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[10.03.2012] di Lawrence Davidson

trad. di Levred; revisione di Leslie Reggio per GilGuySparks

Ancora una volta la comunità di intelligence ha detto al potere costituito  che l’Iran non è impegnato in un programma di sviluppo di armi nucleari. E ancora una volta gli uomini e le donne al Congresso e alla Casa Bianca hanno insistito sul fatto che queste tradizionali fonti di informazione si sbagliano  e che le versioni che giungono da altre fonti (in questo caso dal governo israeliano e dai suoi agenti di particolare interesse a Washington) sono più corrette.

Una analisi

 di Lawrence Davidson

 Fare lo stesso errore due volte

Si stima che fino a un milione di persone siano morte in seguito alla decisione di George Bush Jr. di invadere l’Iraq. Secondo Bush quella decisione fu presa sulla base di “informazioni di intelligence erronee.” Questo è il modo in cui l’ex-presidente scarica la colpa. La decisione fu presa per l’ostinazione del signor Bush nel ritenere che le accurate informazioni di intelligence che venivano dalle fonti tradizionali fossero false e che le bugie che gli venivano dette da altre parti erano vere.

Ora c’è l’Iran. Ancora una volta la comunità di intelligence ha detto al potere costituito che l’Iran non è impegnato in un programma di sviluppo di armi nucleari. E ancora una volta gli uomini e le donne al Congresso e alla Casa Bianca hanno insistito sul fatto che queste tradizionali fonti di informazione si sbagliano e che le versioni che giungono da altre fonti (in questo caso dal governo israeliano e dai suoi agenti di particolare interesse a Washington) sono più corrette.
Come nel 2003, allo stesso modo avviene nel 2012. Sembra che i politici vogliano veder scorrere il sangue. Ci si chiede quanti morti e mutilati li soddisferanno. Forse li soddisferanno un milione di morti iraniani.

L’unica differenza è che oggi abbiamo un presidente che esita ad andare in guerra in questo momento. Come l’ha messa  il generale Martin Dempsey, presidente dello Stato Maggiore congiunto, la principale differenza tra gli USA e Israele, in merito ad un’azione militare contro l’Iran, è la tempistica. Per il presidente Obama, prima viene la “diplomazia” degli ultimatum, combinati con sanzioni draconiane, e poi viene il massacro. Che forse arriverà durante il suo previsto secondo mandato.

Ho scritto su questo argomento più di una volta prima ed è difficile trovare qualcosa di nuovo da dire. Tuttavia, visto il corso degli eventi, ciò che è stato detto prima merita di essere ripetuto. Pertanto, sotto si trova un pezzo originariamente pubblicato il 10 giugno 2011, ma modificato dove necessario, per aggiornarlo alla data di oggi.

Parte I – Esiste un programma iraniano di armamento nucleare?

Venerdì 3 giugno 2011, il reporter investigativo Seymour Hersh ha rilasciato un‘intervista ad Amy Goodman per il programma radiofonico Democracy Now! L’argomento era se l’Iran stia o no sviluppando armi nucleari.
Hersh rispose a questa domanda per Goodman in maniera definitiva, come fece poco dopo in un dettagliato pezzo per il New Yorker (6 giugno 2011) dal titolo “L’Iran e la bomba: quanto è reale la minaccia?“.
La sua risposta: non c’è alcun programma iraniano di sviluppo di armi nucleari. Non c’è una minaccia. Questa posizione è stata confermata da due [documenti federali ndr] National Intelligence Estimates (NIEs) sulla questione dell’Iran e delle armi nucleari. Questi [documenti ndr] hanno espresso l’opinione collettiva di 16 agenzie di intelligence degli Stati Uniti. La conclusione unanime è stata che “non vi è alcuna prova di militarizzazione [del programma nucleare civile ndr].” Questo è stato riconfermato a metà febbraio 2012 da una serie di alti capi dell’intelligence statunitense comparsi di fronte alla Commissione Intelligence del Senato per esporre la loro relazione annuale sulle “minacce mondiali attuali e future” alla la sicurezza nazionale.

