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UPI
[18.04.2013]              (trad. di Levred per GilGuySparks)

TEL AVIV, Israel – Sale la tensione sulla linea del cessate il fuoco tra Israele e Siria sulle alture del Golan e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dice di essere pronto a lanciare un’operazione militare per impedire che armi, chimiche e altre [tecnologicamente ndt] avanzate, dell’indebolito regime di Damasco cadano in mani islamiste.

Ciò accresce i timori che lo Stato ebraico sia sempre più vicino al punto  di venire trascinato nel bagno di sangue siriano, che è ora al suo terzo anno.

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Funzionari israeliani dicono che il confine settentrionale dello stato ebraico è più in tensione che in qualsiasi momento dal cessate il fuoco che pose fine alla guerra dello Yom Kippur nell’ottobre del 1973.

Colpi d’arma da fuoco, razzi e lanci di mortai lanciati dalla Siria, più probabilmente dalle forze ribelli che avanzano, continuano a colpire il settore occidentale dello strategico pianoro vulcanico di cui Israele si è impadronito nella guerra mediorientale del 1967.

Non è chiaro se qualcuno di questi colpi fosse intenzionale o accidentale, ma le forze israeliane hanno reagito almeno cinque volte da novembre e sostengono di aver eliminato le fonti del fuoco.

La situazione è peggiorata negli ultimi giorni, poiché il regime assediato del presidente siriano Bashar Assad ha ritirato dal Golan un gran numero di soldati – gli israeliani stimano fino a 20.000 – per rafforzare le forze che tengono la capitale contro un’offensiva ribelle che si amplia.

Le forze ribelli si sono spostate per espandere la spinta contro la città [Damasco ndt] da sud. Si tratta principalmente di combattenti jihadisti di Jabhar al-Nusra, o Fronte Nusra, che sono alleati di al-Qaeda e hanno promesso di “liberare” Gerusalemme dal controllo israeliano.

Osserviamo un deterioramento della catena generale di comando” nel settore del Golan controllato dai siriani, ha detto il tenente colonnello Peter Lerner, portavoce militare israeliano.

Ma gli israeliani vedono una maggiore minaccia verso di loro, in quanto gli jihadisti stanno acquisendo gli arsenali del regime ben forniti di armi chimiche e di sistemi avanzati quali i missili balistici Scud-B di fabbricazione russa che possono trasportare testate chimiche, e i missili terra-aria che sfiderebbero la supremazia aerea israeliana di lunga data nella regione.

Netanyahu, parlando a Londra, dove ha partecipato ai funerali dell’ex primo ministro britannico Margaret Thatcher mercoledì, ha sottolineato che tali armi potrebbero essere “un mutamento dei giochi” per quanto riguarda Israele.

Ha sottolineato che Israele non vuole essere coinvolta nel bagno di sangue siriano, nel quale 70.000 persone, secondo una stima dell’ONU, sono state uccise dal 15 marzo 2011, ma non esiterà a colpire se si sentirà minacciata.

Gli israeliani, e certamente anche le potenze occidentali e arabe, dicono che se gli jihadisti, la forza ribelle più efficace, trionfassero, cercheranno di promuovere la loro agenda ideologica attaccando Israele.

Le armi chimiche e altre del regime “sono armi molto, molto pericolose cosa che potrebbe rappresentare un cambio dei giochi“, ha detto.

Cambieranno le condizioni, l’equilibrio di potere in Medio Oriente. Essi potrebbero costituire una minaccia terroristica su scala mondiale. E’ sicuramente nel nostro interesse difendere noi stessi, ma pensiamo anche che sia nell’interesse di altri paesi“, ha detto Netanyahu.

Non siamo aggressivi. Non cerchiamo lo scontro militare, ma siamo pronti a difenderci in caso di necessità.

Il 30 gennaio, secondo quanto riferito, un convoglio che spostava missili terra-aria SA-17 di fabbricazione russa dal deposito siriano nel vicino Libano per il movimento Hezbollah sostenuto dagli iraniani, che supporta Assad, è stato distrutto in un attacco aereo.

Israele non ha ufficialmente riconosciuto o smentito che la sua forza aerea fosse responsabile ma ha effettuato attacchi simili in Sudan su convogli che trasportavano armi iraniane ai militanti palestinesi a Gaza.

Israele ha avvertito che non permetterà ai combattenti sciiti, che hanno combattuto lo Stato ebraico per 30 anni, di entrare in possesso di armi, che, per la prima volta, consentano loro di sfidare la superiorità aerea israeliana.

Ma se Israele viene coinvolta nel conflitto siriano, la crisi si complicherebbe notevolmente e probabilmente aumenterebbe la destabilizzazione della regione che una guerra, di natura sempre più settaria, sta causando.

