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[14.05.2013] di Said Khatib   (trad. di B. Durruti per GilGuySparks)

La popolazione della Striscia di Gaza è costretta a consumare acqua contaminata da una falda acquifera costiera, mentre Israele estrae fino a 12 milioni di metri cubi di acqua potabile all’anno dal territorio palestinese.
È giunto a tali conclusioni il professore di geografia presso l’Università di Al Aqsa, Akram al Hallaq, a seguito di un’inchiesta con l’assistenza di esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Secondo i dati raccolti da parte dell’organismo internazionale, il 95% dell’acqua disponibile a Gaza non è potabile. Una percentuale elevata di nitrati e cloruro di potassio, che si accumulano nel tempo, impedisce persino la depurazione per il consumo umano. Il consumo di vari litri danneggia notevolmente la salute.

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Il professor Hallaq ha attribuito parte del problema all’aumento della domanda a causa dell’esplosione demografica e della forte dipendenza economica dal settore agricolo, che consuma molta acqua. Ma soprattutto ha messo in evidenza la “pirateria israeliana“: il furto premeditato delle risorse idriche sotterranee dei territori palestinesi.

Lungo tutta la ‘linea verde’ gli israeliani hanno aperto 26 pozzi che pompano 18 ore al giorno l’acqua che proviene dalle zone più elevate della Cisgiordania.
Il ricercatore ha calcolato in questo modo che Israele si appropria ogni anno di circa 12 milioni di metri cubi di acqua, più o meno pulita, che potrebbe alleviare la difficile situazione che si registra a Gaza. Così, Tel Aviv non paga nulla e neppure permette l’accesso all’acqua agli abitanti dell’enclave.

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Il problema dell’acqua è sentito non solo nelle case, ma si accusa molto anche nei campi, dove è possibile misurare il suo impatto economico. L’unica zona della Striscia dove l’acqua è ancora adatta all’agricoltura è il nord-est, dove ci sono i campi di fragole di Beit Lahiya. Nel resto del territorio palestinese i contadini sono costretti a lasciare le colture a causa della mancanza di accesso all’acqua.

http://actualidad.rt.com/sociedad/view/94423-israel-palestina-pozos-agua-potable

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  • Israel obliga a los palestinos al consumo de agua no potable

AFP
[14.05.2013] por Said Khatib

La población de la Franja de Gaza se ve obligada a consumir agua contaminada de un acuífero costero, mientras que Israel extrae hasta 12 millones de metros cúbicos de agua potable al año del territorio palestino.

A tales conclusiones ha llegado el catedrático de geografía en la Universidad de Al Aqsa, Akram al Hallaq, tras una investigación realizada con asistencia de los expertos de la Organización Mundial de la Salud (OMS).

Según los datos recaudados por el ente internacional, el 95% del agua disponible en la Franja de Gaza no es potable. Un alto porcentaje de nitratos y cloruro de potasio, que se acumulan con el tiempo, impiden incluso su depuración para el consumo humano. El consumo de varios litros daña considerablemente la salud.

El profesor Al Hallaq atribuyó una parte del problema al aumento de la demanda, debido a la explosión demográfica y a una alta dependencia económica del sector agrícola, que consume mucha agua. Pero ante todo resalta la “piratería israelí”: el robo premeditado de los recursos hídricos subterráneos de los territorios palestinos.

A lo largo de la ‘línea verde’ los israelíes han abierto 26 pozos, de los cuales bombean durante 18 horas al día el agua procedente de las zonas elevadas de Cisjordania. El investigador computó que de esta manera Israel se apropia anualmente de unos 12 millones de metros cúbicos de agua más o menos limpia que podría aliviar la difícil situación que se registra en Gaza. De esta manera, Tel Aviv no paga nada y tampoco permite el acceso al agua a los habitantes del enclave.

El problema del agua no solo se percibe en los hogares sino que también se sufre mucho en el campo, donde se puede medir su impacto económico. La única zona de la Franja donde el agua es apta todavía para la agricultura es el extremo noreste, donde se ubican los campos de fresas de Beit Lahiya. En el resto del territorio palestino los agricultores se ven obligados a dejar los cultivos por falta de acceso al agua.

http://actualidad.rt.com/sociedad/view/94423-israel-palestina-pozos-agua-potable

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