Hersh colloca la sua interpretazione della questione nello scenario dell’invasione dell’Iraq nel 2003. In quel caso non vi era alcuna prova credibile di armi di distruzione di massa eppure c’erano alti funzionari del governo che andavano in giro a parlare di una prossima guerra mondiale e di funghi atomici sulle città americane. Sia il Congresso degli Stati Uniti sia la popolazione in generale credettero ciecamente a questa propaganda bellica. Hersh ovviamente teme una ripetizione di quello scenario. Così, nella sua intervista, diceva: “è come se fossimo di nuovo nel 2003. Non c’è proprio alcuna prova interna seria che l’Iran…stia facendo qualcosa per costruire armi nucleari …. Dunque, il fatto è che abbiamo un programma di sanzioni congegnato per impedire agli iraniani di costruire armi che non stanno costruendo.

Nel 2003 questo tipo di sanzioni, applicate all’Iraq, insieme alla campagna di disinformazione che le accompagnava, ha portato ad una guerra tragica e inutile. Stiamo ora ripetendo tutto da capo? Come Amy Goodman ha sottolineato, “la Casa Bianca di Obama ha ripetutamente fatto riferimento al programma nucleare iraniano come a una minaccia per il mondo“.
Il presidente Obama ha detto ciò  nel discorso del 22 Maggio 2011 davanti all’AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) e di nuovo in quello del 4 Marzo 2012 davanti alla stessa organizzazione. In quest’ultima occasione Obama ha detto alla platea: “Ho detto che se si tratta di impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare, non escluderò alcuna opzione, e lo dico seriamente. Cosa che comprende ogni elemento della potenza americana: un impegno politico volto a isolare l’Iran uno sforzo economico che imponga sanzioni paralizzanti e, sì, uno sforzo militare per essere preparati ad ogni evenienza.
Tutto questo per qualcosa che semplicemente non sta accadendo.

Se le cose stanno in questo modo, di cosa diavolo stava parlando il presidente Barack Obama quando era di fronte all’AIPAC? E di cosa parlano i membri del Congresso quando affrontano questo stesso problema? La stragrande maggioranza di essi prende la stessa posizione, non del presidente Obama, ma del presidente israeliano Benjamin Netanyahu che ritiene che Obama sia debole e ingenuo e che si dovrebbe fare la guerra contro l’Iran ora . Inoltre, questo morboso fantasticare sulle ambizioni nucleari iraniane ha catturato l’attenzione della stampa tradizionale. Amy Goodman ha interrogato Hersh su un report del New York Times (del 24 maggio 2011) che affermava che “l’agenzia globale di ispezione nucleare mondiale [l'AIEA] ha rivelato per la prima volta di possedere le prove che Teheran ha lavorato su una sofisticatissima tecnologia di innesco nucleare che gli esperti hanno detto poter essere utilizzata per un solo scopo: quello di far esplodere un’arma nucleare“.
Hersh ha immediatamente fatto notare che la parola “prova” non c’era proprio nel rapporto dell’AIEA e, a quanto pare, il tipo di innesco nucleare al quale si riferiva il New York Times è talmente carico di problemi tecnici che, secondo Hersh, “non c’è alcuna prova che chiunque, essendo sano di mente, sentirebbe il bisogno di utilizzare quel tipo di innesco.
Allora, cosa diavolo ci racconta il New York Times?

Parte II – Che cosa è reale?

Domanda uno e due: Le domande sul programma nucleare iraniano non sono indefinite. Esse hanno risposte reali. In primo luogo, l’Iran sta sviluppando l’energia nucleare? La risposta a questa è un sì definitivo. Nessuno, iraniano o altri, lo nega. Il loro scopo in questo caso è la produzione di energia e di cure mediche. Tutto questo è legale.
In secondo luogo, sta sviluppando armi nucleari? Secondo tutti gli esperti affidabili all’interno delle agenzie di intelligence, sia degli Stati Uniti sia dell’Europa, la risposta è no. Queste risposte descrivono la realtà in relazione all’Iran e alle sue attività nucleari.

Domanda tre: La questione veramente importante. Perché i politici americani e i capi militari si rifiutano di accettare la realtà riguardo a questo problema? Dev’esserci una risposta anche a questa domanda. E le persone intelligenti che indagano su queste questioni dovrebbero essere in grado di arrivarci. Mi considero in questo gruppo, e così ho intenzione di azzardare una mia risposta.

