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[04.04.2013]                                 (trad. di B. Vanzetti per GilGuySparks)

In un cablogramma segreto statunitense, pubblicato online da Wikileaks, l’ex ambasciatore in Venezuela, William Brownfield, delinea un piano globale per infiltrarsi e destabilizzare il governo dell’ex presidente Hugo Chavez .

Inviato nel novembre del 2006 da Brownfield – ora un assistente del Segretario di Stato – il documento delineava cinque obiettivi fondamentali della sua ambasciata in Venezuela dal 2004, che comprendeva: “penetrare la base politica Chavez,” “dividere il chavismo“, “proteggere gli affari vitali degli Stati Uniti” e “isolare Chavez a livello internazionale“.
terno-400x600La nota, che sembra essere totalmente inedita, è chiara nel suo linguaggio sul coinvolgimento in questi obiettivi fondamentali dell’ambasciata degli Stati Uniti, così come dell’Agenzia statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e dell’Ufficio di Iniziative di Transizione (OTI), due delle più prestigiose agenzie di lavoro all’estero, per conto degli Stati Uniti.

Secondo Brownfield, che ha preparato il cablo specifico per l’US Southern Command (SOUTHCOM), la “maggioranza” delle attività di entrambe USAID e OTI in Venezuela si sono interessate di assistere l’ambasciata per realizzare i suoi fondamentali obiettivi di infiltrazione e soggiogare il partito politico di Chavez:

Questo obiettivo strategico rappresenta la maggior parte del lavoro dell’USAID/ OTI in Venezuela. La società civile organizzata è sempre più un pilastro della democrazia, quella nel quale il presidente Chavez non è ancora stato in grado di affermare un controllo completo“.

In totale, l’USAID ha speso circa un milione di dollari per organizzare 3.000 forum che hanno cercato di conciliare essenzialmente i sostenitori di Chavez e l’opposizione politica, nella speranza di allontanarli lentamente dalla parte bolivariana.

Brownfield a un certo punto si è vantato di un programma di educazione civica di OTI denominata “Democrazia tra noi”, che ha cercato di lavorare con le ONG nelle regioni a basso reddito e aveva presumibilmente raggiunto oltre 600.000 venezuelani.

In totale, tra il 2004 e il 2006, l’USAID ha donato circa 15 milioni di dollari a oltre 300 organizzazioni, e ha offerto il supporto tecnico via OTI nel raggiungimento degli obiettivi degli Stati Uniti, che sono classificati come cercare di rafforzare le istituzioni democratiche.

Gran parte della nota enuncia nel dettaglio gli sforzi per evidenziare i casi di violazioni dei diritti umani e sponsorizzare attivisti e membri dell’opposizione politica per partecipare a riunioni all’estero ed esprimere le proprie preoccupazioni nei confronti dell’amministrazione Chavez:

Finora, OTI ha inviato i leader delle ONG venezuelane in Turchia, Scozia, Messico, Repubblica Dominicana, Cile, Uruguay, Washington e Argentina (due volte) per parlare di legge. Prossime visite sono previste in Brasile, Messico e Colombia.

Nelle sue osservazioni conclusive, Brownfield osservava che, qualora il Presidente Chavez vincesse la rielezione durante le elezioni di dicembre 2006, OTI prevedeva che “l’atmosfera per il nostro lavoro in Venezuela” divenisse più complicata.

In definitiva, sembra che l’appunto dell’ex ambasciatore saggiamente abbia previsto un cambiamento delle condizioni. Dopo la sua rielezione, il presidente Chavez ha minacciato di espellere l’ambasciatore degli Stati Uniti dal Venezuela nel 2007, nel mezzo di accuse di interferenza negli affari interni dello stato.

http://rt.com/news/wikileaks-venezuela-us-chavez-358/

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  • New WikiLeaks cable reveals US embassy strategy to destabilize Chavez government

RT
[04.04.2013]

In a secret US cable published online by WikiLeaks, former ambassador to Venezuela, William Brownfield, outlines a comprehensive plan to infiltrate and destabilize former President Hugo Chavez’ government.

Dispatched in November of 2006 by Brownfield — now an Assistant Secretary of State — the document outlined his embassy’s five core objectives in Venezuela since 2004, which included: “penetrating Chavez’ political base,” “dividing Chavismo,” “protecting vital US business” and “isolating Chavez internationally.

The memo, which appears to be totally un-redacted, is plain in its language of involvement in these core objectives by the US embassy, as well as the US Agency for International Development (USAID) and the Office of Transition Initiatives (OTI), two of the most prestigious agencies working abroad on behalf of the US.

According to Brownfield, who prepared the cable specifically for US Southern Command (SOUTHCOM), the “majority” of both USAID and OTI activities in Venezuela were concerned with assisting the embassy in accomplishing its core objectives of infiltrating and subduing Chavez’ political party:

This strategic objective represents the majority of USAID/OTI work in Venezuela. Organized civil society is an increasingly important pillar of democracy, one where President Chavez has not yet been able to assert full control.”

In total, USAID spent some one million dollars in organizing 3,000 forums that sought to essentially reconcile Chavez supporters and the political opposition, in the hopes of slowly weaning them away from the Bolivarian side.

Brownfield at one point boasted of an OTI civic education program named “Democracy Among Us,” which sought to work through NGOs in low income regions, and had allegedly reached over 600,000 Venezuelans.

In total, between 2004 and 2006, USAID donated some 15 million dollars to over 300 organizations, and offered technical support via OTI in achieving US objectives which it categorized as seeking to reinforce democratic institutions.

Much of the memo details efforts to highlight instances of human rights violations, and sponsoring activists and members of the political opposition to attend meetings abroad and voice their concerns against the Chavez administration:

“So far, OTI has sent Venezuelan NGO leaders to Turkey, Scotland, Mexico, Dominican Republic, Chile, Uruguay, Washington and Argentina (twice) to talk about the law. Upcoming visits are planned to Brazil, Mexico, and Colombia.”

In his closing comments, Brownfield remarked that, should President Chavez win re-election during the December 2006 elections, OTI expected the “atmosphere for our work in Venezuela” to become more complicated.

Ultimately, it seems that the former ambassador’s memo wisely predicted a change in conditions. Following his re-election, President Chavez threatened to eject the US ambassador from Venezuela in 2007, amid accusations of interfering in internal state affairs.

http://rt.com/news/wikileaks-venezuela-us-chavez-358/

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