world, including China and Russia, the real objective for the US is regime change in Iran and installing a puppet government in Tehran, analyst believes.

“Given the fact that there is a great deal of Israeli influence over US foreign policy, I believe that the real objective is to draw Iran into a full-scale war with the US and its mighty allies. The United States wants to invade Iran and replace the existing anti-American and anti-Israeli government with a new one that would be its ally,” Khokhlov said.

Such a conflict would be on a greater scale and result in greater loss of life than the invasion of Iraq or Afghanistan, the expert believes.

“America does have very little hard and reliable intelligence data about each of the Iranian nuke sites and so their bombing will have to be extensive and long, kind of like a Yugoslavian campaign back 13 years ago, and the areas around the suspected sites will have to be turned into a Lunar landscape,” he explained.

The uneasy tension in the region may result in a conflict running amok even against the wishes of the parties involved, warns Philip Giraldi, an ex-CIA officer who is currently the executive director of the Council for the National Interest think-tank. The worst-case scenario would be a world war, he says.

“The problem is that Iran is surrounded by a number of countries which are essentially hostile to it, and some of them are nuclear armed. This is a perfect cauldron for starting something with a relatively minor incident that escalates and escalates and escalates and winds up as a major war,” he told RT.

http://rt.com/news/iran-conflict-us-ready-179/

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