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PMIC
[05.04.2013]                                 (trad. di Levred per GilGuySparks)

Mentre guerre di aggressione, attacchi di droni e una rete globale di basi militari sono gli aspetti più visibili del potere egemonico americano, quello che viene spesso trascurato è la politica statunitense di formazione, assistenza e sussidi di militari stranieri. Anche se queste azioni sono in gran parte nascoste e discrete, servono allo stesso scopo del controllo egemonico, far diminuire pace e sicurezza nazionale, e concorrere alla sottomissione di cittadini stranieri.

La formazione di eserciti stranieri per servire gli interessi dello stato americano risale almeno alla Guerra Fredda. Gli USA hanno usato soldi e armi dei contribuenti per sovvenzionare governi stranieri e militari che erano “anti-comunisti“, anche se tali regimi erano incredibilmente brutali e spietati. Tutto quello che un regime autoritario doveva fare, era riferirsi ai propri avversari politici come “comunisti” e gli americani si precipitavano dentro.

imperialism

In quasi tutti i continenti, gli Stati Uniti ha insegnato a governi fascisti, di estrema destra, l’arte del giro di vite sul dissenso interno, ad imprigionare e torturare gli oppositori politici, accentrare il potere, facendo offerte benefiche a società americane ed utilizzando squadroni della morte. Più economici e meno visibili rispetto alla diretta invasione e al rovesciamento dei governi che non piacevano agli Stati Uniti, il pugno dei dittatori burattini era il mezzo preferito mettere in atto la [loro ndt] politica.

La caduta dell’Unione Sovietica nel 1991 ha lasciato ben poche giustificazioni alla posizione imperiale americana in tutto il mondo, ma quelle stesse politiche della guerra fredda non solo non sono state scartate, ma bensì ampliate.
Già nel 2010, il presidente Obama e il Pentagono hanno iniziato ad attuare una strategia di maggiore enfasi sulle “operazioni di combattimento” e di coordinamento militare verso militari. Forze speciali americane sono ora operative in (almeno) 75 paesi, per insegnare ai loro governi mezzi più efficaci per soggiogare le loro popolazioni, creare il caos e servire gli interessi dell’impero americano.

La Siria è l’esempio più recente di questa politica. Mentre pubblicamente si sostiene che gli Stati Uniti stiano aiutando a costruire scuole e ospedali in Siria, l’Associated Press e il New York Times riportano un documento secondo cui gli Stati Uniti stanno addestrando e armando i “ribelli” siriani che si oppongono al dittatore siriano Bashar Al-Assad. Con l’aiuto di Turchia, Arabia Saudita e Qatar, la maggior parte delle armi stanno andando ai jihadisti islamici dalla linea dura, molti dei quali appartenenti a gruppi che solo pochi anni fa uccidevano Marines degli Stati Uniti in Iraq.

Il presidente Obama, in segreto e senza il consenso del Congresso, ha inviato più di 150 forze speciali in Giordania per la formazione di combattenti anti-Assad all’uso di sofisticate armi anti-aeree.

Ciò che è ancora più inquietante è il fatto che i “ribelli” siriani hanno molto probabilmente già fatto uso di armi chimiche, hanno la reputazione di decapitare i prigionieri, e che il sostegno statunitense sta prolungando il conflitto nella regione. Le ragioni dell’intervento degli Stati Uniti sono naturalmente complesse e sfaccettate, ma molto probabilmente hanno a che fare con i tentativi di destabilizzare il più forte alleato dell’Iran e con quello che i Romani chiamavano divide et impera.

La Siria potrebbe essere l’esempio più pericoloso della politica avanzata dell’amministrazione Obama di addestramento militare segreto e di assistenza, ma purtroppo non è neanche lontanamente l’unico. In Mali, assieme alla costruzione di una nuova base per droni, il direttore generale dell’AFRICOM, Carter Ham, ha ammesso che, mentre addestrano l’esercito del Mali, loro [gli statunitensi ndt] “scavalcano l’etica“. Prendere di mira i dissidenti su base etnica e mettere in atto la loro esecuzione sono punti fermi del governo del Mali addestrato dagli Stati Uniti.

In Indonesia, l’amministrazione Obama ha ripreso ad addestrare e ad assistere un’unità di elite militare indonesiana i cui membri sono stati condannati per massicce violazioni dei diritti umani a Timor Est.

Forze addestrate dagli Usa in Guatemala hanno legami incredibilmente stretti ad alcuni dei cartelli della droga più violenti della regione e sono noti per il loro trattamento brutale dei civili durante la guerra civile guatemalteca.

Un rapporto dell’Ufficio di Washington in America Latina riporta nel dettaglio una politica statunitense, denominata “Merida Initiative” progettata per “aiutare le forze armate della regione ad assumere ruoli di sicurezza interna” e che usa la polizia americana per addestrare la polizia locale. Sebbene il presidente Obama abbia pubblicamente denunciato il colpo di stato militare in Honduras del 2009, cablogrammi di Wikileaks hanno in seguito rivelato che l’amministrazione Obama faceva incontrare membri del Dipartimento di Stato con il nuovo illegittimo “presidente” honduregno allo scopo di coadiuvare l’attuazione dell’Iniziativa Merida.

