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[26.02.2012]  trad. Vera Zasulich  per GilGuySparks

WASHINGTON, 25 feb (Xinhua) – Nonostante l’affermazione degli ispettori sul nucleare delle Nazioni Unite che l’Iran abbia accelerato il suo programma di arricchimento dell’uranio, le agenzie di intelligence statunitensi continuano a credere che non ci siano prove concrete che l’Iran abbia deciso di costruire una bomba nucleare, lo ha riferito sabato un giornale statunitense.


Le recenti valutazioni delle agenzie di spionaggio statunitensi sono sostanzialmente in linea con le risultanze d’intelligence del 2007  che conclusero che l’Iran aveva abbandonato, anni prima, il suo programma sulle armi nucleari,lo ha riferito il New York Times.

La conclusione è stata ampiamente ribadita al National Intelligence Estimate 2010, e rimane opinione comune di 16 agenzie di intelligence americane, dice il rapporto.

In un rapporto pubblicato venerdì, l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) ha detto che l’Iran ha aumentato le sue riserve di uranio arricchito oltre il grado di purezza necessario ai reattori civili per produrre energia. Ha anche detto che “continua ad avere serie preoccupazioni in merito alle possibili dimensioni militari del programma nucleare iraniano“.

Anche se i funzionari di intelligence americani, israeliani ed europei sono tutti d’accordo che l’Iran stia arricchendo combustibile nucleare e sviluppando delle infrastrutture necessarie per diventare una potenza atomica, la Central Intelligence Agency (CIA) e altre agenzie di intelligence statunitensi credono che l’Iran non abbia deciso di riprendere un programma parallelo per progettare una testata nucleare il quale ritenevano fosse stato sostanzialmente interrotto nel 2003.
L’Iran insiste che il suo programma nucleare è solo per scopi civili pacifici.
Nella sua testimonianza al Senato degli Stati Uniti il 31 gennaio, James Clapper, capo della National Intelligence, ha dichiarato esplicitamente che i funzionari americani credono che l’Iran stia mantenendo le sue opzioni per un’arma nucleare, ma che non vi fosse alcuna prova che avesse preso la decisione di costruire un’arma. David Petraeus, il direttore della CIA, nella stessa udienza, fu daccordo  con tale valutazione.

Altri alti funzionari statunitensi, tra cui il segretario alla Difesa Leon Panetta e Martin Dempsey, presidente del Joint Chiefs of Staff, hanno pubblicamente fatto dichiarazioni simili di recente.

I critici della valutazione statunitense in Israele e nelle capitali europee hanno criticato la CIA per essere stata troppo prudente nella valutazione sull’Iran, perché l’agenzia sta forse compensando eccessivamente per la sua errata valutazione di intelligence del 2002 sui presunti programmi iracheni per sviluppare armi di distruzione di massa che si sono rivelate essere inesistenti, ha riferito il rapporto quotidiano.

Alcuni funzionari dell’intelligence statunitense e analisti esterni hanno un’altra spiegazione riguardo all’attività di arricchimento dell’Iran che sostiene che Teheran potrebbe cercare di rafforzare la propria influenza nella regione con la creazione di un “ambiguità strategica“, piuttosto che costruire ora una bomba.

Tuttavia, gli analisti di intelligence degli Stati Uniti hanno riconosciuto che la loro valutazione si è basata su informazioni limitate e che prevedere le intenzioni di società chiuse come l’Iran è uno dei compiti più difficili per loro, aggiunge il rapporto.

http://news.xinhuanet.com/english/world/2012-02/26/c_131431598.htm

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  • U.S. intelligence agencies see no move by Iran to build nuclear bomb: report

English.news.cn   2012-02-26

WASHINGTON, Feb. 25 (Xinhua) — Despite the claim by the United Nations’ nuclear watchdog that Iran has accelerated its uranium enrichment program, U.S. intelligence agencies continue to believe that there is no hard evidence that Iran has decided to build a nuclear bomb, a U.S. newspaper reported on Saturday.

Recent assessments by U.S. spy agencies are broadly consistent with a 2007 intelligence finding that concluded that Iran had abandoned its nuclear weapons program years earlier, The New York Times reported.

The conclusion was largely reaffirmed in a 2010 National Intelligence Estimate, and remains the consensus view of America’s 16 intelligence agencies, the report said.

In a report released on Friday, the International Atomic Energy Agency (IAEA) said Iran has increased its stockpile of uranium enriched beyond the purity level needed for civilian reactors to generate power. It also said it “continues to have serious concerns regarding possible military dimensions to Iran’s nuclear program.”

Although American, Israeli and European intelligence officials all agree that Iran has been enriching nuclear fuel and developing some necessary infrastructure to become a nuclear power, the Central Intelligence Agency (CIA) and other U.S. intelligence agencies believe that Iran has not decided to resume a parallel program to design a nuclear warhead, which they believed was essentially halted in 2003.

Iran insists that its nuclear program is only for peaceful civilian purposes.

In his testimony to the U.S. Senate on Jan. 31, James Clapper, head of U.S. national intelligence, stated explicitly that American officials believe that Iran is preserving its options for a nuclear weapon, but there was no evidence that it had made a decision to build a weapon. David Petraeus, the CIA director, agreed to this assessment at the same hearing.

Other senior U.S. officials, including Defense Secretary Leon Panetta and Martin Dempsey, chairman of the Joint Chiefs of Staff, have publicly made similar statements recently.

Critics of the U.S. assessment in Israel and European capitals have criticized the CIA for being overly cautious in its assessment of Iran, because the agency is perhaps overcompensating for its faulty intelligence assessment in 2002 about Iraq’s alleged programs to develop mass destruction weapons, which turned out to be non-existent, the newspaper report said.

Some U.S. intelligence officials and outside analysts have another explanation for Iran’s enrichment activity, saying Tehran could be seeking to enhance its influence in the region by creating “strategic ambiguity” rather than building a bomb now.

Still, U.S. intelligence analysts acknowledged that their assessment was based on limited information, and divining the intentions of closed societies such as Iran is one of the most difficult tasks for them, the report added.

http://news.xinhuanet.com/english/world/2012-02/26/c_131431598.htm

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