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Bureau of Investigative Journalism
[11.04.2013] di Jack Serle e Chris Woods
(trad. di Levred per GilGuySparks)

Funzionari dei servizi segreti americani erano al corrente del fatto che almeno un civile fosse morto negli attacchi dei droni in Pakistan nel corso del 2011, nonostante le affermazioni in senso contrario da parte dell’uomo che ora guida la Central Intelligence Agency (CIA).

Nel giugno del 2011, John Brennan, al tempo consigliere capo della lotta al terrorismo del presidente Obama, dichiarò pubblicamente che per ‘quasi un anno’ nessun civile era morto negli attacchi dei droni statunitensi in Pakistan.

Ma documenti segreti statunitensi trapelati, ottenuti dall’agenzia di stampa McClatchy, dimostrano che non era vero.

Secondo il reporter di sicurezza nazionale Jonathan Landry, i documenti segreti, che fanno la cronaca della guerra dei droni in Pakistan, ammettono la morte di un civile il 22 aprile 2011 – due mesi prima dell’affermazione pubblica fatta da Brennan.

Al tempo dell’attacco, un anonimo funzionario statunitense aveva insistito con la CNN [dicendo ndt] ‘non ci sono prove a sostegno sull’affermazione [di vittime civili] di sorta.

Il 22 aprile l’attacco di un drone colpì una casa prima dell’alba, uccidendo almeno 25 persone nel nord Waziristan. Sette organizzazioni dei media riferirono che morirono almeno cinque civili, tra cui tre bambini. Sia l’Associated Press che il Bureau of Investigative Journalism inviarono investigatori sul campo. Ognuno confermò che dei civili, tra i quali donne e bambini, erano stati uccisi durante l’attacco.

‘Altamente sensibile’

L’indagine di McClatchy comporta la divulgazione finora più significativa di documenti segreti statunitensi che riguardano la guerra con i droni della CIA in Pakistan.

I documenti, che non sono stati ancora pubblicati, si è detto coprano due periodi: dal 2006 al 2008 e dal gennaio 2010 al settembre 2011.

La cronaca nei documenti trapelati indica che ciò che i funzionari degli Stati Uniti dicono pubblicamente sugli attacchi dei droni non sempre corrisponde ai loro registri privati.

Per tutta la prima metà del 2011, fonti di intelligence statunitense hanno insistito sul fatto che non erano più stati uccisi civili dagli attacchi dei droni.
Il 29 giugno 2011 Brennan disse ‘non c’è stata una sola morte collaterale [di civili]’ in Pakistan in 10 mesi.

Il Bureau of Investigative Journalism è stato il primo a contestare questa affermazione. Dopo aver effettuato un’indagine sul campo nelle aree tribali del Pakistan, ha presentato al governo degli Stati Uniti un elenco di 45 civili uccisi in attacchi di droni nel periodo al quale si era riferito Brennan. Un alto funzionario contro il terrorismo degli Stati Uniti confutò le conclusioni di allora, insistendo: ‘Le informazioni più accurate sulle operazioni di contro-terrorismo sono nelle mani [del governo ndt] degli Stati Uniti.

Nessuna di queste morti civili sembra trovare eco nei documenti statunitensi ottenuti da McClatchy, tra cui decine di morti in un attacco nel marzo 2011.

‘Approvazione forzata’

Secondo l’agenzia di stampa i documenti mostrano anche che la cooperazione tra l’ISI, il servizio di intelligence pakistano, e la CIA sia stata molto più profonda di quanto in precedenza si pensasse.

Dal 2006 alla metà del 2008, stando ai rapporti, la CIA chiese l’approvazione per gli attacchi alla sua controparte pakistana. Nel 2006, per esempio, la CIA chiese il permesso di realizzare sette attacchi, mentre l’ISI ne accettò cinque. Non è noto se tutti questi abbiano avuto luogo.

I documenti, qualora pubblicati integralmente, potrebbero rivelarsi importanti per la comprensione della guerra segreta dei droni da parte dell’opinione pubblica.
I dati del Bureau per esempio registrano solo tre attacchi statunitensi per il 2006, con la New American Foundation, anche la quale registra gli attacchi dei droni, ne elenca due.

I documenti rivelano che gli Stati Uniti sono stati a volte anche beneficiati dai negoziati. In almeno due occasioni, l’ISI ha dato la sua ‘approvazione forzata’ agli attacchi della CIA, dopo aver ‘ceduto agli allettamenti della CIA’ secondo l’agenzia di notizie statunitense.

E i documenti riportano almeno un attacco di droni precedentemente non registrato. L’ISI ha chiesto agli Stati Uniti di prendere di mira un ‘campo di addestramento degli insorti‘ nel nord Waziristan il 22 maggio 2007. Un assalto da parte dell’esercito pakistano sul campo era fallito e l’ISI chiese [l’intervento dei ndt] droni, nonostante fosse stato detto che i Predators dell’Agenzia non sarebbero stati utilizzati per sostenere operazioni di combattimento pakistane, secondo McClatchy.

‘La famiglia allargata Haqqani’

Altre morti civili sono riportate nei documenti trapelati – anche se queste si sono verificate sotto il presidente Bush. Il 5 settembre 2008, gli americani presero di mira una casa di proprietà di Jalaluddin Haqqani, patriarca della rete Haqqani.

Nonostante la rete Haqqani venisse dichiarata un gruppo terroristico solo nel 2012, i documenti trapelati mostrano che la CIA prese come bersaglio la casa del leader quattro anni prima. E i documenti confermano che le donne e i bambini di Haqqani furono uccisi nell’attacco.
Un altro rapporto segreto dell’intelligence statunitense, ottenuto da Dawn nel 2009 osservava anche che la CIA sapeva che ‘membri della famiglia allargata Haqqani erano stati uccisi‘ nell’attacco del settembre 2008.