La politica di militarizzare, armare e sovvenzionare governi stranieri, in particolare quelli con ben note e documentate violazioni dei diritti umani e committenze di crimini di guerra, sembra essere un punto fermo della politica estera dell’amministrazione Obama. Ma queste politiche concorrono alla diffusione delle dittature, delle crisi umanitarie, e dell’instabilità, mentre generano la possibilità di risentimento e di un ritorno di fiamma molto più probabile.

Sta diventando sempre più chiaro che la politica del consenso bipartisan all’interventismo militare è una minaccia per la pace e la sicurezza. Neutralità e non intervento, come i Fondatori avevano raccomandato, sono alternative molto più pratiche ed sono ancora il modo migliore per diffondere i valori americani che i nostri politici sono così appassionati nel sostenere.

http://www.policymic.com/articles/33007/u-s-commandos-in-75-countries-are-teaching-militaries-to-torture-kill-and-abuse-civilians

victor-gillam-a-lesson-for-anti-espansionists-1899

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  • U.S. Commandos in 75 Countries Are Teaching Militaries to Torture, Kill, and Abuse Civilians

PMIC

While aggressive war, drone strikes, and a global network of military bases are the most visible aspects of American hegemonic power, what is often overlooked is the U.S. policy of training, assisting, and subsidizing foreign militaries. Although these actions are largely covert and discreet, they serve the same purpose of hegemonic control, diminish peace and national security, and help contribute to the subjugation of foreign citizens.

The training of foreign militaries to serve the interests of the American state goes all the way back to at least the Cold War. The U.S. used taxpayer money and weapons to subsidize foreign governments and militaries that were “anti-communist” even if the regimes were incredibly brutal and ruthless. All an authoritarian had to do was refer to his political opponents as “communists” and the Americans came rushing in.

In nearly every continent, the U.S. taught extremely fascistic, right-wing governments the art of cracking down on domestic dissent, jailing and torturing political opponents, centralizing power, making deals beneficial to American corporations, and employing death squads. Cheaper and less visible than directly invading and overthrowing governments the U.S. didn’t like, sock puppet dictators were the preferred means of implementing policy.

The fall of the Soviet Union in 1991 left very little justification for an American imperial position throughout the globe, yet those same Cold War policies were not only not discarded, but expanded upon. Back in 2010, President Obama and the Pentagon began implementing a strategy with a larger emphasis on “combat operations” and military-to-military coordination. U.S. Special Forces are now operating in (at least) 75 countries, teaching their governments more efficient means of subjugating their populations, creating chaos, and serving the interests of the American empire.

Syria is the most recent example of this policy. While publicly claiming that the U.S. is helping build schools and hospitals in Syria, the Associated Press and New York Times reports document that the U.S. is training and arming Syrian “rebels” opposing the Syrian dictator Bashar Al-Assad. With the help of Turkey, Saudi Arabia, and Qatar, most of the weapons are going to hard-line Islamic jihadists, many of whom belonging to groups that just a few years ago were killing U.S. Marines in Iraq.

President Obama, secretly and without the consent of Congress, sent more than 150 Special Forces to Jordan to train the anti-Assad fighters on the use of sophisticated anti-aircraft weapons.

What is even more disturbing is that the Syrian “rebels” have most likely already used chemical weapons, have a reputation for beheading prisoners, and that U.S. support is prolonging the conflict in the region. The reasons for U.S. intervention are of course complicated and multifaceted, but it most likely has to do with attempts to destabilize Iran’s strongest ally and what the Romans called divide et impera.

Syria may be the most dangerous example of the Obama administration’s enhanced policy of covert military training and assistance, but unfortunately it is nowhere near the only one. In Mali, along withbuilding a brand new drone base, U.S. AFRICOM chief General Carter Ham admitted that while training Mali’s military, they “skipped ethics.” Targeting dissidents based on ethnicity and executing them is a staple of the U.S.-trained Mali government.

In Indonesia, the Obama administration resumed training and assisting an elite Indonesian military unit whose members have been convicted of massive human rights abuses in East Timor. U.S.-trained forces in Guatemala have incredibly close ties to some of the region’s most violent drug cartels and are notorious for their brutal treatment of civilians during the Guatemalan civil war.

report from the Washington Office on Latin America details a U.S. policy called ”the Merida Initiative“ designed to “help the region’s militaries take on internal security roles” and use American police to train local police. Although President Obama publicly denounced the 2009 military coup in Honduras, Wikileaks cables later revealed that the Obama administration had members of the State Department meet with the illegitimate new Honduran ”president” to help coordinate the implementation of the Merida Initiative.

The policy of militarizing, arming, and subsidizing foreign governments, especially those with well-known and documented human rights abuses and commissions of war crimes, appears to be a staple of the Obama administration’s foreign policy. But these policies help contribute to the spread of dictatorships, humanitarian crises, and instability while making the possibility of resentment and blowback much more likely.

It is becoming more and more clear that the bipartisan consensus policy of military interventionism is a threat to peace and security. Neutrality and non-intervention, as the Founders recommended, is a far more practical alternative and is still the best way to spread the American values our politicians are so fond of endorsing.

http://www.policymic.com/articles/33007/u-s-commandos-in-75-countries-are-teaching-militaries-to-torture-kill-and-abuse-civilians
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