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Taipei Times
[05.04.2013]                              (trad. di Levred per GilGuySparks)

Il Mar Cinese orientale rappresenta la sola zona lungo il litorale orientale asiatico, dove un conflitto aperto tra Cina e Stati Uniti è concepibile, lo ha detto giovedì l’ammiraglio statunitense a riposo Michael McDevitt.

L’ex direttore dell’ufficio di Politica dell’Asia Orientale del Pentagono, McDevitt ha detto che Taiwan è un “punto caldo perenne” e le isole Diaoyutai (钓鱼台), note in Giappone come isole Senkaku, sono ormai diventate un secondo punto caldo.

Se la Cina decidesse di usare la forza contro il Giappone su quelle isole, vi sarebbe una possibilità molto reale che gli Stati Uniti possano essere coinvolti direttamente“, ha detto la Commissione di Analisi su Sicurezza ed Economia  Sino-Statunitense.

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All’udienza sulle “dispute marittime della Cina nel mar meridionale e orientale cinese,” McDevitt ha affermato che “per fortuna“, le due sponde attraverso lo stretto sono “oggi probabilmente buone come non lo sono mai state e di conseguenza il rischio di conflitto è molto basso.

Tuttavia, è importante ricordare che “dal punto di vista militare e della sovranità, Taiwan è la più grande e la più importante disputa marittima della Cina“, ha dichiarato.

A dispetto delle solenni affermazioni di neutralità riguardo questioni di sovranità nel Mar Cinese Meridionale, gli Stati Uniti sono “volontariamente impegnati più profondamente, come mai prima,” ha aggiunto.

Gli Stati Uniti ritengono che la stabilità basata su regole nel Mar Cinese Meridionale sia un importante obiettivo nazionale e di conseguenza è diventata un banco di prova implicito della credibilità “di riequilibrio” degli Stati Uniti come potenza stabilizzante in Asia.

Gli Stati Uniti hanno ora una veste strategica nel gioco“, ha affermato McDevitt.

Alla domanda quale ruolo, se ne ha uno, gioca ora Taiwan nelle dispute marittime della Cina, l’ammiraglio in pensione, ha risposto che la controversia delle Diaoyutais erano di “grande interesse personale” per il presidente Ma Ying-jeou (马英九).

Posso attestare il suo continuo impegno personale per questo fine“, ha detto McDevitt. “In qualità di membro di una delegazione in visita a Taipei ho potuto chiedergli del problema e ho ricevuto una spiegazione estemporanea, ricca di particolari, su tutte le questioni in gioco.

McDevitt ha detto che Taiwan costituisce per la Cina la più grande e la più importante disputa marittima.

A molti livelli differenti – politico, economico, commerciale, accademico e di relazioni personali – il rapporto sino-americano è normale,” ha detto. “A volte è difficile e talvolta è cordiale, ma nel complesso, reciprocamente produttivo e centrale per lo sviluppo pacifico dell’Asia e la salute dell’economia mondiale.

Tuttavia, una “nuvola nera di guerra” aleggia sullo sfondo del rapporto a causa di Taiwan, ha detto McDevitt.

Finché Pechino insiste nel mantenere l’uso della forza contro Taiwan come uno dei conduttori centrali della sua politica rivendicativa verso Taiwan – tenendo il dito sul grilletto per così dire – la possibilità di un conflitto non è da escludere,” ha detto.

Come risultato, Taiwan ha un’influenza decisiva sulla relazione di sicurezza tra Pechino e Washington, ha riferito.

Entrambe le istituzioni della difesa pianificano attivamente, si esercitano e simulano la guerra, al fine di determinare il modo migliore per sconfiggersi l’un l’altro nel caso in cui venga introdotto l’uso della forza per risolvere definitivamente il rapporto tra Taiwan e la Cina“, ha affermato.

McDevitt ha concluso che Taiwan influenza direttamente la posizione militare degli Stati Uniti in Asia orientale per la necessità di mantenere una capacità di dissuasione.

La programmazione a lungo raggio che informa la modernizzazione militare e lo sviluppo della concezione futura sia di Pechino che di Washington si basa sulla possibilità di un conflitto diretto nel caso che la Cina decida di usare la forza e gli Stati Uniti intervengano per fermarla“, ha dichiarato.

http://www.taipeitimes.com/News/taiwan/archives/2013/04/06/2003558929

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  • Former US Navy officer warns on potential conflict with China

Taipei Times
[05.04.2013]

The East China Sea represents the one area along the East Asian littoral where a shooting war between China and the US is conceivable, retired US admiral Michael McDevitt said on Thursday.

A former director of the Pentagon’s East Asia Policy office, McDevitt said that Taiwan is a “perennial flashpoint” and the Diaoyutai Islands (釣魚台), known as the Senkakus in Japan, had now become a second flashpoint.

“If China elects to use force against Japan over those islands, there is a very real possibility that the US could become directly involved,” he told the US-China Economic and Security Review Commission.

At the hearing on “China’s Maritime Disputes in the East and South China Seas,” McDevitt said that “fortunately” cross-strait relations are “probably as good today as they have ever been and as a result the risk of conflict is very low.”

Nevertheless, it is important to remember that “from a sovereignty and military perspective, Taiwan is China’s biggest and most important maritime dispute,” he said.

Despite protestations of neutrality regarding sovereignty issues in the South China Sea, the US has “willingly become more deeply involved than ever before,” he said.

The US considers rule-based stability in the South China Sea to be an important national objective and as a result it has become an implicit test case of “post-rebalance” US credibility as a stabilizing power in Asia.

“The United States now has strategic skin in the game,” McDevitt said.

Asked what role, if any, Taiwan now plays in China’s maritime disputes, the retired admiral said that the Diaoyutais dispute was of “great personal interest” to President Ma Ying-jeou (馬英九).

“I can attest to his continued personal involvement to this day,” McDevitt said. “As a member of a delegation visiting Taipei I was able to ask him about the issue and received an impromptu explanation, in great detail, of all the issues involved.”

McDevitt said Taiwan constitutes China’s biggest and most important maritime dispute.

“On many different levels — political, economic, trade, academic and personal relationships — the Sino-US relationship is normal,” he said. “Sometimes it is difficult and sometimes it is cordial, but overall, mutually productive and central to the peaceful development of Asia and the economic health of the world.”

However, the “black cloud of war” hovers in the background of the relationship because of Taiwan, McDevitt said.

“As long as Beijing insists on keeping the use of force against Taiwan as one of the central tenants of its declaratory policy toward Taiwan — keeping its finger on the trigger so to speak — the possibility of conflict cannot be ruled out,” he said.

As a result, Taiwan has a decisive influence on the security relationship between Beijing and Washington, he said.

“Both defense establishments are actively planning, exercising and war gaming in order to determine how best to defeat one another in case the use of force is introduced to finally resolve the relationship between Taiwan and China,” he said.

McDevitt concluded that Taiwan directly affects the military posture of the US in East Asia because of the need to maintain a deterrent capability.

“Long range planning that informs military modernization and future concept development in both Beijing and Washington is based on the possibility of direct conflict in case China elects to use force and the US intervenes to stop it,” he said.

http://www.taipeitimes.com/News/taiwan/archives/2013/04/06/2003558929

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