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The Voice of Russia
[16.03.2012] di Andrei Ptashnikov
(trad. di Levred, revisione di Leslie Reggio per GilGuySparks)

La tensione attorno all’Iran sta divenendo di giorno in giorno più intensa.
Uno sguardo alle ultime notizie sulla crisi iraniana dimostra che la maggior parte di esse provengono da Washington e non ispirano ottimismo.

Per dirla in altro modo, Washington insiste nei suoi sforzi per forgiare una coalizione anti-iraniana di respiro internazionale nel quadro della sua politica per spingere Teheran ad abbandonare la sua ricerca nucleare.

Ecco solo un esempio.

Il mese scorso, Barack Obama ha firmato un ordine presidenziale che proroga per un altro anno l’embargo economico americano contro l’Iran, che è in vigore dal 1995. Si vieta a società e a banche statunitensi qualsiasi attività commerciale o contatto finanziario con l’Iran.

Le banche iraniane sono state escluse dal sistema di pagamento internazionale SWIFT su pressione degli Stati Uniti. Il presidente Obama ha recentemente discusso una serie più ampia di misure anti-iraniane, fino all’uso della forza militare, prima con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e poi con il premier britannico David Cameron.

Ecco ciò che ha detto a una conferenza stampa congiunta col suo ospite britannico:[registrazione in inglese]

Gli Stati Uniti e la NATO stanno esaurendo la pazienza con l’Iran. Emergono sempre più prove che mostrano che un piano di attacchi aerei sugli impianti nucleari iraniani concordato da lungo tempo.
Con tutta probabilità, i dettagli dei futuri bombardamenti aerei sono stati discussi durante un viaggio a Tel Aviv da parte di un vicesegretario di stato nella terza visita di questo tipo nelle ultime due settimane.
Quindi sembra che la situazione possa davvero divenire più seria per l’Iran.
Barack Obama, che è in corsa per un secondo mandato, sicuramente non affronterà il rischio di imbarcarsi in una nuova guerra in vista delle elezioni presidenziali di novembre, tanto più in quanto non sarà una guerra facile e veloce. Ma poi, è sempre possibile far fare il lavoro a qualcuno – Israele, per esempio.


E che cosa dicono gli americani e gli israeliani comuni?
Gli ultimi sondaggi di opinione mostrano che oltre il 60% dei cittadini statunitensi vogliono che il loro paese si astenenga da un conflitto militare con l’Iran. Solo il 25% pensa che l’America dovrebbe aiutare Israele, se decide di attaccare i siti nucleari iraniani. La metà degli israeliani dicono che Israele non dovrebbe farsi coinvolgere a meno che non sia sostenuta dagli Stati Uniti.
I leader americani e israeliani daranno ascolto alla voce del loro popolo?
Nel frattempo, speriamo che la porta per una risoluzione pacifica della crisi iraniana rimanga aperta e che la ripresa imminente dei colloqui sul nucleare tra Teheran e il gruppo dei Cinque più Uno mediatori internazionali porterà risultati positivi.

http://english.ruvr.ru/2012_03_16/68657504/

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RT
[16.03.2012] (trad. di Levred, revisione di Leslie Reggio per GilGuySparks)

La Marina statunitense ha confermato che sta raddoppiando il numero delle navi cacciamine nel Golfo Persico in una mossa evidente allo scopo di prepararsi ad una possibile situazione di stallo con l’Iran sulla cruciale rotta di esportazione del petrolio.

Quattro ulteriori dragamine e quattro elicotteri cacciamine si uniranno alle quattro navi che già pattugliano il Golfo Persico.


Il numero complessivo di dragamine statunitensi nella regione sarà  di otto, lo ha riferito il capo delle operazioni navali americane, l’ammiraglio Jonathan Greenert.

Mentre dicono che le sanzioni e le misure politiche sono preferibili come risposta al controverso programma nucleare iraniano, sembra che gli Stati Uniti si stiano preparando per il piano B.

Gli Stati Uniti hanno lavorato su una serie di misure militari per contrastare l’Iran, con il presidente Obama che dice di “non escludere alcuna opzione.”

Il Pentagono ha recentemente richiesto ulteriori 100 milioni di dollari per rafforzare la propria presenza militare nel Golfo Persico.

