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  • L’Iran si prepara alla guerra? (ITA-ING)

La Voce della Russia

[03.02.2012] di Ilya Kharlamov (trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks)

Un conflitto militare [in Iran] potrebbe essere nei piani, [il professor Sergei Druzhilovsky dello Stato di Mosca, Istituto di Relazioni Internazionali] dice, riferendosi ad Afghanistan, Iraq e Libia dove l’esercito statunitense praticato scenari militari costituiti da attacchi blitzkrieg ed estremamente precisi. Il problema, tuttavia, è che, a differenza dell’Iraq e dell’Afghanistan, l’Iran non ha un quinta colonna, un gruppo di persone che sono, insieme con l’America, pronte a rovesciare il regime.

Se queste teste calde ignorassero gli avvertimenti della Russia, della Cina e degli altri membri responsabili della comunità internazionale e decidessero l’intervento militare contro l’Iran, le conseguenze sarebbero gravi. Questo porterebbe con sé non solo un conflitto regionale, ma anche una catastrofe umanitaria nell’intero Medio Oriente. Questa è una minaccia per la stabilità internazionale“.

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha detto venerdì che a partire da marzo 2012 Teheran aumenterà la sua spesa militare del doppio. Nel frattempo, bombardieri strategici degli Stati Uniti sono già stati dispiegati in Qatar come segnale che un’operazione militare dei paesi occidentali e Israele contro l’Iran potrebbe essere nei piani. Le sue ripercussioni regionali e globali saranno imprevedibili, avvertono gli esperti.

Gli Stati Uniti e i suoi alleati continuano a inviare truppe e materiali militari nella regione del Golfo. Altri militari sono stati dispiegati sull’isola di Masirah in Oman, dove è in funzione una base militare americana. Inoltre, più di 10.000 soldati statunitensi sono stati posti di stanza in Israele per testare il sistema di difesa missilistico di questo paese del Medio Oriente. Altri 15.000 militari statunitensi sono stati dislocati in Kuwait.

Centinaia di bombe perforanti cemento sono state fornite ad una base militare statunitense sull’isola di Diego Garcia nell’Oceano Indiano e i gruppi di combattimento di due portaerei americane  sono attualmente in missione nel Golfo. Essi dovrebbero essere rafforzati da una portaerei ulteriore [la USS Enterprise], dal sottomarino Annapolis a propulsione nucleare e dal cacciatorpediniere Momsen. Una base militare americana in Qatar vede già lo stazionamento di bombardieri, di diversi aerei cargo e di droni a lungo raggio. Nel frattempo, Francia e Gran Bretagna hanno inviato loro truppe negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita.

Tutto ciò indica la volontà di Stati Uniti e  Israele di tenersi pronti ad usare la forza contro l’Iran, sostiene il professor Sergei Druzhilovsky dell’Istituto di Stato sulle Relazioni Internazionali di Mosca.

Un conflitto militare [in Iran] potrebbe essere nei piani, dice, facendo riferimento ad Afghanistan, Iraq e Libia dove l’esercito statunitense ha messo in atto scenari militari costituiti da attacchi estremamente precisi e blitzkrieg.
Il problema, tuttavia, è che, a differenza dell’Iraq e dell’Afghanistan, l’Iran non ha un quinta colonna, un gruppo di persone che sono, insieme con l’America, pronte a rovesciare il regime.
A questo proposito, gli attacchi aerei contro l’Iran su punti precisi sono irrilevanti, perché non c’è nulla da bombardare nella Repubblica islamica, e perché l’obiettivo principale è quello di deporre il regime che rimane enormemente irritante sia per l’America che per l’Occidente nel suo complesso. E la questione è se il popolo iraniano sia pronto a difendersi da un’aggressione o no“, conclude Druzhilovsky.
Nel frattempo, un’agenzia di intelligence israeliana ha affermato che l’Iran ha abbastanza uranio arricchito da costrure almeno quattro bombe atomiche, e che le dichiarazioni di Teheran sulla natura pacifica del suo programma nucleare sono poco più di un bluff. Tale disinformazione è necessaria per offuscare l’immagine politica dell’Iran e giustificare un’operazione militare contro la Repubblica islamica, crede Vladimir Sotnikov dalla sede dell’Istituto di Studi Orientali a Mosca.
In un’intervista con la Voice of Russia in onda venerdì, ha anche detto che un’operazione militare contro l’Iran è probabile.

La situazione è tesa, e l’inizio di un’operazione militare da Israele o dagli Stati Uniti contro l’Iran potrebbe essere in vista,” – sostiene Sotnikov – “D’altra parte, l’inizio di una fase attiva della campagna pre-elettorale negli Stati Uniti potrebbe richiedere che il Presidente Obama decida contro il coinvolgimento in un altro conflitto militare, ora che tali conflitti in Iraq e in Afghanistan sono ancora da risolvere.
Quanto a Israele, potrebbe anche ricorrere all’uso della forza contro l’Iran, che si ritiene il più grande nemico di Israele.  Nel frattempo, dure sanzioni, che in precedenza diedero giusto una pacca alla Repubblica Islamica, hanno già danneggiato l’economia iraniana. Se queste teste calde ignorassero gli avvertimenti della Russia, della Cina e degli altri membri responsabili della comunità internazionale e decidessero l’intervento militare contro l’Iran, le conseguenze sarebbero gravi. Questo porterebbe con sé non solo un conflitto regionale, ma anche una catastrofe umanitaria nell’intero Medio Oriente. Questa è una minaccia per la stabilità internazionale“, avverte Sotnikov.

