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  • Presunto drone di Hezbollah esplode in base aerea israeliana segreta (ITA-ENG)

di Richard Silverstein

[29.01.2012] trad. di C. Rakovsky per GilGuySparks

Un rapporto esclusivo da una fonte confidenziale di alto rango israeliana dice che un drone trappola esplosivo si è schiantato ed è saltato in aria alla base aerea israeliana segreta di Sdot Micha.
Sdot Micha
è la sede dell’arsenale missilistico israeliano, compresi i suoi Jericho, missili a lungo raggio in grado di colpire l’Iran.
Ci sono stati testimoni oculari, civili e militari, dello schianto, avvenuto all’interno della recinzione perimetrale della struttura, che copre una vasta area alle porte di Bet Shemesh.


I testimoni oculari e il desiderio di Israele di evitare la pressione per una vendetta contro gli iraniani, hanno richiesto la pubblicazione di una storia mediatica di copertura. La storia sostiene che un sofisticato drone israeliano si sarebbe schiantato nei pressi dell’insediamento di Yesodot, a 10 miglia da Sdot Micha. Israele afferma, anche, che il drone era decollato dalla base aerea di Tel Nof. Testimoni oculari avrebbero potuto essere in grado di produrre la documentazione video della posizione precisa dello schianto, se non fosse stata sequestrata dall’esercito israeliano.

La storia di copertura mi ricorda, in aspetti cruciali, un fatto analogo diffuso dagli Stati Uniti, quando essi persero il controllo del loro sofisticato drone sul territorio iraniano. E fecero tutto quanto era in loro potere per far credere al mondo che il drone si fosse schiantato per caso e negammo con veemenza che fosse stato abbattuto da capacità iraniane di guerra elettronica. Più abbiamo negato, più la gente ha creduto che stavamo protestando troppo.


Anche se lo schianto di un drone all’interno di Israele sembra avere dappertutto impronte digitali dell’Iran (che avrebbe avuto certamente il movente più grande), è difficile credere che l’Iran sia in grado di far volare un drone per 1.000 miglia con tale precisione. Quindi la colpa, inevitabilmente, cade su Hezbollah, un alleato siriano-iraniano, che si procura spesso le sue armi più avanzate dall’Iran.
Hezbollah avrebbe mai lanciato il drone dal Libano meridionale. Ma trovo improbabile che sia in grado di gestire il know-how tecnologico per portare questa operazione a termine senza l’assistenza dell’ingegneria iraniana.

Non ci sono state vittime israeliane e l’esplosione del drone non ha causato danni significativi alla base. Ma il fatto stesso che l’Iran o i suoi alleati abbiano intensificato la guerra psicologica di nervi in una ​​maniera che produrrà l’aumento della tensione all’interno di Israele una volta che la vera storia sarà nota. Confermerà tra i falchi come Bibi, Barak e Bogie Yaalon l’imperativo di attaccare l’Iran. Anche l’uomo medio israeliano della strada sarà molto più disposto ad accettare la guerra, dato questo nuovo livello di minaccia.
Ma la “bellezza” (se una tale parola è appropriata) dell’attacco di un drone è che, come l’assassinio da parte del Mossad di scienziati nucleari, è difficile capire con precisione chi si debba incolpare per l’attacco. In questo senso, si alza la tensione, ma in maniera attentamente calibrata.

Il fatto che Israele non sia in grado di rilevare una tale minaccia e fermarla prima che provochi danni, indica anche alcune deficienze nei sistemi di difesa di Israele. Effettivamente, i droni sono difficili da difendere e Iran/Hezbollah potrebbero non averne molti a loro disposizione. Ma chiaramente possono fare danni significativi, come abbiamo visto dagli attacchi dei droni statunitensi in Pakistan.
Immaginate un drone dotato di una testata (quello attuale è sembrava essere solo una trappola esplosiva, ma non era dotato di una testata o missile) che prendendo di mira Kirya [antico nome ebraico di Gerusalemme]?
Questa, naturalmente, sarebbe la prossima fase di sviluppo e una che Israele potrebbe aspettarsi in un futuro non troppo lontano. Certamente, un passo molto più sofisticato che il mero precipare di un drone in una base aerea. Ma non oltre il regno del possibile per gli ingegneri iraniani ad un certo punto.