Risposta alla domanda numero tre: si tratta di politica. Ma non solo di quella degli Stati Uniti. Altri hanno contribuito a scrivere la sceneggiatura. Questi altri possono essere identificati chiedendosi a chi i funzionari americani promettono di inseguire la favola delle armi nucleari iraniane? La promessa del presidente si rivolgeva all’AIPAC e agli israeliani. I membri del Congresso hanno fatto lo stesso.

Parte III – I timori di altri divengono fantasie americane

I politici israeliani hanno sviluppato una dipendenza dalla minaccia iraniana. L’Iran funge, a fianco dei palestinesi, da moderno spietato antisemita che vorrebbe distruggere gli ebrei. I Sionisti sembrano aver bisogno di questo tipo di nemico “esistenziale”. Questo è l’equivalente del fondamentalista islamico che prende il posto dell’odioso comunista nel ruolo di grande nemico di cui anche gli Stati Uniti sembrano aver bisogno. E, a quanto pare, la lobby israeliana ha più voce in capitolo nella definizione della politica estera degli Stati Uniti verso l’Iran di tutti i servizi di intelligence del paese messi insieme. Perciò i nostri politici, dal presidente in giù, vanno a caccia di ombre. Non solo verbalmente, intendiamoci, ma in termini di politica definibile (come le sanzioni contro l’Iran).

I politici statunitensi e i leaders militari non sono in grado né di parlare in questo modo né di produrre una politica come questa se la stampa tradizionale non va loro appresso. Dove c’è fumo, ci deve essere fuoco. Inoltre, dalla crisi iraniana degli ostaggi (1979-1981), agli americani è stato detto che gli iraniani ci odiano.
Quindi, che si tratti di Fox TV, i cui fanatici sostenitori conservatori vivono da sempre in un mondo di fantasia diviso fra buoni e cattivi, o del New York Times, i cui sostenitori pseudoliberali sono in sintonia con Israele quanto basta per accollarsi la paranoia di quel paese, il messaggio è che gli iraniani sono dei pazzi, intenzionati a distruggere l’Occidente. E le prove? E chi ne ha bisogno?

Parte IV  Il vero pericolo è agire su falsi presupposti

Cosa succede quando un individuo bene armato non riesce a distinguere tra realtà e irrealtà ? Cosa succede quando un individuo bene armato lo sa , visceralmente, che l’altro sta tramando di distruggerlo? È probabile che accadrà qualcosa di orribile. E, il pubblico americano dovrebbe sapere che è così, perché…abbiamo già vissuto questa tragedia collettiva nel 2003. Quell’anno avevamo una dirigenza che era molto più influenzata dalle proprie viscere, da un immaginario religioso, da ambigui truffatori iracheni, da sionisti intriganti e da neo-conservatori ideologizzati, che da qualcosa che somigliasse vagamente a una prova concreta.
Quel “qualcosa di orribile” è costato fino a un milione di vite di esseri umani.

 Cerchiamo quindi di capire bene. Sembra che ci siano due mondi. Il mondo reale dei fatti e delle prove e il mondo irreale della fantasia.
I nostri leader politici e i loro consulenti sono, con tutta evidenza, prigionieri del mondo irreale. Le loro parole e le loro politiche si fondano sugli assunti di questo mondo di fantasia. Vanno in guerra e uccidono gente sulla base di convinzioni che sono palesemente false.
E noialtri? In buona parte siamo confinati nelle nostre piccole realtà locali e al di là di esse non sappiamo ciò che è reale o irreale. Così ci aspettiamo che siano gli altri a dirci a cosa credere. Chi sono gli altri?
Casualmente si tratta dei nostri leader politici, i loro consiglieri, e i commentatori mediatici proni al potere. Un bel gruppetto, non c’è che dire. E fatale per giunta.

http://www.opinion-maker.org/2012/03/america-gone-stupid-over-iran/#

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  • America Gone Stupid Over Iran

10. Mar, 2012 by Lawrence Davidson

Over and again the intelligence community has told the powers that be that Iran is not engaged in a nuclear weapons program. And over and again the men and women in Congress and the White House have insisted that these traditional sources of information are wrong and that the stories that are coming from other sources (in this case the Israeli government and its special interest agents in Washington) know better.

