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[10.04.2013]                      (Trad. V. Zasulich per GilGuySparks)

Da quando il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha proposto lo strombazzato “ritorno nell’Asia-Pacifico” alla fine del 2011, gli Stati Uniti hanno cominciato a organizzare frequenti esercitazioni militari congiunte nell’area Asia-Pacifico. Per quelle esercitazioni condotte nel 2012 dagli Stati Uniti nella sola regione del Pacifico occidentale, furono assegnati ben 17 nomi in codice.
Perché gli Stati Uniti sono così interessati all’area dell’Asia-Pacifico? Perché conduce frequentemente simili “esercitazioni”?

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In senso geostrategico, contenere la Cina nell’area Asia-Pacifico è il cuore della politica degli Stati Uniti nei confronti della Cina.

Ci sono per gli Stati Uniti tre mezzi principali per portare avanti un profondo coinvolgimento nella regione dell’Asia-Pacifico: in primo luogo, un’ampia alleanza per conquistare i vari paesi della regione Asia-Pacifico, in secondo luogo, un dispiegamento militare in avanti allo scopo di realizzare un “riequilibrio” strategico e terzo, occupare una posizione di “guida” nella regione al fine di giocare “ruolo attivo”.

Gli Stati Uniti ritengono che il lasso di tempo tra la fine della guerra fredda e il 2015 sia un periodo di “opportunità strategica”, durante il quale l’ascesa e lo sviluppo di tali importanti paesi regionali come Cina e Russia pongono gravi sfide agli Stati Uniti intorno al 2015. Tra i due, la Cina “è più probabile che diventi lo sfidante”.

Pertanto, gli Stati Uniti hanno cominciato a prestare maggiore attenzione nel mettere maggior pressione alla Cina sulle questioni dell’Asia-Pacifico.

Negli ultimi anni, gli Stati Uniti hanno cercato di accrescere la propria presenza militare nella regione Asia-Pacifico attraverso l’organizzazione di una serie di esercitazioni militari congiunte. Il loro costante rafforzamento delle attività di intervento politico e militare nella regione ha portato un significativo impatto sulla sicurezza e la stabilità della regione Asia-Pacifico, e aggravato le contraddizioni e i conflitti negli interessi tra le varie parti in questa regione. Come risultato, una complessa situazione di concorrenza intrecciata e di cooperazione ha iniziato a formarsi nella regione, che inaugura un nuovo ciclo di corsa agli armamenti, che porta la regione in uno scenario di “calde relazioni economiche con una politica fredda”. Questa situazione e le nuove crescenti, sempre più complicate, della regione dovrebbero meritare la nostra attenzione e la massima allerta.

Non è difficile vedere che gli Stati Uniti tentano di rimescolare la situazione dell’Asia-Pacifico attraverso esercitazioni militari congiunte, facendo pieno uso delle loro esercitazioni militari come una sorta di contrappeso multilaterale contro la Cina, che sta perseguendo più riconoscimenti e interessi nell’area dell’Asia-Pacifico.
Può quindi aumentare la propria influenza sulla regione dell’Asia-Pacifico.
Questa è forse l’intenzione ultima degli Stati Uniti, inoltre, gli Usa hanno scelto l’area dell’Asia-Pacifico non solo come una “carta vincente” per sopprimere l'”egemonia regionale” della Cina, ma anche come occasione per dimostrare la loro forza e rimodellare la loro immagine di superpotenza in modo da appagare i loro più recessi desideri.

di Zhen Zehao, professore associato della National Defense University (NDU) dell’Esercito di Liberazione del Popolo Cinese (PLA)

http://english.people.com.cn/90786/8201921.html

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  • Truth behind frequent U.S. military exercises in Asia-Pacific region

Ever since U.S. President Barack Obama proposed the high-keyed “return to the Asia-Pacific” at the end of 2011, the U.S. has begun to frequently organize joint military exercises in the Asia-Pacific region. For those exercises conducted in 2012 by the U.S. in the Western Pacific region alone, there were as many as 17 code names. Why is the U.S. so interested in Asia-Pacific region? Why does it frequently conduct such “exercises”?

In geostrategic sense, containing China in the Asia-Pacific region is the basic content of the U.S. policy toward China.

There are three major means for the U.S. to conduct deep involvement in the Asia-Pacific region: first, wide alliance to win over various countries in the Asia-Pacific region; second, military forward deployment to realize strategic “re-balancing”; and third, occupy a “leading” position in the region to play “pro-active role”.

The U.S. believes that the time span from the end of the Cold War to 2015 is a period of “strategic opportunity”, during which the rise and development of such major regional countries as China and Russia will pose serious challenges to the U.S. around 2015. Among the two, China “is more likely to become the challenger”.

Therefore, the U. S. began to pay more attention to putting more pressure on China over Asia-Pacific issues.

In recent years, the U.S. has tried to increase its military presence in the Asia-Pacific region through the organization of a series of joint military exercises. Its constant strengthening of political and military intervention activities in the region has brought about significant impact on the security and stability of the Asia-Pacific region, and aggravated the contradictions and conflicts in interests among various parties in this region. As the result, a complex situation of interwoven competition and cooperation has begun to form in the region, which ushers in a new round of arms race, leading the region into a scenario of “warm economic relations with cold politics”. This situation as well as the increasingly complicated new situations in the region should merit our close attention and high alert.

It is not difficult to see that the U.S. attempts to scramble the Asia-Pacific situation through joint military exercises, making full use of its military exercises as a kind of multilateral counterbalance against China, which is seeking more rights and interests in the Asia-Pacific region. It can thereby enhance its own influence on the Asia-Pacific region. This is perhaps the most ultimate intention of the U. S. In addition, the U.S. has chosen the Asia-Pacific region not only as a “trump card” to suppress the “regional hegemony” of China but also as an opportunity to demonstrate its strength and reshape its image as a superpower so as to fulfill its profound intentions.

By Zhen Zehao, associate professor of the National Defense University (NDU) of the Chinese People’s Liberation Army (PLA)

http://english.people.com.cn/90786/8201921.html

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