Ho sempre sostenuto che c’è un prezzo da pagare per la campagna di black ops israeliane contro l’Iran. In questo caso, il prezzo è stato molto basso. Ma non sarà sempre così. C’è sempre un prezzo da pagare. L’unica domanda è quando si dovrà pagare e quanto.

http://www.richardsilverstein.com/tikun_olam/2012/01/29/drone-explodes-inside-secret-israeli-airbase/

http://www.gilad.co.uk/writings/likely-hezbollah-drone-explodes-at-secret-israeli-airbase.html


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  • Likely Hezbollah Drone Explodes at Secret Israeli Airbase

[30.01.2012] di Richard Silverstein

sdot micha airbaseAn exclusive report from a confidential highly-placed Israeli source says that a booby-trapped drone crashed and exploded at the top-secret Israeli airbase Sdot Micha.  Sdot Micha (also profiled here) is the home of the Israeli missile arsenal including its long-range Jerichos capable of striking Iran.  There were civilian and military eyewitnesses to the crash, which happened within the perimeter fence of the facility, which covers a large area just outside Bet Shemesh.

The eyewitnesses and Israel’s wish to avoid pressure to retaliate against the Iranians, necessitated the publication of a media cover story.  The story claims an advanced Israeli drone crashed near the Yesodot moshav, 10 miles from Sdot Micha.  Israel also claims the drone took off from Tel Nof airbase.  Eyewitnesses may be able to produce video documentation of the precise location of the crash unless it is impounded by the IDF.

The cover story reminds me in crucial ways of a similar one put out by the U.S. when it lost control of its advanced drone inside Iran.  It did everything in its power to make the world believe that the drone crashed by accident and we vehemently denied it was brought down by Iranian electronic warfare capability.  The more we denied the more people believed we were protesting too much.

Though crashing a drone inside Israel would appear to have Iran’s fingerprints all over it (they would certainly have greatest motivation), it’s hard to believe that Iran could fly a drone 1,000 miles with such precision.  So blame will inevitably fall upon Hezbollah, a Syrian-Iranian ally, which often procures its most advanced weaponry from Iran.  Hezbollah would’ve launched the drone from southern Lebanon.  But I find it unlikely it could master the technological know-how to bring this off without Iranian engineering assistance.

An Israeli army Heron TP drone (Pic: AP)

There were no Israeli casualties and the drone explosion caused no significant damage at the base.  But the very fact that Iran or its allies have escalated the psychological war of nerves in such a fashion will raise the temperature inside Israel once the true story is known.  It will confirm among the hawks like Bibi, Barak and Bogie Yaalon the imperative to attack Iran.  And the average Israeli man in the street will be that much more accepting of war given this new level of threat.  But the “beauty” (if such a phrase is appropriate) of a drone attack is that, like the Mossad assassination of nuclear scientists, it’s hard to figure out precisely who is to blame for the attack.  In that sense, it raises the temperature, but does so in a carefully calibrated way.

The fact that Israel could not detect such a threat and stop it before it did its damage indicates also some gaps in Israel’s defensive systems.  Admittedly, drones are hard to defend against and Iran/Hezbollah may not have many at their disposal.  But they clearly can do significant damage as we’ve seen from U.S. drone strikes in Pakistan.  Imagine a drone equipped with a warhead (the current one appeared only to be booby-trapped, but not equipped with a warhead or missile) taking aim at the Kirya?  That, of course, would be the next stage of development and one Israel might expect in the not too distant future.  Certainly, a far more sophisticated step than merely crashing a drone into an airbase.  But by no means beyond the realm of possibility for Iranian engineers at some point.

I have always argued that there is a price to pay for Israel’s black ops campaign against Iran.  In this case, the price was very low.  But it will not always be so.  There’s always a price to pay.  The only question is when you’ll have to pay and how much.

http://www.richardsilverstein.com/tikun_olam/2012/01/29/drone-explodes-inside-secret-israeli-airbase/

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