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[04.06.2013] di GilGuySparks

Secondo un rapporto del Congressional Research Service,confortato dai dati del Government Accountability Office, il numero dei contractor privati in Afghanistan è salito a 108 mila unità, superando ampiamente il numero degli effettivi militari impiegati in quell’area che si attestano attorno ai 65.700.

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Il fatto che emerge dai rapporti è che non solo il numero dei mercenari è superiore a quello delle truppe effettive ma che il Pentagono non è neppure in grado di documentare in maniera adeguata che genere di “lavori” questi contractor stiano realmente svolgendo in Afghanistan. Il Dipartimento della Difesa statunitense si trova nella comoda situazione di avere a disposizione relazioni incomplete o addirittura inattendibili su quanto facciano i contractor pagati dal governo americano.

Già da parecchio il governo degli Stati Uniti ha avviato l’outsourcing (l’esternalizzazione diremo noi in Italia) anche del settore militare, (ne abbiamo avuto ampi e tristi esempi nella guerra in Iraq e in Libia). Il paradosso è che mentre il numero dei contractor è salito, tanto che per ogni militare americano in Afghanistan ci sono 1,6 contractor sul campo, non è possibile documentare in alcun modo l’attività che essi svolgono.

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Secondo il Congressional Research Service, che è un’agenzia federale, nota come il think tank del Congresso degli Stati Uniti d’America, “nel corso degli ultimi sei anni fiscali, gli obblighi del Dipartimento della Difesa statunitense (DOD) per i contratti eseguiti negli scenari bellici operativi di Iraq e Afghanistan sono stati di circa 160 miliardi dollari e hanno superato gli obblighi contrattuali totali di qualsiasi altra agenzia federale degli Stati Uniti“.

Il governo degli Stati Uniti d’America ha speso così la bellezza di 160 miliardi di dollari per pagare le operazioni di contractor delle quali ignora però praticamente tutto e il Pentagono non ha alcun imbarazzo ad ammetterlo.

Viene spontaneo domandarsi come è possibile per il Pentagono verificare il raggiungimento degli obiettivi delle missioni in assenza quasi assoluta di dati certi e attendibili? Come può il Dipartimento della Difesa Americana essere in grado di attendere al processo decisionale a livello strategico in queste condizioni?

Le risposte a tali domande possono essere date solo a condizione di ammettere che il Pentagono e la Difesa statunitense ufficialmente non hanno dati attendibili e certi ma in realtà sono al corrente di qualsiasi cosa che i contractor mettono in atto. Il fatto è che molte di quelle operazioni ufficialmente non esistono e non devono mai venire alla luce, ammettere le quali sarebbe ancora più imbarazzante dell’affermazione di non essere in grado di spiegare in che modo siano stati spesi miliardi di dollari in contractor…

In un momento delicato per l’amministrazione Obama che vede la smobilitazione delle truppe statunitensi dall’Afghanistan, il servizio, offerto dalle agenzie militari private che forniscono contractor a livello mondiale, diviene di importanza vitale. Solo un piccolo contingente di truppe americane rimarrà in Afghanistan fino al 2024 e il lavoro al momento svolto dai militari americani sarà appaltato alle agenzie private.

L’uso dei contractor a supporto delle operazioni militari comporta molti vantaggi, sotto molti punti di vista. Sarebbe ingenuo credere che tale uso sia fuori controllo e non risponda a precise e ben definite istanze e protocolli.

Se le operazioni delle agenzie paramilitari private sono prive di dettagli e rendicontazioni tutto questo non è frutto del caso ma una ben studiata strategia per sottrarre al Congresso statunitense la possibilità (per quanto modesta) di controllare il loro operato. Il Pentagono e il Dipartimento della Difesa, ottimamente informati, non sanno e non vogliono sapere.

Come si suol dire lontano dagli occhi…

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