[27.03.2012] di GGS

In rete circola un video, caricato il 23 marzo 2012, che riprende un convoglio di auto con i mujahidin di “al-Qaeda” che entrano nella città libica di Sirte.
La colonna è costituita da diverse decine di mezzi, su quasi tutti sono montate mitragliatrici pesanti e bandiere nere di “al-Qaeda.”
Nella registrazione si sente il grido “Allah Akbar” e il suono di sirene e clacson.
Il corteo è chiuso da tre autobotti dei pompieri guidate da membri dell’Emirato Islamico di Al-Qaeda.

Sirte che è la città natale del dittatore libico Muammar Gheddafi, è stata una delle ultime roccaforti dei lealisti, dopo la caduta, nel mese di agosto 2011, della capitale Tripoli. Proprio a Sirte il 20 ottobre 2011 Gheddafi, dopo un attacco aereo  che colpì la colonna nella quale viaggiava, fu catturato da mercenari colombiani e dell’agenzia BlackWater.

Nonostante i tentativi da parte della Nato e degli stati che la sostengono di negare la presenza di Al-Qaeda con propri battaglioni ben armati durante il colpo di stato in Libia dello scorso anno, le prove fotografiche e filmate che si vanno accumulando smentiscono giorno dopo giorno le menzogne disseminate dai servizi occidentali e dai loro media compiacenti.

I combattenti per la libertà non erano che mercenari occidentali ed estremisti islamisti che aspiravano e aspirano alla costruzione di un califfato islamico che va dal nord Africa – Magreb e all’intero Medioriente.

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