Anche le implicazioni economiche saranno imprevedibili, perché i prezzi globali del petrolio andranno tutti sicuramente alle stelle, dicono gli analisti, aggiungendo che l’embargo della UE sul petrolio iraniano calpesta in maniera pesante sia gli interessi dell’Iran e che quelli dei paesi dell’UE.

Sebbene evitare un nuovo conflitto militare sia ancora possibile, le speranze stanno svanendo ogni giorno che passa. Il 21 febbraio è previsto l’arrivo a Teheran di una delegazione di esperti dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA) per discutere del programma nucleare iraniano. Herman Nackaerts, capo della delegazione Aiea, ha detto che l’AIEA vuole che Teheran approfondisca tutte le questioni controverse relative al suo programma atomico. Molti restano pessimisti sui risultati della discussione, dato il recente rapporto dell’AIEA nel quale il cane da guardia sul nucleare delle Nazioni Unite ha affermato che il programma atomico iraniano mira ad ottenere un’arma nucleare.

http://english.ruvr.ru/2012/02/03/65251124.html

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  • Iran bracing for war?
Feb 3, 2012 16:18 Moscow Time

“A military conflict [in Iran] may well be in cards, [Professor Sergei Druzhilovsky of the Moscow State Institute of International Relations] says, referring to Afghanistan, Iraq and Libya where the US military practiced military aspects of blitzkrieg and pinpoint attacks. The problem, however, is that unlike Iraq and Afghanistan, Iran has no fifth column, a group of people who are, along with America, ready to topple the regime.

“If these hotheads ignore warnings by Russia, China and other responsible members of the international community and decide on military intervention against Iran, the consequences will be serious. This is fraught with not only a regional conflict but a humanitarian catastrophe in the entire Middle East as well. This is a threat to international stability.”

Iranian President Mahmoud Ahmadinejad said on Friday that as of March 2012, Tehran will increase its military spending by more than two-fold. Meanwhile, US strategic bombers have already been deployed in Qatar in a sign that a military operation of Western countries and Israel against Iran may be on cards. Its regional and global repercussions will be unpredictable, experts warn.

The United States and its allies continue to dispatch troops and military hardware to the Gulf region. More servicemen have been deployed to the Omani island of Masirah where a US military base is operating. Additionally, more than 10,000 US soldiers have been stationed in Israel to test this Middle Eastern country’s missile defense system. Another 15,000 US servicemen have been based in Kuwait.

Hundreds of concrete-piercing bombs have been supplied to a US military base on the Diego Garcia in the Indian Ocean, and two US aircraft carrier battle groups are currently on a mission in the Gulf.  They are expected to be strengthened by one more aircraft carrier, the Annapolis nuclear-powered submarine and the Momsen destroyer. A US military base in Qatar already sees the stationing of several bombers, cargo planes and long-range drones. In the meantime, France and Britain have also dispatched their troops to the United Arab Emirates and Saudi Arabia.

All this indicates the US’ and Israel’s readiness to use force against Iran, believes Professor Sergei Druzhilovsky of the Moscow State Institute of International Relations.

A military conflict [in Iran] may well be on cards, Druzhilovsky says, referring to Afghanistan, Iraq and Libya where the US military practiced military aspects of blitzkrieg and pinpoint attacks. The problem, however, is that unlike Iraq and Afghanistan, Iran has no fifth column, a group of people who are, along with America, ready to topple the regime. In this regard, pinpoint air strikes on Iran are irrelevant because there is nothing to bomb in the Islamic Republic, and because the main goal is to depose the regime which remains a major irritant both for America and the West. And the question is whether Iranian people are ready to fend off an aggression or not,” Druzhilovsky concludes.

Meanwhile, Israeli intelligence agency has alleged that Iran has enough enriched uranium to make at least 4 atom bombs, and that Tehran’s statements on a peaceful nature of its  nuclear program are little more than a bluff. Such misinformation is needed to tarnish Iran’s political image and justify a military operation against the Islamic Republic, believes Vladimir Sotnikov from the Moscow-based Institute for Oriental Studies. In an interview with the Voice of Russia aired on Friday, he also said that the military operation against Iran is likely.

The situation is tense, and the beginning of a military operation of Israel or the United States against Iran may be in the offing, – Sotnikov says. – On the other hand, the start of an active phase of the pre-election campaign in the US may prompt President Obama to decide against getting involved in another military conflict now that such conflicts in Iraq and Afghanistan are yet to be resolved. As for Israel, it may well refer to the use of force against Iran which is believed to be Israel’s arch-foe. Meanwhile, harsh sanctions, which were earlier slapped on the Islamic Republic, have already damaged the Iranian economy. If these hotheads ignore warnings by Russia, China and other responsible members of the international community and decide on a military interference against Iran, the consequences will be serious. This is fraught with not only a regional conflict but a humanitarian catastrophe in the entire Middle East as well. This is a threat to international stability,” Sotnikov warns.

Economic implications will also be unpredictable because global oil prices are all but sure to skyrocket, analysts say, adding that the EU embargo on Iranian oil will ride roughshod over interests of both Iran and EU countries.

Although avoiding a new military conflict is still possible, hopes are fading with every passing day. On February 21, a delegation  of International Atomic Energy Agency (IAEA) experts is due to arrive in Tehran to discuss Iran’s nuclear program. Herman Nackaerts, head of the IAEA delegation, said that the IAEA wants Tehran to elaborate on all contentious issues pertaining to its atomic program. Many remain downbeat about the results of the discussion given a recent report by the IAEA where the UN nuclear watchdog alleged that Iran’s nuclear program aims to obtain a nuclear weapon.

http://english.ruvr.ru/2012/02/03/65251124.html

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