Circa un quinto del petrolio mondiale passa attraverso lo Stretto di Hormuz.
In precedenza Teheran promise di bloccare la principale via di esportazioni di petrolio dalla regione in rappresaglia alle nuove sanzioni promosse da Stati Uniti e Unione Europea contro la Repubblica islamica.

Nel mese di gennaio, il generale Martin Dempsey, il presidente dello Stato Maggiore Congiunto statunitense, ha confermato che l’Iran ha davvero la capacità di bloccare lo stretto di Hormuz “per un certo periodo di tempo“, e gli Stati Uniti devono prepararsi a riaprirlo in caso di blocco.

http://rt.com/news/us-minesweepers-hormuz-strait-737/


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Xinhua News Agency
[16.03.2012] (trad. di Levred, revisione di Leslie Reggio per GilGuySparks)

WASHINGTON – La Marina statunitense rafforzerà la propria presenza e capacità nel Golfo, al fine di garantire che lo stretto di Hormuz rimanga aperto, ha riferito venerdì l’Ammiraglio della Marina Jonathan Greenert, capo delle operazioni navali.

In una seduta con il Gruppo degli Scrittori della Difesa, Greenert ha detto che lo stretto è un punto critico globale di strozzatura del Golfo Persico, attraverso il quale fluisce gran parte del petrolio mondiale.

Greenert ha detto che raddoppierà il numero delle risorse per la guerra alle mine nella regione, tra cui cacciamine – da quattro a otto navi – e velivoli anti-mine sotto forma di altri quattro elicotteri CH-53 Sea Stallion. Ha detto che la Marina invierà pure ulteriori unità subacquee autonome senza equipaggio per la neutralizzazione delle mine nella regione. Alle navi che transitano attraverso lo stretto, la Marina Militare fornirà ulteriori funzionalità ad infrarossi ed elettro-ottiche.

Le forze della Marina hanno bisogno di maggiori difese a corto raggio nella regione, ha detto Greenert. Egli ha osservato che lo stretto è una zona vincolata e mette in difficoltà i gruppi tattici di una portaerei, che hanno ottime difese a lungo raggio, delle sfide in quell’area.

La Marina sta pensando di piazzare mitragliatrici Mark 38 Gatling a bordo delle navi scorta o delle stesse portaerei, ha detto.

Greenert ha anche riferito che la Marina sta pensando di disporre ulteriori motovedette, vascelli da 200 piedi, armati con armi leggere, nella regione del Golfo. Vuole inoltre installare missili a corto raggio a bordo di imbarcazioni di pattuglia, che colpiscono bersagli a meno di quattro miglia di distanza.

Ci sono cinque motovedette negli Stati Uniti, altre tre rientrano dalla Guardia Costiera alla Marina e cinque nel Golfo Persico, Greenert ha detto che vuole muoversi verso il potenziamento delle navi negli Stati Uniti con mitragliatrici Gatling e piazzarle in Bahrain.

In definitiva ne avremo 10 [nel Golfo]“, ha detto l’ammiraglio.

[Greenert ] prevede di avere il maggior numero di capacità operative nella regione entro un anno.

http://news.xinhuanet.com/english/world/2012-03/17/c_122845923.htm

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  • Iran Crisis Growing

Voice of Russia
March 16, 2012  di Andrei Ptashnikov

Tension around Iran is growing hotter by the day. A look at the latest reports about the Iran crisis shows that most of them come from Washington and do not inspire optimism.

To put it differently, Washington persists in its efforts to forge a broad international anti-Iranian coalition as part of its policy to press Tehran into abandoning its nuclear research.

Here is just one example.

Last month, Barack Obama signed a presidential order extending for another year the American economic embargo against Iran, which has been in force since 1995. It bars U.S. companies and banks from any business or financial contacts with Iran.

Iranian banks have been switched off from the SWIFT international payment system under pressure from the United States. President Obama has recently discussed a fuller set of anti-Iranian measures, up to the use of military force, first with Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu and then with British Premier David Cameron.

