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Australian
[21.03.2013]              (trad. di Vera Zasulich per GilGuySparks)

Attrezzatura di spionaggio israeliana è stata trovata nascosta in rocce artificiali su un’isola disabitata di fronte al porto siriano di Tartus, dove veniva utilizzata per monitorare i movimenti navali russi.

Tre grandi dispositivi di spionaggio sono stati scoperti da pescatori sulla piccola isola di Ant nei pressi della base navale considerata da Mosca come una risorsa strategica nel Mediterraneo.

Questi [dispositivi ndt] sono stati montati nelle finte rocce progettate per armonizzarsi con i massi circostanti.

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Secondo al-Manar, una stazione televisiva pro-siriana nel vicino Libano, le “rocce” erano in grado di rintracciare e filmare i movimenti delle navi da guerra russe e immediatamente trasmettere immagini in Israele via satellite.

La TV statale siriana ha mostrato una macchina fotografica, una parabola satellitare e altri oggetti tra cui batterie e cavi segreti tra diverse imitazione di rocce.

Si è compreso che sono stati installati da subacquei della 13ma Flotilla, un’unità del commando navale d’elite di Israele [Shayetet 13]. Si sono avvicinati all’isola da uno dei sottomarini classe Dolphin di costruzione tedesca del paese, che sono armati con missili da crociera nucleari.

Il problema immediato dei commandos non era tanto essere notati dai siriani quanto il rischio di essere scoperti da pattuglie “amiche” della Sesta Flotta americana e da una stazione di monitoraggio britannica a Cipro che tiene sotto stretta osservazione la costa siriana.

I commandos avevano apparentemente visitato l’isola in precedenza per ottenere campioni in modo che il colore e la forma delle rocce locali potesse essere abbinata e stabilita la giusta posizione per la stazione di controllo.

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Col favore delle tenebre gli uomini rana hanno traghettato i due gommoni su apparecchiature dotate di motori fuoribordo silenziosi all’isola di Ant dove hanno trascorso diverse ore per installarlo, mascherandolo e verificando che i collegamenti via satellite fossero operativi.

Era stata data una stretta finestra di tempo per tornare sul sottomarino prima che pescatori locali ritornassero in porto.

Non è noto per quanto tempo la stazione di monitoraggio abbia operato prima di essere scoperta. Un alto funzionario della sicurezza siriana ha detto che il materiale era molto complesso e oltreché monitorare le navi avrebbe potuto anche tenere sotto controllo i movimenti delle truppe siriane.

La Russia ebbe in locazione la struttura di Tartus con un accordo nel 1971 nel quadro del quale un multimiliardario debito in dollari fu cancellato. Diverse navi da guerra russe sono attraccate al porto negli ultimi mesi.

Il vice-ammiraglio Viktor Chirkov, comandante navale russo, ha recentemente sottolineato che Tartus che è “essenziale per noi.”

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Un report di Radio Free Europe dello scorso anno ha affermato che Mosca ha impianti a Tartus per far attraccare i sottomarini nucleari e che le armi russe sono recapitate attraverso il porto. “Il più grande interesse strategico e geopolitico della Russia in Siria è l’uso di un porto in acque profonde a Tartus“, ha detto.

Mentre la Russia continua a fornire alla Siria appoggio diplomatico, di intelligence e militare la sua presenza nel paese è in crescita.

La regione costiera è una roccaforte della setta alawita minoranza, che comprende il presidente Bashar al-Assad e gran parte della classe dirigente.

I russi sono convinti da tempo che Assad è condannato e che alla fine sarà costretto a ritirarsi verso l’enclave alawita, quindi vogliono essere lì“, ha detto una fonte della difesa.

Anche Israele è desiderosa di monitorare gli sviluppi militari. “Qualsiasi attività insolita da parte dei russi a Tartus, come una improvvisa evacuazione di famiglie e del personale non essenziale, sarebbe un buon indicatore per gli israeliani che qualcosa di grande stia accadendo.

Nelle ultime settimane proiettili sono volati al di là del confine di Israele sulle alture del Golan, provocando ritorsioni. Ma le paure stanno crescendo in Israele per il fatto che gruppi di integralisti islamici sotto la bandiera del Fronte Al Nusra potrebbero ottenere il controllo del territorio di confine e rappresentare una seria minaccia.

Il potenziale di guerra su vasta scala è aumentato e quando questo accadrà, sarà improvviso e si porrà una minaccia senza precedenti per le nostre città“, ha avvertito il generale Yair Golan, il comandante israeliano responsabile della regione settentrionale, la settimana scorsa.