L’indagine McClatchy rivela altre discordanze tra le dichiarazioni pubbliche dei funzionari statunitensi e i documenti segreti. Nel settembre 2012 il presidente Obama disse alla CNN che gli attacchi dei droni possono essere lanciati solo quando vi è una minaccia ‘seria e non ipotetica‘.

Aggiunse che i droni possono essere usati solo in una situazione ‘quella in cui non siamo in grado di catturare individui prima che portino avanti una qualche sorta di complotto operativo contro gli Stati Uniti‘.

Tuttavia i documenti trapelati indicano che lungi dal prendere di mira gli alti miliziani di Al Qaeda intenti ad attaccare gli Stati Uniti, siano stati uccisi militanti afghani, pakistani o ‘sconosciuti’ vagamente identificati.

http://www.thebureauinvestigates.com/2013/04/11/secret-us-documents-show-brennans-no-civilian-drone-deaths-claim-was-false/

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Su questo argomento vedi anche:

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  • Secret US documents show Brennan’s ‘no civilian drone deaths’ claim was false

April 11th, 2013 | by Jack Serle and Chris Woods |

John Brennan being sworn in as CIA director in March 2013. (White House/ David Lienemann)

US intelligence officials were aware that at least one civilian had died in drone strikes in Pakistan during 2011, despite claims to the contrary made by the man now running the Central Intelligence Agency.

In June 2011, John Brennan, at the time President Obama’s chief counter terrorism adviser, stated publicly that for ‘almost a year’ no civilian had died in US drone strikes in Pakistan.

But leaked US intelligence documents obtained by news agency McClatchy show this was not true.

According to national security reporter Jonathan Landry, the intelligence documents, which chronicle the drone war in Pakistan, admit to a civilian death on April 22 2011 – two months prior to Brennan’s public claim.

At the time of the strike, an anonymous US official had insisted to CNN that ‘there is no evidence to support that claim [of civilian casualties] whatsoever.’

The April 22 drone strike hit a house before dawn, killing at least 25 people in North Waziristan. Seven media organisations reported that at least five civilians died, including three children. Both Associated Press and the Bureau sent investigators into the field. Each confirmed that civilians, including women and children, were killed in the attack.

‘Highly sensitive’
The McClatchy investigation involves the most significant leak so far of US intelligence documents covering the CIA’s Pakistan drone war.

The documents, which have not yet been published, are said to cover two periods: 2006 to 2008, and January 2010 to September 2011.

Reporting on the leaked papers indicate that what US officials say publicly about drone strikes does not always match their private records.

Throughout the first half of 2011 US intelligence sources had been insisting that civilians were no longer being killed by drone attacks. On June 29 2011 Brennan said ‘there hasn’t been a single collateral [civilian] death‘ in Pakistan in 10 months.

The Bureau was the first to challenge this assertion. After carrying out a field investigation in Pakistan’s tribal areas, it submitted to the US administration a list of 45 civilians killed in drone strikes in the period Brennan had referred to. A senior US counter terrorism official refuted the findings at the time, insisting: ‘The most accurate information on counter-terror operations resides with the United States.’

None of these civilian deaths seem to be reflected in the US records obtained by McClatchy, including dozens killed in a strike in March 2011.

‘Forced approval’
According to the news agency the documents also show that cooperation between Pakistan’s intelligence service the ISI and the CIA went far deeper than previously understood.

From 2006 to mid-way through 2008 the CIA sought approval for strikes from its Pakistani counterpart, according to the reports. In 2006, for example, the CIA asked permission to carry out seven strikes, with the ISI agreeing to five. It is not known if all of these took place.

The documents, if published in full, could prove important to the public’s understanding of the covert drone war. The Bureau’s data for example only records three US attacks for 2006, with New America Foundation, which also records drone strikes, listing two.

The documents reveal the US was also sometimes the beneficiary of negotiations. On at least two occasions the ISI gave its ‘forced approval’ for CIA attacks, having ‘relented under CIA cajoling’ according to the US news agency.

And the documents report at least one previously unrecorded drone strike. The ISI asked the US to target an ‘insurgent training camp’ in North Waziristan on May 22 2007. An assault by the Pakistani army on the camp had failed and the ISI called for drones, despite having been told the Agency’s Predators would not be used to support Pakistani combat operations, according to McClatchy.

‘The extended Haqqani family’
Other civilian deaths are reported in the leaked documents – although these happened under President Bush. On September 5 2008 the US targeted a house belonging to Jalaluddin Haqqani, patriarch of the Haqqani Network.

Despite only declaring the Haqqani Network a terrorist group in 2012, the leaked records show that the CIA targeted the leader’s home four years earlier. And the documents confirm that Haqqani women and children were killed in the strike.

Another secret US intelligence report obtained by Dawn in 2009 also noted that the CIA knew ’members of the extended Haqqani family were killed’ in the September 2008 attack.

The McClatchy investigation reveals other differences between US officials’ public statements and private records. In September 2012 President Obama told CNN that drone strikes can only be launched when there is a ‘serious and not speculative’ threat.

He added that drones could only be used  in a situation ‘in which we can’t capture the individual before they move forward on some sort of operational plot against the United States’.

But the leaked documents indicate that far from targeting senior al Qaeda militants intent on attacking the US, they have killed vaguely identified Afghan, Pakistani or ‘unknown’ militants.

http://www.thebureauinvestigates.com/2013/04/11/secret-us-documents-show-brennans-no-civilian-drone-deaths-claim-was-false/

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