Here is what he said at a joint press conference with his UK guest:

The United States and NATO are running out of patience with Iran. More and more evidence emerges showing that a plan for air strikes on the Iranian nuclear facilities has long been agreed upon. In all probability, details of the future air bombings were discussed during a trip to Tel Aviv by a deputy U.S. secretary of state in the third such visit in the past two weeks. So it looks like things may indeed get more serious for Iran. Barack Obama, who is running for a second term, will definitely not risk embroiling himself in a new war ahead of the November presidential polls, much less so as it’s not going to be a quick and easy war. But then, it is always possible to get someone to do the job – Israel, for example.

And what do ordinary Americans and Israelis say? The latest opinion polls show that more than 60% of U.S. citizens want their country to refrain from a military conflict with Iran. Only 25% think that America should help Israel if it decides to attack Iranian nuclear sites. Half of Israelis say that Israel should not get involved unless supported by the United States. Will the U.S. and Israeli leaders heed the voice of their people? In the meantime, let’s hope that the door to a peaceful resolution of the Iran crisis will remain open and that the upcoming resumption of nuclear talks between Tehran and the Five plus One group of international mediators will bring positive results.

http://english.ruvr.ru/2012_03_16/68657504/

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  • US Navy in military build-up to battle Strait of Hormuz ‘blockade’

RT
March 16, 2012

The US Navy has confirmed it is doubling the number of minesweepers in the Persian Gulf in an apparent move to prepare for a possible standoff with Iran over the crucial oil export route.

An additional four minesweeper and four minesweeping helicopters will join the four ships already patrolling the Persian Gulf.

The overall number of US minesweepers in the region will total eight, America’s head of naval operations Admiral Jonathan Greenert reported.

While saying sanctions and political measures are preferable to respond to Iran’s controversial nuclear program, looks like the US is getting ready for plan B.

The US has been working of an array of military measures to counteract Iran, with President Obama saying “no options are off the table.”

The Pentagon has recently asked for an additional $100 million dollars to beef up its military presence in the Persian Gulf.

About one fifth of the world’s oil passes through The Strait of Hormuz.
Earlier Tehran promised to block the primary route of oil exports from the region in retaliation to new US and EU-backed sanctions against the Islamic Republic.

In January, General Martin Dempsey, the Chairman of the US Joint Chiefs of Staff, confirmed Iran indeed has the ability to block the Strait of Hormuz “for a period of time,” and the US must get ready to reopen it in case of a blockade.

http://rt.com/news/us-minesweepers-hormuz-strait-737/

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  • U.S. Navy To Bolster Capabilities In Persian Gulf

Xinhua News Agency
March 17, 2012

U.S. Navy to bolster capabilities in Gulf

WASHINGTON: The U.S. Navy is beefing up its presence and capabilities in the Gulf, in order to ensure the Strait of Hormuz remain open, Navy Admiral Jonathan Greenert, chief of naval operations, said Friday.

In a session with the Defense Writers’ Group, Greenert said the strait is a critical global choke point of the Persian Gulf, through which much of the world’s oil flows.

Greenert said he will double the number of mine warfare assets in the region, including mine sweepers — from four ships to eight — and anti-mine aircraft in the form of four more CH-53 Sea Stallion helicopters. He said the Navy is also sending more underwater unmanned autonomous mine neutralization units to the region. For ships sailing through the strait, the Navy is providing more infrared and electro-optical capabilities.

Navy forces need more short-range defenses in the region, Greenert said. He noted that the strait is a constrained area, giving aircraft carrier battle groups, which have excellent long- range defenses, challenges in that area.

The Navy is looking at placing Mark 38 Gatling guns aboard the escorts or the carriers themselves, he said.

Greenert also said the Navy is looking into placing more patrol craft, the 200-foot vessels that are armed with small arms, into the Gulf region. He also wants to install short-range missiles, which shoot targets as close as four miles away on patrol craft.

There are five patrol craft in the United States, three more coming back to the Navy from the Coast Guard and five in the Persian Gulf, Greenert said he wants to move toward upgrading the craft in the United States with Gatling guns and put them in Bahrain.

“Ultimately, and we’ll have 10 [in the Gulf],” the admiral said.

He is looking to have most of the capabilities in place in the region within a year.

http://news.xinhuanet.com/english/world/2012-03/17/c_122845923.htm

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