Un coinvolgimento israeliano, che Washington starebbe senza dubbio cercando di evitare, probabilmente dovrebbe essere limitato a raid aerei contro particolari obiettivi. Ma gli attacchi aerei non possono sempre fare il lavoro e le forze speciali sono spesso necessarie. Nel 2011, l’esercito israeliano ha formato un nuovo comando, i Deep Corps.

Questi sono un’amalgama di tutte le sue unità d’elite e di intelligence delle forze armate, tra le quali Sayeret Matkal dell’esercito e l’unità Shaldaq della forza aerea.

Tuttavia, le operazioni di terra sotto copertura rappresenterebbero un approccio ad alto rischio.

http://www.upi.com/Top_News/Special/2013/04/18/Israel-set-to-hit-Syria-rebels-over-arms/UPI-30641366307091/

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  • Israel ‘set to hit Syria rebels over dangerous weapons’

UPI

Tension is rising on the Israel-Syria cease-fire line on the Golan Heights and Israeli Prime Minister Binyamin Netanyahu says he’s ready to launch military operation to prevent the weakening Damascus regime’s chemical and other advanced weapons falling into Islamist hands.

That heightens fears that the Jewish state is edging closer to getting dragged into the Syrian bloodbath, which is now in its third year.

Israeli officials say the Jewish state’s northern border is more tense than at any time since the cease-fire that ended the Yom Kippur War in October 1973.

Small arms fire, rockets and mortar shells launched from Syria, most probably by advancing rebel forces, continue to hit the western sector of the strategic volcanic plateau Israel first seized in the 1967 Middle East War.

It’s not clear whether any of this fire was intentional or accidental but Israeli forces have retaliated at least five times since November and claim to have knocked out the sources of the fire.

The situation has worsened in recent days as the beleaguered regime of Syrian President Bashar Assad has pulled back large numbers of troops — the Israelis estimate up to 20,000 — from the Golan to beef up forces holding the capital against a widening rebel offensive.

Rebel forces have moved to expand a push against the city from the south. These are mainly jihadist fighters of the Jabhar al-Nusra, or the Nusra Front, who are allied to al-Qaida and have vowed to “liberate” Jerusalem from Israeli control.

“We see a deterioration of the general chain of command” in the Syrian-held sector of the Golan, said Lt. Col. Peter Lerner, an Israeli military spokesman.

But the Israelis see the main threat to them as the jihadists acquiring the regime’s well-stocked arsenals of chemical weapons and advanced systems such as Russian-made Scud-B ballistic missiles, which can carry chemical warheads, and surface-to-air missiles that would challenge Israel’s long-held air supremacy in the region.

Netanyahu, speaking in London where he attended the funeral of former British Prime Minister Margaret Thatcher Wednesday, stressed such weapons could be “game-changers” as far as Israel is concerned.

He stressed that Israel doesn’t want to become involved in the Syrian bloodbath, in which by U.N. count 70,000 people have been killed since March 15, 2011, but won’t hesitate to strike if it feels threatened.

The Israelis, and indeed Western and Arab powers as well, say that if the jihadists, the most effective rebel force, triumph they’ll seek to further their ideological agenda by attacking Israel.

The regime’s chemical and other weapons “are very, very dangerous weapons that could be game-changers,” he said.

“They’ll change the conditions, the balance of power in the Middle East. They could present a terrorist threat on a worldwide scale.

“It’s definitely in our interest to defend ourselves but we also think it’s in the interest of other countries,” Netanyahu said.

“We’re not aggressive. We don’t seek military confrontation but we are prepared to defend ourselves if the need arises.”

On Jan. 30, a convoy reportedly moving Russian-built SA-17 surface-to-air missiles from a Syrian depot into neighboring Lebanon for the Iranian-backed Hezbollah movement supporting Assad was destroyed in an airstrike.

Israel hasn’t officially acknowledged or denied its air force was responsible but it’s carried out similar attacks in Sudan on convoys carrying Iranian arms to Palestinian militants in Gaza.

Israel has warned it won’t permit the Shiite fighters, who’ve been fighting the Jewish state for 30 years, to possess weapons that will for the first time allow them to challenge Israel’s air superiority.

But if Israel gets involved in the Syrian conflict, it would greatly complicate the crisis and probably heighten the destabilization of the region that the war, increasingly sectarian in nature, is causing.

Israeli engagement, which Washington would no doubt seek to avoid, would probably have to be limited to airstrikes against a particular set of targets.

But airstrikes can’t always do the job and Special Forces are often required. In 2011, the Israeli military formed a new command, the Deep Corps.

This is an amalgam of all its elite units and intelligence arms, including the army’s Sayeret Matkal and the air force’s Shaldaq unit.

However, covert ground operations would be a high-risk approach.

http://www.upi.com/Top_News/Special/2013/04/18/Israel-set-to-hit-Syria-rebels-over-arms/UPI-30641366307091/

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