An Analysis

by Lawrence Davidson

Making The Same Mistake Twice

It is estimated that up to a million people died as a function of George Bush Jr.’s decision to invade Iraq. According to Bush, that decision was made on the basis of “faulty intelligence.” This is the ex-president’s way of passing the blame. The decision was made by Mr. Bush’s insistence that the accurate intelligence he was getting from traditional sources was false, and that the lies he was being told by other parties were true.

Now there is Iran. Over and again the intelligence community has told the powers that be that Iran is not engaged in a nuclear weapons program. And over and again the men and women in Congress and the White House have insisted that these traditional sources of information are wrong and that the stories that are coming from other sources (in this case the Israeli government and its special interest agents in Washington) know better. As in 2003, so it is in 2012. The politicians appear to be out for blood. One wonders how many dead and maimed bodies will satisfy them? Perhaps it will be a million dead Iranians.

The only difference is that today, we have a president who is hesitant to go to war this very moment. As General Martin Dempsey, Chairman of the Joint Chiefs of Staff, has put it, the major difference between the U.S. and Israel on military action against Iran is timing. For President Obama, first comes the “diplomacy” of ultimatums combined with draconian sanctions, and then comes the slaughter. Perhaps it will come in his anticipated second term.

I have written about this more than once before and it is hard to find anything new to say. Yet, given the play of events, what has been said before warrants being said again. Therefore, below your will find a piece originally posted on the 10th of June 2011, but amended where necessary to bring it up to date.

Part I – Is there an Iranian Nuclear Weapons Program?

On Friday 3 June 2011 the investigative reporter Seymour Hersh gave an interview to Amy Goodman for the radio program Democracy Now! The topic was Iran and whether or not it is developing nuclear weapons. Hersh answered this question definitively for Goodman as he did shortly thereafter in a comprehensive piece for The New Yorker (6 June 2011 ) entitled “Iran and the Bomb: How Real is the Threat? His answer: there is no Iranian nuclear weapons program. There is no threat. This position has been confirmed by two National Intelligence Estimates (NIEs) on the question of Iran and nuclear weapons. These expressed the collective opinion of 16 U.S. intelligence agencies. Their unanimous conclusion has been that “there is no evidence of any weaponization.” This was reconfirmed in mid February 2012 by an array of top U.S. intelligence chiefs appearing before the Senate Intelligence Committee to give their annual report on “current and future worldwide threats” to national security.

Hersh set his understanding of the issue against the background of the 2003 invasion of Iraq. In that case there was no credible evidence for weapons of mass destruction yet we had high government officials going around talking about the next world war and mushroom clouds over American cities. Both the U.S. Congress and the general population bought into this warmongering. Hersh is obviously worried about a replay of that scenario. Thus, in his interview, he said “you could argue its 2003 all over again….There’s just no serious evidence inside that Iran is actually doing anything to make nuclear weapons….So, the fact is…that we have a sanctions program that’s designed to prevent the Iranians from building weapons they’re not building.”

In 2003 those kind of sanctions, applied to Iraq, along with the accompanying misinformation campaign, led to a tragic and unnecessary war. Are we now doing it all over again? As Amy Goodman pointed out, “the Obama White House…has repeatedly cited Iran’s nuclear program as a threat to the world.” President Obama asserted as much in a 22 May 2011 speech before AIPAC and again in his 4 March 2012 talk to the same organization. On the latter occasion Obama told his audience, “I have said that when it comes to preventing Iran from obtaining a nuclear weapon, I will take no options off the table, and I mean what I say. That includes all elements of American power: a political effort aimed at isolating Iran….an economic effort that imposes crippling sanctions and, yes, a military effort to be prepared for any contingency.” All this for something that is simply not happening.

