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Activist Post
[01.04.2013]                                            (trad. di Levred per GilGuySparks)

Il dollaro americano sta rapidamente perdendo il suo status di valuta di riserva mondiale. Cinque delle prime dieci economie al mondo, più poche altre, non utilizzano più il dollaro come valuta intermediaria per il commercio. Questa tendenza rappresenta un rischio enorme per il dollaro e assieme ad esso per gli Stati Uniti.
Zerohedge richiama l’attenzione oggi sul fatto che l’Australia, la 12° economia mondiale, si è ora unita ad un numero crescente di nazioni che hanno deciso di bypassare il dollaro nel commercio bilaterale con la Cina. La Cina, classificata seconda dietro gli Stati Uniti, ha accordi simili anche con Giappone (3°), Brasile (6°), India (9°) e Russia (10°).

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Anche se gli accordi unilaterali sono in vigore da qualche tempo tra la Cina ed i paesi sopra elencati, la scorsa settimana il BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) ha deciso di istituire una banca di sviluppo per competere con l’FMI (Fondo Monetario Internazionale), cosa che indica che si sta preparando per competere in un mondo post-dollaro.

Inoltre, il Brasile, che ha accettato in linea di principio di abbandonare il dollaro nel commercio bilaterale con la Cina un po’ di tempo fa, lo appena reso ufficiale con 30 miliardi di dollari negli scambi annuali di valute che agevoleranno circa il 50% di tutti gli scambi tra di loro.

Oltre a questi accordi con la Cina, alcune di queste nazioni hanno fatto altri accordi simili tra di loro. India e Giappone hanno iniziato lo scambio di 15 miliardi di dollari nelle rispettive monete nel 2011 per gestire i loro commerci bilaterali. E le sanzioni contro l’Iran non li hanno fermati dal commerciare petrolio con Cina, Russia, India e in qualsiasi forma, ma non in dollari.

Ecco come il regno attuale del dollaro è paragonabile alla precedente valuta di riserva mondiale:

Reserve Currency StatusFonte

Sembra che il dollaro si stia certamente avvicinando alla fine del suo regno, che potrebbe portare a gravi difficoltà economiche per gli Stati Uniti.

Dave Hodges scrive:

La buona fortuna economica degli Stati Uniti è dovuta unicamente al fatto che il mondo deve utilizzare il dollaro, i petrodollari se si vuole, al fine di rendere individuali gli acquisti di petrolio delle proprie nazioni; questo fornisce l’unica fonte di copertura al  dollaro statunitense che la Federal Reserve richiede per sostenere un po’ il nostro pesante debito che il governo degli Stati Uniti occupato da banchieri ha girato al contribuente americano sotto forma di salvataggi.

E Marin Katusa di Casey Research scrive:

Se il dollaro perdesse la sua posizione come valuta di riserva globale, le conseguenze per l’America sarebbero terribili. Una parte importante del valore del dollaro deriva dal suo blocco sull’industria petrolifera – se quel monopolio svanisse, così anche svanirebbe il valore del dollaro. Una così importante transizione nelle relazioni sulla valuta globale riconosciuta sarà di buon auspicio per alcune valute e non così bene per altre, e gli esiti saranno difficili da prevedere. Ma c’è un risultato che prevediamo con certezza: l’oro salirà. L’incertezza attorno alla carta moneta fa sempre sperare bene per l’oro, e questi sono davvero giorni incerti.

L’imperialismo dell’America, combinato con il suo status super autorizzato di creare un debito senza fine, sembra aver creato una spirale finale al ribasso che ha portato molte delle maggiori economie ad abbandonare la nave che affonda. Potrebbe non volerci ancora molto prima che il resto faccia altrettanto.
Ora potrebbe essere un grande momento per considerare la diversificazione in altre valute, e anche in valute digitali, per attenuare le crescenti perdite del dollaro statunitense.

http://www.activistpost.com/2013/04/5-of-10-top-economies-in-world-drop.html

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  • 5 of 10 Top Economies in the World Drop the Dollar

Activist Post
[01.04.2013]

The U.S Dollar is quickly losing its status as the world reserve currency. Five of the top ten economies in the world, plus a few others, no longer use the dollar as an intermediary currency for trade. This trend poses a huge risk to the dollar and the United States along with it.

ZeroHedge points out today that Australia, the world’s 12th-ranked economy, has now joined a growing list of nations that have agreed to bypass the dollar in bilateral trade with China. China, ranked 2nd behind the U.S., also has similar agreements with Japan (3rd), Brazil (6th), India (9th), and Russia (10th).

Although unilateral agreements have been in place for some time between China and the countries listed above, last week the BRICS (Brazil, Russia, India, China and South Africa) agreed to set up a development bank to compete with the IMF, indicating it’s gearing up to compete in a post-dollar world.

Additionally, Brazil, who agreed in principle to drop the dollar with bilateral trade with China some time ago, just made it official with $30 billion in annual currency swaps which will facilitate around 50% of all trade between them.

Besides those agreements with China, some of these nations have made other similar agreements with each other. India and Japan began swapping $15 billion in each other’s currency in 2011 to handle their bilateral trade. And the sanctions against Iran haven’t stopped them from trading oil with China, Russia, and India in anything but the dollar.

Here’s how the current reign of the US dollar compares to previous world reserve currency:

Source

It appears that the dollar is certainly nearing the end of its reign, which could lead to severe economic hardship for the United States.

Dave Hodges writes:

The United States’ good economic fortune is due solely to the fact that world must use the dollar, the Petrodollar if you will, in order to make their nation’s individual oil purchases; this provides the only source of backing for the U.S. dollar that the Federal Reserve requires in order to somewhat sustain our back-breaking debt that the banker-occupied United States government has passed along to the American taxpayer in the form of bailouts.

And Marin Katusa of Casey Research writes:

If the US dollar loses its position as the global reserve currency, the consequences for America are dire. A major portion of the dollar’s valuation stems from its lock on the oil industry – if that monopoly fades, so too will the value of the dollar. Such a major transition in global fiat currency relationships will bode well for some currencies and not so well for others, and the outcomes will be challenging to predict. But there is one outcome that we foresee with certainty: Gold will rise. Uncertainty around paper money always bodes well for gold, and these are uncertain days indeed.

America’s imperialism, combined with its ultra-fiat status of unending debt creation, appears to have created a final downward spiral that has caused many of the top economies to abandon a sinking ship. It might not be too much longer before the rest follow suit. Now might be a great time to consider diversifying into other currencies, and even digital currencies, to mitigate growing losses in the U.S. dollar.

http://www.activistpost.com/2013/04/5-of-10-top-economies-in-world-drop.html

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