Golan ha detto che Israele dovrebbe prendere in considerazione di lavorare con i siriani contro i battaglioni di estremisti islamici per creare una zona cuscinetto all’interno Siria meridionale.
Una fonte della difesa israeliana la scorsa settimana ha lamentato l’instabilità che la rivolta aveva portato alla intera regione. Ha detto: “Gli Assad erano dei bastardi assassini, ma erano i ‘nostri’ bastardi. Dal giugno 1974 la nostra frontiera con la Siria era tranquilla come quella tra Francia e Spagna. Non lo è più.”

http://www.almanar.com.lb/english/adetails.php?eid=88209&frid=31&seccatid=91&cid=31&fromval=1

http://www.theaustralian.com.au/news/world/israels-fake-rocks-spy-on-russian-fleet/story-fnb64oi6-1226609789393

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  • Israel’s fake rocks spy on Russian fleet

Australian
[30.03.2013]

ISRAELI spying equipment has been found hidden in artificial rocks on an uninhabited island opposite the Syrian port of Tartus, where it was being used to monitor Russian naval movements.

Three large espionage devices were discovered by fishermen on the tiny Ant Island near a naval base regarded by Moscow as an important strategic asset in the Mediterranean.

They were mounted in fake rocks designed to blend in with surrounding boulders.

According to Al-Manar, a pro-Syrian television station in neighbouring Lebanon, the “rocks” could track and film Russian warship movements and instantly transmit pictures back to Israel by satellite.

Syria’s state-run television showed a camera, a satellite dish and other objects including batteries and cables secreted among several imitation rocks.

They are understood to have been installed by divers from Flotilla 13, Israel’s elite naval commando unit [Shayetet 13]. They approached the island from one of the country’s German-built Dolphin class submarines, which are armed with nuclear cruise missiles.

The commandos’ immediate problem was not so much being spotted by the Syrians as the risk of detection by “friendly” patrols from the US Sixth Fleet and a British monitoring station in Cyprus that keeps a close watch on the Syrian coastline.

The commandos had apparently visited the island earlier to obtain samples so the colour and shape of local rocks could be matched and the right position for the monitoring station established.

Under cover of darkness the frogmen ferried the equipment on two inflatable dinghies equipped with silent outboard motors to Ant Island where they spent several hours installing it, disguising it and ensuring that the satellite links were operational.

They had been given a tight time window to be back on the submarine before local fishermen returned to port.

It is not known how long the monitoring station operated before it was uncovered. A senior Syrian security official said the equipment was highly intricate and as well as tracking ships could also keep tabs on Syrian troop movements.

Russia leased the Tartus facility in a deal in 1971 under which a multibillion-dollar debt was written off. Several Russian warships have docked at the port in recent months.

Vice-Admiral Viktor Chirkov, the Russian naval chief, stressed recently that Tartus was “essential to us”.

A Radio Free Europe report claimed last year that Moscow had facilities at Tartus to dock nuclear submarines and that Russian arms were being delivered through the port. “Russia’s greatest strategic and geopolitical interest in Syria is the use of a deep-water port at Tartus,” it said.

While Russia continues to provide Syria with diplomatic support, its intelligence and military presence in the country is growing.

The coastal region is a stronghold of the minority Alawite sect, which includes President Bashar al-Assad and much of the ruling elite.

“The Russians have been convinced for a long time that Assad is doomed and that eventually he will be forced to retreat to the Alawite enclave so they want to be there,” said a defence source.

Israel is also eager to monitor military developments. “Any unusual activity by the Russians in Tartus, such as a sudden evacuation of families and non-essential personnel, would be good indicators for the Israelis that something big was happening.”

In recent weeks shells have strayed across Israel’s border in the Golan Heights, prompting retaliation. But fears are growing in Israel that hardline Islamist groups under the banner of Al-Nusra Front could gain control of border territory and pose a serious threat.

“The potential for full-scale war has increased and when that happens it will be sudden and it will pose an unprecedented threat to our cities,” warned Major General Yair Golan, the Israeli commander in charge of the northern region, last week.

Golan said Israel should consider working with Syrians opposed to extremist Islamist battalions to create a buffer zone inside southern Syria.

An Israeli defence source last week lamented the instability that the uprising had brought to the entire region. He said: “The Assads were murderous bastards but they were ‘our’ bastards. Since June 1974 our border with Syria was as peaceful as the one between France and Spain. It’s not any more.”

http://www.almanar.com.lb/english/adetails.php?eid=88209&frid=31&seccatid=91&cid=31&fromval=1

http://www.theaustralian.com.au/news/world/israels-fake-rocks-spy-on-russian-fleet/story-fnb64oi6-1226609789393

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