If this is the case, what in the world was President Barack Obama talking about when addressing AIPAC? And what are the members of Congress talking about when they address this same issue? The vast majority of them take the same line not of President Obama, but of Israeli President Benjamin Netanyahu who thinks Obama is weak and naive and that their should be war against Iran now. In addition, this morbid fantasizing about Iran’s nuclear ambitions has captured the attention of the mainstream press. Amy Goodman asked Hersh about a New York Times report (24 May 2011) stating “the world’s global nuclear inspection agency [IAEA]…revealed for the first time…that it possesses evidence that Tehran has conducted work on a highly sophisticated nuclear triggering technology that experts said could be used for only one purpose: setting off a nuclear weapon.” Hersh quickly pointed out the that the word “evidence” never appeared in the IAEA report and, it turns out, the type of nuclear trigger the New York Times was referring to is so fraught with technical problems that, according to Hersh, “there is no evidence that anybody in their right mind would want to use that kind of a trigger.” So, what in the world is the New York Times telling us?

Part II – What is Real?

Questions One and Two: The questions about Iran’s nuclear program are not open ended. They have real answers. First, is Iran developing nuclear energy? The answer to this is a definitive yes. No one, Iranian or otherwise, denies this. Their aim here is energy production and medical applications. This is all legal. Second, is it developing nuclear weapons? According to every reliable expert within the intelligence agencies of both the United States and Europe, the answer is no. These answers describe reality in relation to Iran and its nuclear activities.

Question Three: The really important question. Why do American politicians and military leaders refuse to accept reality as regards this issue? That too must have an answer. And
intelligent people who investigate these matters should be able to figure it out. I consider myself in this crowd, and so I am going to venture forth with my answer.

Answer to question three: It is Politics. However, it is not just U.S. politics. Others have helped write the script. These others can be identified by asking to whom are American officials pledging to pursue the Iranian nuclear weapons fantasy? The president’s pledge has gone to AIPAC and the Israelis. Members of Congress have done the same.

Part III – Other People’s Fears Become America’s Fantasies

Israeli politicians are addicted to the Iran threat. Iran serves, alongside the Palestinians, as the latter day ruthless anti-Semite who would destroy the Jews. Zionists seem to need this kind of “existentialist” enemy. This is the equivalent of the Islamic fundamentalist taking the place of the hateful communist as the great enemy that the United States also seems to need. And, as it turns out, the Israeli lobby is more influential in formulating U.S. foreign policy toward Iran than all of the nation’s intelligence services put together. Hence our politicians from the President on down, chase shadows. Not just verbally, mind you, but in terms of definable policy (like sanctions against Iran).

U.S. politicians and military leaders cannot talk like this and create policy like this without the mainstream press following along. Where there is smoke, there must be fire. Plus, ever since the Iranian hostage crisis (1979-1981), Americans have been told that the Iranians hate us. So, whether it is Fox TV, whose fanatical conservative backers have always lived in a bi-polar fantasy world of good and evil, or the New York Times, whose quasi-liberal backers empathize with Israel just enough to buy into that country’s paranoia, the message is that the Iranians are crazy people out to destroy the West. And the evidence? Who needs it?

Part IV- The Real Danger is Acting on False Assumptions

What happens when a well-armed individual cannot tell the difference between reality and unreality? What happens when a well-armed individual just knows, in his gut, that the other guy is plotting to destroy him? Chances are something horrible will happen. And, the American public ought to know that this is so, because collectively we have already lived out this tragedy in 2003. In that year we had leadership who were much more influenced by their guts, by religious imagery, by duplicitous Iraqi con men, by scheming Zionists and ideologically driven neo-cons, than anything vaguely resembling hard evidence. That “something horrible” cost the lives of up to a million human beings.

So let us get this straight. It seems there are two worlds. The real world of facts and evidence and the unreal world of fantasy. Our political leaders and their advisers are, apparently, stuck in the unreal one. Their words, and their policies, are built on the assumptions of this fantasy world. They go to war and kill people based on beliefs that are demonstrably false. And the rest of us? Most of us are stuck in our own local niches and beyond them we do not know what is real or unreal. So we rely on others to tell us what to believe. Who are the others? They just happen to be our political leaders, their advisers, and follow-the-leader media commentators. Well, that makes a nice little circle. And, a fatal one at that.

http://www.opinion-maker.org/2012/03/america-gone-stupid-over-iran/#

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